Lettera alla vita di Gaia Pepe

Lettera alla vita di Gaia Pepe

Amica mia.

Voglio dedicarti dieci minuti oggi vita, per ringraziarti delle infinite gioie e delle laceranti sofferenze che cambiano l’uomo e inevitabilmente il mondo.

Voglio ringraziarti principalmente per le perdite, le sconfitte e le laceranti sofferenze che infliggi all’uomo per fargli comprendere quanto sia importante cogliere l’attimo. Se mi chiedessero : perché ringrazi la vita e per le sofferenze che ti ha inflitto? Perché ritieni così importante la sofferenza? Io risponderei che probabilmente la felicità è presente in ogni momento della nostra vita, formata da attimi, istanti , minuti , ore, mesi , anni.

Probabilmente la felicità è quello che abbiamo sempre avuto e non abbiamo mai compreso davvero il suo profondo valore . La felicità è un desiderio così scontato nell’uomo che egli stesso nel momento in cui lo vive non lo riconosce e addirittura la rinnega. La sofferenza è più importante della felicità poiché la sofferenza lascia qualcosa di disumano nell’uomo che la felicità non lascia .

Ho perso tante volte in così tanti modi diversi,vedere lottare la vita contro la morte probabilmente è una delle sofferenze più laceranti e rigeneratrici per l’uomo. La morte minaccia così tante volte quella minuscola vita e lei risponde in svariate modalità diverse . Quella minuscola vita che perde capelli, quella vita che ha in faccia il colore degli ematomi , ha il colore del buio. Quella minuscola esistenza mia cara vita è parte di me, parte di tutti coloro che lottano. Sai perché ti ringrazio magnifica vita? Ho finalmente appreso cosa sia davvero la felicità …

Te la descrivo e fa più o meno così : come in uno dei quadri coloratissimi di Picasso : il buio , il dolore, la morte che bussa alla porta e la vita che risponde con una fascia in testa, il mascara un rossetto e gli ematomi, i capelli persi passano in secondo piano. Non pensi sia il quadro più bello del mondo? L’arcobaleno felice che incornicia una giornata piovosa, molteplici tubetti di vernice che sconvolgono il concetto monocromatico. È banale ringraziarti quando tutto è in perfetto equilibrio, è giusto ringraziarti quando si lotta perché la forza umana di combattere deriva proprio da te .

La sofferenza è lacerante, fa paura ma rigenera.Una volta provata non potrai far a meno di parlare di felicità, di volerla respirare , la riconoscerai, ti riconoscerai in essa e capirai quanto fortunato sei ad averla .Dovremmo imparare ad apprezzare la felicità che ci regali prima della sofferenza ,ma sbadatamente l’uomo ambisce sempre a quello che non ha e molto spesso rimpiange quello che ha nel momento in cui gli viene sottratto. Ti ringrazio perchè ho fatto mio il concetto di Felicità e lo custodisco .

Grazie vita, io ti custodisco.

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