Lettera di Giulia Ferrari

Lettera di Giulia Ferrari

Cara O.,

dolce, folle O. Davvero ci sei? Ti scrivo. Forse comparirai, e magari un giorno questa lettera ti ruberà un sorriso. Ti penso, penso ad un modo per conoscerti meglio, per farti uscire allo scoperto. Mi perdo tra le pagine dei libri più vari, libri che mi fanno viaggiare in luoghi che nemmeno tu immagini. Scrivo, scrivo lettere sconclusionate senza alcun destinatario; a volte restano in un cassetto, altre prendono il largo e finiscono per somigliare a messaggi nelle bottiglie, cullati da un mare infinito. Corro… canto… rido. Intanto, ti cerco. So che ci sei, voglio credere con tutte le forze che tu ci sia.

In fondo, non è forse vero che tutti hanno una nota dentro!? Forse dovrei farti una proposta ufficiale, qualcosa in grande stile, qualcosa che suoni come: “Vuoi tu, O., DIVENTARE la mia nota?”. So che rideresti, poi sorridendo mi diresti qualcosa come: “Sciocca, sono SEMPRE stata la tua nota”. E probabilmente avresti ragione tu: sei sempre stata qui, ero io che non ti vedevo, e sono io che ancora fatico a metterti a fuoco. Attorno a te ci sono cercatori di pietre magiche, fiori sgargianti, scrittori di poesie, collezionisti di idee, viaggiatori di mondi lontani, cantastorie… E tu? Vorrei conoscere la tua storia, vorrei tanto scoprire da dove vieni, chi hai incontrato nei momenti più segreti del tuo cammino, cosa fai nella vita e quali sono gli oggetti dai quali non ti separeresti mai, anche cascasse il mondo.

Aspetto. E provo ad immaginare. Prima però, lasciati dire una cosa: sei un po’ una fetente! Perché sai che anche a me piace giocare a nascondino, e te ne stai approfittando. Una cosa è certa, questo fare un po’ beffardo ti appartiene.

Sai, O., credo tu venga da un posto caldo. Un caldo dolce, non torrido, un caldo che avvolge e trasporta. La tua timidezza spesso ti porta a sostare nelle retrovie; ogni tanto però ti lanci in mirabolanti imprese. Folli, esilaranti imprese, guidate da uno spirito semplice ed entusiasta. È comico pensare, comunque, a come possa sembrare che non ne azzecchi mai una. Quanto a me, per quanto mi sforzi, non riesco ancora ad immaginarti in prima linea. Forse dovrei solo darti più fiducia, e credere che ti mostrerai appieno, attraverso i racconti degli altri, attraverso i miei, attraverso le esperienze che vivremo insieme.

Perché di sicuro, di questo puoi stare certa, non smetterò facilmente di partire al tuo fianco. Non smetterò di preparare i bagagli per nuove avventure, e Terre sconosciute. Non smetterò di sognare Sarajevo, dove anche tu hai lasciato un pezzo di cuore. Non smetterò di osservarti, quando ti mostrerai. Non lascerò che i miei dubbi spengano il tuo sorriso. Non permetterò che tu ti perda di nuovo, diventando un’immagine ancor più sbiadita.

Non smetterò, in definitiva, di cercarti. Perché spero davvero che tu, amica nascosta ed immaginaria, possa trovare la tua strada.

Tua, Giulia

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