Lettera d’amore di Yasmine Mejri

Lettera d'amore di Yasmine Mejri

Mio caro,

stavo pensando a come possa essere strana la vita. Se non mi colpisce in viso sembra che non venga coinvolta da nulla, ma allo stesso tempo mi immergo in tutto. Tralasciando il fatto che il mio tutto sei tu, che ho sprecato momenti preziosi inutilmente quando potevo dirti che grazie a te, ho dimenticato il mio passato, imparando peró dai miei errori. Ho capito che ci sono persone talmente meravigliose che cercano una via d’uscita dalla sofferenza, dicendo di non amare nessuno ma vivono per gli altri e infine mi sono resa conto, sempre e solo grazie a te, che la storia della propria esistenza non ha un lieto fine, se non si lotta per averlo.

Di te, mi resteranno i ricordi di quando mi guardavi nei corridoi o ci parlavamo con gli occhi; respiravamo la stessa solitudine e sussultavamo appena le nostre mani si toccavano.

Non so, se in questo viaggio, porterai qualcosa di me con te. Ho sempre sperato che in un dato istante della tua giornata, in verità di più giornate, pensassi a me. In qualsiasi modo mi andava bene. Volevo solo sapere di abitare nei tuoi pensieri, condividere la tua felicità per la realizzazione del tuo sogno. Invece, sono egoista e ti voglio tutto per me. Lo sono e lo dico ad alta voce. SONO EGOISTA, PERCHÉ L’UOMO DELLA MIA VITA SE NE VA E IO NON GLI HO DETTO CHE LO AMO. Rileggendo la frase, in realtà mi accorgo di essere stupida per aver sprecato occasioni d’oro; immatura perché una persona non si possiede; falsa perché avevo sempre detto che sarei stata felice per te e per il tuo sogno era diventato realtà; invidiosa perché chi ti conoscerà, avrà tutto il tempo di innamorarsi di te e sola perché se non ho te, non voglio altri, non merito altro.

Sono imprigionata nel mio passato e tu sei l’unico che mi illumina, in questo sentiero oscuro. Fai parte del mio passato, del mio presente (solo nella scrittura) e del mio futuro (sogni, illusioni ad occhi aperti). Quindi hai una nuova opportunità di dimostrare al mondo quanto vali, non sprecarla, non negarti la felicità solo perché pensi erroneamente di non essere abbastanza perché sei duro con te stesso e te lo dico asciugandomi gli occhi, che le mi lacrime non sono di dolore. Le prime che mi sono nate all’estremità dell’occhio lo sono, lo ammetto. Ma queste di ora, dicono “sono talmente fiera di te, che se riuscissi ti seguirei”, spero vivamente che le prossime dicono “il nostro non è un addio ma un arrivederci”.

Tra cinque anni, forse ti incontreró alla feltrinelli, mentre trascini una pesante valigia ed io staró cercando un romanzo russo. Forse non ci riconosceremo neanche, ma so che appena incroceremo lo sguardo, capiremo che il tempo sa anche essere dalla parte di chi ama e, recuperemo i giorni regalati alla sofferenza. Oppure tra cinque anni saró una brillante interprete, traduttrice, o forse avró vinto la mia fobia di non essere una brava scrittice e qualcuno investirà su di me e ci incontreremo ad un evento o in locale sofisticato. Tu mi guarderai per dirmi che sei fiero di me mentre io ti diró che ho aspettato molti anni per rivedere quello sguardo e tutta la vita, te.

Non voglio pensare che io non ti rivedró mai più. Se è destino accade, se non lo è, dagli una mano. Io ti cercherò e ti dirò che non devo uscire dalla tua vita, che forse ho un problema con le parole ma non i sentimenti. Quando mi emoziono sento un brivido lungo la schiena e arriva alle gambe, che si piegono leggermente. Il petto ospita un vero tumulto, guidato dal cuore. È una sensazione così forte, soprattutto per la durata. Il senso di sublime che mi coglie quando guardo un quadro o una foto di una delle città che forse non vedrò mai. Il senso di sublime che mi coglie quando sto con te, è ancora più bello, tanto da volerlo vivere ogni giorno.

Sto scrivendo dopo tanto tempo e come sottofondo ho la pioggia. Mi fa ricordare quel giorno in cui ci riparammo sotto al mio ombrello di dubbio gusto (sì, oggi mi vergogno ad uscirci) mentre cercavi di aprire il tuo, palesemente rotto. La pioggia era leggera ma ciò non esclude il fatto che tutto mi porta a te. Sinceramente, sono felice che ci siano qualche testimonianza, qualche ricordo di noi o penserei che mi sono inventata l’uomo ideale.

Sei tu quello che mi ha resa più consapevole di me stessa e ironicamente, sei tu è la risposta alla domanda “chi pensi sia l’uomo che ti faccia dire che l’amore esiste?”
Gran parte del mio talento io lo assegno alla mia grande immaginazione. Sono più che lieta di non averla persa da bambina, ma la darei in cambio di quell’audacia che ho perduto anni fa. Quei secondi in cui sai che la tua vita sta cambiando ma lo accetti e vuoi dirottarla verso di te.
Ma non li ho avuti.
Non li avrò.

Peró per la prima volta voglio dire di averli. Voglio crederci. Riuscirò a salutarti prima che parti e forse riuscirò a dirti che
Se non lo avessi ancora capito
Io
Non posso credere di poter avere una famiglia senza di te e che se posso essere sia una donna in carriera che una moglie felice…tu sei il marito che crederà sempre in me.

Voglio che il tuo anulare sinistro senta il peso della mia promessa, della mia scelta.
Io ho scelto di amarti. L’amore mi ha presa prima che potessi opporre resistenza ed ho capito il perché.

Non potevo fare altrimenti. Ci siamo trovati, perché perderci di nuovo?
Perché non impossessarci dei nostri corpi per tutto il tempo a venire?
Ti aspetto ma nel frattempo scrivo di te, dove chiunque, tranne te, mi può leggere
Ti amo, se non lo hai capito dalle parole che ho scritto qui e che scriverò ancora.

Y

© Riproduzione Riservata
Commenti