Lettera di Isabella Verduci al figlio

Lettera di Isabella Verduci al figlio

Amore mio, Emanuele,
ti ho scritto lettere usando il cuore, la carta, il pensiero da quando sei stato un desiderio, una speranza nella mia mente. Questo è l’ennesimo messaggio che ti invio per ringraziarti di avermi scelta come madre.

Non so se nella mia vita ho fatto molte cose belle, ma sicuramente tu sei la migliore, perché mi hai reso MIGLIORE.
Ho raccolto in un diario i primi istanti della tua vita perché tu possa un giorno leggerli e sentirti , se sia possibile, piu’ amato di adesso.

Ti scrivo per dirti che sei l’ unica persona che guardo negli occhi senza timore di trovarvi giudizi o disagio.
Tu mi ami sempre, quando sono triste, arrabbiata, spettinata, raffreddata, mi trovi sempre bellissima anche quando mi sento uno straccio! E me lo dici con le parole, con i gesti ed i silenzi.

Mi ami quando mi sento inadeguata, quando temo di ferirti o di non insegnarti abbastanza. Nello stesso tempo mi fai sentire importante.
Hai soltanto dieci anni, ma hai gia’ capito il significato della frase :’ Ti voglio bene’: semplicemente, senza filtri, come tutti i bambini, senza tanti giri di parole inutili. Si dice e basta.

Sei la mia parte di vita piu’ importante e lo sarai anche quando TU affronterai il mondo. Lo farai come desidererai, magari inciampando, qualche volta, ritornerai, ripartirai… Indosserai sogni e progetti da realizzare, seguirai utopie e stringerai i denti per afferrare un SI’.

Mi manchera’ tenerti la mano come adesso, ma la imprimero’ sulla tua spalla ogni volta che affronterai l’uscio di ogni domani, di ogni nuovo giorno.
Amore mio, ogni sera raccolgo un po’ di questa fortuna che ho da un decennio, anzi, da quando ho saputo di aspettarti. La tengo da parte per i momenti piu’ brutti, come se fosse un ombrello che mi ripara dalla pioggia intrisa di malinconia. Ora sono il tuo riparo, un giorno sarai tu il mio.
Ecco, l’ennesima dedica d’affetto infinito per te, dalla tua mamma alla quale tu vuoi ‘bene con il cuore’, come dici tu. Quella con la quale poi parlare di tutto e di niente. Ricordati, Manu, puoi sempre farlo. Quella pazzerella che ti fa ridere ed anche quella un po’ severa quando non ti concentri mentre svolgi i compiti. Lo so, discutiamo…ma poi diciamo sempre ‘che non bisogna andare a letto arrabbiati’. E ne parliamo, ci abbracciamo.

Grazie per rendermi felice. Vivendo.

La tua mamma

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