Lettera d’amore di Vita Iaia

Lettera d'amore di Vita Iaia

Caro ti scrivo,

questa stanza tace e le ombre degli oggetti restano attaccate alle pareti. Fuori piove e il vento canta al cielo grigio d’autunno le sue storie di solitudine. Il tempo si consuma e mi consuma. Le ore incappano nelle ombre di questa stanza e il buio avvolge i miei ricordi appesi ai battiti del cuore. La mente tace e i pensieri pesanti si aggrovigliano.

Londra ti ha stregato, ti ha conquistato e ti ha rapito. Le sue luci di donna seducente e perversa ti hanno sedotto e la dolcezza elegante della sua lingua nobile ti ha strappato alla nostra semplice quotidianità. Ora sei tra le sue braccia, lontano migliaia di chilometri, solo e felice in quella terra straniera. Sei felice.

Dovrei esserlo anche io. Ma com’è difficile ingoiare questo nodo alla gola che mi ricorda in ogni respiro che i tuoi occhi non mi sfioreranno e le tue parole non si confonderanno alle mie questa sera, tra i respiri dei nostri baci. Come faccio a spiegare a questo stupido cuore che non ci saranno abbracci durante questa lunga notte e che sarò sola durante i miei incubi? Come faccio a spiegare alla pioggia, che continua a frustare i vetri della mia finestra, che la sua voce di donna graffia il mio silenzio?

Cosa starei facendo, in quella grande città che sembra ingoiare tutti nelle sue labbra provocanti? Con chi starai parlando? Chi si starà perdendo nella luce meravigliosa dei tuoi occhi?

Vorrei che la distanza fosse solo un incantesimo e che l’amore ne fosse l’antidoto.
Quando leggerai questa lettera riderai, lo so. Mi prendi sempre in giro quando ti dico di essere triste. “Non si può essere tragici in due” mi dici. Hai ragione.

Ma non si può sempre essere forti. A volte è bello anche soffrire per amore, graffiarsi, dilaniarsi per amore, perché solo così ti accorgi di quanto grande possa essere questo sentimento che fa germogliare poesie sulle labbra degli amanti e colora le tele degli artisti. Perché l’amore travolge, percuote, feconda, inonda, lenisce, coccola, disarma, uccide. E alla fine l’amore fortifica.

Fuori la tempesta si è placata. Le gocce appese al vetro della finestra si lasciano scivolare via. Ho scelto di affidare a loro la mia tristezza, questa sera. Scivolerà via insieme a questo temporale, insieme al mio dolore e alla mia solitudine.
Torna presto, amore mio.

Io ti aspetto.

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