Lettera di Giorgia Brandolese

Lettera di Giorgia Brandolese

Ho deciso di scriverti.
Sì, ho deciso di scrivere a te perché ogni volta che tento di aprire la bocca e muovere la lingua per dirti qualcosa, sento un brivido lungo la schiena, quello stesso brivido provato dai condannati a morte durante l’ultimo pasto, quello stesso brivido inconsciamente sentito dal neonato che per la prima volta vede tutta la Luce del Mondo.

Mi hanno detto in ogni modo di parlarti, di sfruttare questo presente che, come i petali di un fiore attraversato dal vento, se ne va lontano senza preoccuparsi di quello che ha lasciato, delle lacrime nascoste, dei sorrisi senza margine di regola infallibile.
Chissà se i tuoi occhi hanno mai guardato davvero dentro i miei.
Chissà se i tuoi occhi hanno mai voluto vedere la forza che mi spinge a cavalcare l’onda del tuo essere profumo per il mio olfatto alla ricerca di sensazioni che solo tu inconsapevolmente sai riempire.

Non ti dirò cosa vuol dire sentire ciò che provo per te, nemmeno ti dirò quanto io abbia provato a reprimerlo e a soffocarlo in ogni modo, sfruttando la mia capacità di animale razionale.
Ho ballato con te sul tetto del Cielo e niente mi è sembrato così semplicemente bello come il tuo sorriso già dalla prima volta in cui ti ho intravisto seduto su una panchina mentre non sapevi dove guardare, un po’ imbarazzato dalla nuova sfida che avevi accettato e in cui diventavi parte di un gruppo nuovo in un piccolo paese, quel paese in cui ti aspetto ogni giorno ancora, dimentica del fatto che sono io l’inguaribile anima destinata ad osservarti da lontano senza che tu te ne accorga.

Forse in realtà nemmeno ti conosco, ma non mi importa.
Amo le sfide e non mi sono mai totalmente sentita pronta per una sfida che porta il tuo nome, che sembra insormontabile e probabilmente lo è, ma finché non la vivo non lo posso sapere.
Non voglio pentirmi di quello che non ho fatto: diventerebbe l’errore più grande della mia vita.
Non soffrirò per una porta sbattuta in faccia tanto quanto per la consapevolezza di non avere avuto il coraggio di provarci.
Non sai la gioia che ho provato nei piccoli (ma per me inqualificabili) momenti in cui mi hai reso partecipe dei tuoi progetti e delle tue passioni.
Non sai quanto ti stimo per questo.

E’ sempre più raro trovare chi sa sognare, chi custodisce i sogni e li culla nel dolce mare della vita, chi non se ne vergogna.
Chi crede in qualcosa o Qualcuno.
Non c’è niente di più bello, niente di più raro.
Dipingo la mia tela un colore alla volta e spargo macchie qua e là e quando incontro qualcuno che prende i colori e li fa vibrare, non mi sento sola.
Ti saluto con un sorriso da lontano, come sempre da lontano si è accresciuto quello che provo ogni giorno per te e che mi lascia senza parole dalla potenza che porta con sé.
Questa volta però non nascondo più nulla.

Sicuramente ti avrò sconvolto, forse penserai sia pazza, ma va bene così.
L’importante è che tu abbia saputo che hai sconvolto, in positivo, i sentimenti di una persona che era convinta di non saper amare perché troppo codarda nell’accettare cosa le sue emozioni le continuavano a ripetere giorno dopo giorno.
Ora, dopo questa consapevolezza, benché fuori stia cadendo una pioggia che sembra sommergere ogni cosa, finalmente vedo tutta la Luce del Mondo racchiusa nei miei occhi, negli occhi di un’insaziabile sognatrice che ha aspettato anni per poter maturare e capire un sentimento puro che sa semplicemente di felicità.

La vita è veramente bella, luminosa e piena di colori meravigliosi.
Ti ringrazio per avermelo inconsciamente fatto capire.

Ti aspetto.
Qui.
Tra folli sentimenti e l’infinita magia dei sogni.

La tua “Saracena bionda”

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