Plovdiv, l’altra capitale europea della cultura è in Bulgaria

L'altra capitale europea della cultura per il 2019 è Plovdiv, Bulgaria. Una città con più di 8000 anni di storia, è un gioiello da scoprire
Plovdiv, l'altra capitale europea della cultura è in Bulgaria

MILANO – Oltre a Matera, per il 2019 c’è un’altra capitale europea della cultura. È Plovdiv, la seconda città della Bulgaria, (350 mila abitanti), una città che vanta ben ottomila anni di storia. Antica capitale della Tracia, chiamata a quel tempo Filippopoli, Plovdiv sorge su sette colli e al crocevia di importanti strade provenienti dal nord e dall’ovest dei Balcani tanto che Traiano la restaurò e la dotò di bellissimo teatro romano, uno dei più suggestivi del paese e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana.

Plovdiv, capitale della cultura

Plovdiv è nota per la varietà etnica della sua popolazione, con consistenti minoranze turca, rom, armena, greca ed ebraica, ognuna delle quali ha una forte influenza sulla vita culturale del luogo. La cosiddetta città vecchia ne è chiara testimonianza, sorta di piccola Praga con influssi turco-ottomani che invita ad essere esplorata con grande lentezza. Vicoletti e stradine pittoresche la circondano, formando il quartiere di Kapana, ora zona di tendenza di Plovdiv, vera e propria culla dell’Europa, che ha scelto lo slogan Together per abbracciare quest’anno.

Plovdiv, Bulgaria
Plovdiv, Bulgaria

Due aneddoti ci fanno capire la mentalità dei suoi abitanti e il significato di Together. Durante la seconda guerra mondiale, la Bulgaria e la città di Plovdiv in prima linea bloccarono il progetto nazista di “pulizia etnica” dell’Europa proteggendo la comunità ebraica. Dopo il crollo del blocco sovietico, gli abitanti di Plovdiv discussero a lungo se rimuovere la statua del soldato russo posta sulla cima di una delle colline circostanti in memoria della liberazione della città da parte dell’Armata Rossa. Alla fine, si decise di non rinnegare questa pagina di storia e di aggiungerla alle precedenti.

Bulgaria, una terra dimenticata

Eppure l’intera Bulgaria, come dice Claudio Magris in Danubio , pur “ Nucleo essenziale della grande Slavia, di tutti i paesi dell’Est resta ancora oggi il più ignoto, un luogo in cui ci si mette di rado il piede”. Dimenticato e povero: secondo le più recenti classifiche, la Bulgaria è il paese europeo più povero, più corrotto e meno attento alla libertà di stampa. Peraltro, l’attuale primo ministro – l’ex guardia del corpo e atleta di karate Boiko Borissov – è alla guida di un governo appoggiato da un partito che ha membri con tendenze xenofobe, come lo stesso vice premier Valeri Simeonov. Sul fronte economico, i dati mostrano come il paese, entrato nell’Unione nel 2007, sia lontano dalla media comunitaria. Ma è il problema della corruzione il più pressante ed è anche corruzione è tra le ragioni per cui la Bulgaria non è ancora stata ammessa nell’Area Schengen, nonostante una lunga anticamera.

plovdiv
Plovdiv, Bulgaria

L’anno europeo della cultura, il progetto Together

Proprio per questa arretratezza di fronte all’Europa, il la cultura può diventare l’opportunità per l’intero paese di una rinascita. Le manifestazioni previste per questo Anno Europeo della Cultura dovrebbero dare appunto un nuovo impulso al turismo: Plovdiv prevede di accogliere due milioni di visitatori nel 2019, il doppio rispetto agli anni precedenti e per questo ha ricevuto dei finanziamenti europei per la costruzione di nuove infrastrutture, il restauro di edifici storici e l’allestimento di circa 300 concerti e mostre.

Il ricco programma è suddiviso in quattro tematiche (o piattaforme) legate tra loro dalle caratteristiche tipiche della città bulgara e della gente che ci abita. Abbracciano, infatti, il patrimonio culturale, la storia, il ritmo e lo stile di vita di Plovdiv a 360 gradi: la promozione dell’eco-sostenibilità (Relax), la preservazione del patrimonio culturale eliminando stereotipi e attrazioni turistiche di massa (Revive), la rivisitazione degli spazi urbani con un particolare accento sulle aree cittadine abbandonate (Transform) e, infine, la fusione delle minoranze etniche affinché vengano abbattute frontiere fisiche e mentali che ne bloccano l’integrazione sociale (Fuse). Il fittissimo elenco di appuntamenti e le tantissime iniziative del 2019 sono in particolare volte a far conoscere l’alfabeto cirillico – Plovdiv è la prima capitale europea della cultura a usarlo- perché fu proprio la Bulgaria il primo paese in cui si sviluppò la letteratura paleoslava che fu poi esportata in Serbia, Ucraina e Russia.

Durante tutta l’estate i concerti e gli spettacoli teatrali open air saranno all’ordine del giorno con numerosi appuntamenti anche dedicati ai bambini: opera, balletto, performance utilizzano la storia della poco conosciuta città bulgara come scenografia naturale e in particolare il teatro romano, come location privilegiata per spettacoli musicali e teatrali. Ma l’anno europeo favorisce anche la scoperta del quartiere di Kapana, il cui nome significa “trappola” nel senso che quando ci si entra ci si sente intrappolati nel dedalo di viuzze, ricche di locali, gallerie d’arte e di negozi. E’ qui il cuore pulsante della vita moderna della città dove i giovani artisti bulgari mescolano i colori senza annullarli e così è accaduto alle varie etnie che hanno vissuto, nella millenaria storia della città, “ together” .

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