Lettera di Luigia Torrusio

Lettera di Luigia Torrusio

Cara amica mia,

il tempo è un impostore, è solo una parola. Lungo la strada dissemina tranelli, io li ho chiamati paure.

Tu eri quella che annusava i miei boccioli, e io i tuoi. Li annaffiavamo di sogni e risate e preziose lacrime dell’età.

Carissima, vorrei mostrarti il mio giardino, com’è oggi. Un po’ mi vergogno, lo confesso. La porta è quasi sempre chiusa. Non entra nessuno. Solitudine.

Alcuni fiori sono secchi, altri non sono mai sbocciati. Ma i più belli, i più belli sono quelli che tu hai amato per prima, sfiorato in punta di dita.
Credevo di averti persa, cercavo le colpe, le mie. Appassivo. Non rifiorivo.

Poi sei apparsa nel mio buio, ho acceso la luce. Nel tuo sguardo ho ritrovato quei giorni.

Siamo ancora noi, sono ancora io.

Luigia

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