Lettera di Loretta Del Tedesco

Lettera di Loretta Del Tedesco

Dallo Scoglio, 23 Ottobre 2015

Carissimo Ulisse,
lo so che non dovrei rivolgermi a te usando questo nome, specie perché causa di troppe incomprensioni tra noi, durante la nostra estate.
Ma se ho fatto questa scelta è perché non voglio che chi legge, riconosca le nostre vere identità.
E poi, particolare questo ancor più importante, credo tu abbia molto in comune con l’Eroe omerico.
Anche tu, come lui, stai incontrando numerose difficoltà, nel viaggio della vita e, soprattutto, le stai affrontando con un coraggio che ammiro profondamente, come ho avuto già avuto modo di dirti in passato.
Ma io per te, continuo a sognare la tua Itaca; un’isola dove, è vero, non ci sarà un posto per me; io che già una volta, ho tradito la promessa che ti feci,di lasciarti libero. Credetti fosse facile da mantenere eppure, quando hai ripreso il tuo viaggio lontano da me, non ho esitato a rinfacciarti questa scelta, con voce impastata di rabbia e sordo rancore.
Per mesi ho alternato il dolore alla speranza che te ne andassi il più possibile lontano dal mio Scoglio.
Ma so che, il non aver mai avuto esperienza di un amore corrisposto, mi ha reso particolarmente fragile e, quindi, esposta ad errori e fraintendimenti.
No, non voglio giustificarmi per ciò che ti ho fatto, sto solamente cercando di analizzare a mente più lucida (forse), i motivi che mi hanno spinto a comportarmi così male con te.
Ma ora, se non vogliamo che tutto venga spazzato via dalla corrente, dobbiamo almeno provare ad incontrarci di nuovo. Ci siederemo, forse anche solo per un attimo sul mio Scoglio e, da questo luogo, guarderemo il più lontano possibile, oltre l’orizzonte. Che ne pensi?
Se invece il tuo viaggio attraverso la vita, non ti permetterà di fare questo, fammi sapere almeno se e quando, avrai trovato la tua Itaca. In quell’isola ti auguro di (ri)trovare un giorno, la tua vera felicità, quella che un’anima profonda come la tua, si merita.
Solo allora anch’io sarò felice e potrò cantare di nuovo.
E, poiché entrambi avremmo trovato il nostro posto nel Mondo, potrai essere libero di ascoltare il mio canto, senza sentirtene prigioniero…

Buon viaggio nella vita, intrepido Ulisse. Abbi cura di te!

La tua Amica Sirenetta

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