Lettera a una persona cara di Patrizia Colaberardino

Lettera a una persona cara di Patrizia Colaberardino

Cara zia/mamma,

sono trascorsi sette mesi dall’ultima volta eppure mi sembra che sia passata un’infinità di tempo.

Tu che mi hai vista crescere , che mi hai difesa dai rimproveri, che hai sofferto per me e gioito con me. Hai fatto parte della mia vita e sempre le apparterrai. Un pezzo del mio cuore sarà tuo per sempre e, se quando ero piccola eri l’unica a consolarmi, adesso vorrei essere io a consolarti e ad accarezzarti, ora che non ci sei più.

Tu che non hai avuto altro amore che il nostro. Tu che hai vissuto di un amore riflesso. Vivere con una famiglia che era la tua ma che non era la tua. Capisco solo ora quanto tu abbia sofferto e per me è solamente dolore. Resta il ricordo di te ma la vita continua.

Le mille cose quotidiane da fare, mi distraggono dalla tua assenza, ma nel silenzio della sera non ti dimentico. Il tuo viso impresso nei miei pensieri.

Mi domando ancora perchè tutto debba avere una fine e quando arriva il momento non siamo mai pronti.

In questa casa ogni cosa ha il ricordo di te. Il posto a tavola ove sedevi, il letto ove la sera ti stendevi e riposavi negli afosi pomeriggi di estate. Il tuo posticino in cucina per guardare i tuoi programmi preferiti. Tutto mi riporta a te. Mi sembra di intravedere nella penombra delle stanze oscurate dalle persiane, per evitare che la calura estiva prenda il sopravvento, la tua esile figurina che si aggira in cerca di un angolo in cui trovare refrigerio. E, al contrario in inverno, ti vedo quasi addosso ai termosifoni in cerca di calore. Un calore che la vita non ti ha dato, almeno forse quello che tu volevi.

Mentre scrivo queste parole ricaccio indietro l’umido degli occhi. La vita riserva sempre delle sorprese anche quando non lo vogliamo. Da adolescente odiavo la città in cui vivevo, i miei genitori e anche te che facevi parte di quel mondo estraneo degli adulti. Ora sono adulta anche io. E’ vero, dunque, che ci sono fasi della vita da attraversare obbligatoriamente ma solo col senno di poi riusciamo a comprendere il significato e l’importanza delle piccole cose, dei piccoli gesti, delle presenze.

Non apprezziamo mai quello che abbiamo fino a quando non ce l’abbiamo più. Quando è troppo tardi ci accorgiamo che il nostro cuore è spaccato a metà. Ciò che desideriamo da giovani non corrisponde più a ciò che vogliamo una volta cresciuti. Lasciamo i nostri affetti inconsapevoli che il tempo scorre inesorabile senza averci dato la possibilità di viverli appieno. Così non facciamo altro che rincorrere l’amore creandoci dei surrogati, ma l’amore di figlia, ed è ciò che ero per te, è quello che mi manca maggiormente.
Vorrei esserti stata più vicina, più presente anche nella mia vita da adulta , ma la vita non è mai come ce l’aspettiamo, non è mai come la vogliamo; non si può cambiare il nostro nasìb.

Quindi ti abbraccio cara zia/mamma anche se non sei qui con me e cercherò di ricordarti senza tristezza ma con la gioia di sapere che ci sei stata.

TVB

Con immenso amore tua nipote

Patrizia Colaberardino

12 ottobre 2015

© Riproduzione Riservata
Commenti