Lettera d’amore di Marcello Sarigu

Lettera d'amore di Marcello Sarigu

9 Ottobre 2121

Amore mio, non ti ho mai ringraziato.

Ero un mare immobile, immutato, senza corrente.

Lo sono sempre stato, finché una singola goccia del tuo animo ha scatenato un cataclisma, un violento movimento di ogni mia idea e pensiero. Tutto quel che voglio è in contrasto con i miei dubbi e le mie paure. Nn riesco più a trattenere le lacrime. Non so il perché, ma sono emotivamente dipendente da ogni tuo sguardo o sorriso, da ogni tuo abbraccio, da ogni tuo gesto d’amore. Sono combattuto, nulla ha più lo stesso significato senza averti al mio fianco. Mi maledico, avrei voluto portarti con me, ma non è sicuro.

I pirati governano queste acque ed io preferisco che il mare ci divida senza pietà piuttosto che saperti in pericolo. Non ho mai amato così intensamente da sentire il richiamo delle tue onde. Sono un marinaio e so cavarmela, ma il mio bisogno di te è più forte dell’amore che provo per le immensità marine; tu sei la mia tempesta perfetta, la mia spiaggia dorata, la mia isola deserta, il mio abisso oscuro. Non ho mai sentito una stretta così forte al cuore da aver bisogno di una tua carezza più di ogni altra cosa. Sei il vento che lambisce il mio viso, il buon sapore della salsedine sulle mie labbra, l’unica forza capace di farmi mancare il fiato e di ricordarmi il mondo di un tempo. Ora che al porto aspetto solo te vorrei un cielo sempre sereno. Vorrei fosse possibile poter fare tutto quel che ci dice il cuore, senza pensare alle conseguenze. Purtroppo le mie ricerche sono importanti: questo mondo ormai inquinato è allo strenuo delle sue forze. I mari non ti somigliano più, l’acqua è imbevibile e l’unica soluzione è testare i nuovi depuratori e sperare che possano salvare la poca gente rimasta. Purtroppo non posso che regalarti le mie lacrime, così non dimenticherai il mio sapore. Se piango e poi combatto lo faccio per te, perché mi dai speranza e motivazione. So che è dura anche per voi, che l’acqua scarseggia e anche se non corri altri pericoli non posso che sentirmi in colpa.

Il vostro villaggio e ben nascosto ma i predoni sono ostinati, spero solo non accada nulla perché non potrei mai perdonarmi di non averti protetto. Passano i giorni e passano le ore senza che le mie braccia possano cingerti e la mia bocca assaporarti. Sei un miracolo, vedo nel tuo animo tutto ciò che mi completa e vedo la salvezza dell’umanità nei tuoi occhi.

Vorrei esaudire tutti i nostri desideri, sopratutto quello più importante. Ma come un mare ghiacciato che improvvisamente si disgela, devo seguire la corrente per realizzare i nostri sogni…

Tuo per sempre,

Achab

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