Lettera di Consiglia Maciariello

Lettera di Consiglia Maciariello

Cara Cocò,

è da molto che voglio scriverti. È da molto che desidero chiudermi nel mio mondo, con la musica nelle orecchie, con carta e penna e dirti i pensieri che in questo mondo fatto di messaggi immediati e brevi, tengo per me. So che viviamo in una realtà che non è più tale, dove i contatti virtuali sembrano fare la regola, così come il modo di vivere gli altri. A me, però, non va di adeguarmi a questo modo di essere, superficiale, leggero e incoerente. Vorrei poterti dire che il mondo ad un certo punto farà marcia indietro, che ricomincerà a dare valore alle parole, e di conseguenza ai sentimenti. Ma ho paura che non sarà così, sono pochi quelli che non si adeguano alle correnti, quelli che non si fanno trasportare dalle mode. E a volte ho paura di quello che succederà, ho paura di rimanere sola in questo mio atteggiamento anti progresso, o peggio ancora, di adeguarmi inevitabilmente ad esso per non rimanere isolata in una realtà virtuale, quella realtà fatta di foto con amici pubblicate sui social network che se non ci sono è come se non fossi stata con loro, come se non avessi riso, non ti fossi divertita.

“Il progresso è regresso”, dice qualcuno, e ho una tale paura che i rapporti umani saranno sempre più relegati ad un mero messaggio su “whatsapp” e agli emoticon, mentre è così confortante andare a rileggere quegli scambi di pensiero avvenuti in passato, rivedere la grafia di un amico, quella che si riconosce senza sforzo, a distanza nel tempo. Ormai non si scrivono più lettere, però le mail sono un comodo sostituto, e io sono una sostenitrice dello scambio di mail. Allo stesso modo delle lettere, te le vai a rileggere per ricordare pensieri, considerazioni, riflessioni scritte a qualcuno con cui sai di poter essere te stessa, o a cui hai bisogno di raccontare i tuoi più intimi pensieri, quelli che non possono essere descritti neanche in una chat privata di Facebook. Scrivere a qualcuno per il semplice gusto di raccontarti, confidarti, per descrivere emozioni e sensazioni che altrimenti dovresti tenere per te. Ma a volte sembra impossibile anche ritagliarsi quel tempo utile a raccogliere pensieri e parole.

Ti vorrei dire tante cose, ti vorrei dire di non avere paura di essere sempre te stessa, di non preoccuparti del futuro, che te la caverai in qualsiasi modo andrà la vita. Sia che la passerai da sola sia che sarai accompagnata. Il mondo di oggi non fa per te, come non fa per me. Avresti voluto un Mr. Darcy al tuo fianco ma purtroppo ti imbatti sempre nei Wickham, nei Willoughby e alla fine non importerà se non sarai una Elizabeth Bennett, ma “solo” una Jane Austen. Non preoccuparti se la gente intorno a te non capirà perché persegui i sogni piuttosto che i soldi, se ti accontenterai della gloria, perché potrai essere sempre soddisfatta di te stessa. Ti farà felice aver dato un piccolo contributo al mondo lottando a tuo modo, nel tentativo di combattere qualche ingiustizia ti farai qualche nemico, ma questo ti basterà, forse, a farti sentire viva. Partecipe del mondo, della vita che si muove attorno a te, e anche se qualche volta ti sentirai più spettatrice che attrice, sarà solo la sensazione di un attimo. Ci saranno momenti che ti faranno sentire grata delle cose che hai, delle persone che ti circondano, della natura intorno. Non esiste la felicità perfetta, ad una grande felicità si accompagnano sempre dolori, perdite, imprevisti, perché come diceva la Fallaci “la felicità fissa non esiste”, esistono momenti, attimi in cui ti sentirai felice perché stupido o ingenuo. E anche quando ti sembrerà di toccare il cielo con un dito, non crederci molto oltre quel breve momento. Goditi l’attimo, non pensare al futuro, non costruire castelli, perché nella maggior parte dei essi cadranno dopo un istante. È vero, neanche tu ti abituerai mai alle incongruenze della gente, non capirai perché ti diranno una cosa e ne faranno un’altra, e anche tu preferiresti sempre la verità, preferiresti sempre sapere piuttosto che ignorare. E sarebbe bello se le persone non avessero paura della sincerità, se avessero il coraggio di dirti le cose come stanno, senza prenderti in giro, senza illuderti, senza farti sognare per poi scaraventarti nell’abisso, gratuitamente. Ma per dire la verità ci vuole fegato, e tu nei hai. Peccato per gli altri che ti perderanno.

Sii felice per le cose che hai fatto, per i viaggi, i posti che hai visto, per le cose che sai e i libri che hai letto e quando ti sentirai più triste pensa a quelle persone che hai incontrato lungo il percorso, quelle che ti hanno aiutato a superare i momenti più difficili, quelle che ti hanno dato uno spazio nei loro pensieri, quelle che hanno desiderato un tuo sorriso, in cambio di niente, se non di quell’attimo. Perché anche se adesso ti senti vuota, e sembra che non ci sia niente per cui valga davvero la pena, sai che la vita ti toglie qualcosa per darti sempre qualcos’altro in cambio. Basta solo essere paziente e non smettere di darsi da fare per realizzare qualche sogno, lottare per realizzarlo, e per sentirsi soddisfatti anche se, alla fine del cammino, si è arrivati solo a metà del percorso.

Non dimenticare che ci sono io a sostenerti, qualunque cosa accada, ci sarò.

Tua per sempre,
C.

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