L'arte ai tempi del Coronavirus

Van Gogh rubato in Olanda: “Con il Coronavirus aumenteranno i furti”

Dopo la notizia del furto di un dipinto di Van Gogh, il noto critico d'arte Luca Nannipieri commenta: "Questo furto non mi sorprende"
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In piena pandemia, i ladri di opere d’arte hanno approfittato della chiusura per l’emergenza Coronavirus del Museo Singerlaren, in Olanda, per rubare uno dei dipinti di Vincent Van Gogh, il celebre “Giardino della canonica a Nuenen in primavera“. L’opera trafugata è stimata tra 1 e 6 milioni di euro. Per trafugarla, i ladri hanno sfondato una porta a vetri del museo

Noi abbiamo chiesto al critico d’arte Luca Nannipieri, autore di “Capolavori rubati“, di commentare il furto avvenuto la scorsa notte in Olanda. 

Van Gogh, l’artista più ricercato dalle forze di polizia

«Van Gogh è forse l’artista più ricercato dalle forze di polizia di tutto il mondo, perché è anche quello più ricercato e rapinato dai ladri. L’FBI aggiorna periodicamente i “Top ten art crimes“. Tra questi figurano sempre furti di Van Gogh – racconta Luca Nannipieri -. Le date e le città delle ruberie sono tante: 1988, museo di Otterlo; 1991, Van Gogh Museum di Amsterdam; 1998, Galleria Nazionale di arte moderna e contemporanea; 2002, Van Gogh Museum di Amsterdam, poi il ladrocinio di cui stiamo parlando. Non mi sorprende il furto: come ho già scritto, il Coronavirus moltiplicherà a dismisura i reati e gli illeciti nell’arte. Non è allarmismo, è un dato di realtà – ribadisce il noto critico d’arte-. I ladri su commissione hanno sempre sfruttato i momenti “particolari” nella vita ordinaria di un museo. Il Klimt di Piacenza, ritrovato quest’anno, era stato rubato nel 1997 durante le fasi di trasloco di alcune opere dalla Galleria Ricci Oddi per una mostra temporanea in un palazzo storico vicino. Il museo “Chácara do Céu”, in centro a Rio de Janeiro, era stato preso d’assalto nel 2006, rubando opere di Picasso, Dalì, Monet e Matisse, mentre nelle strade impazzavano le musiche e le danze del carnevale brasiliano. La chiusura forzosa di musei, gallerie, pinacoteche, archivi, a seguiti delle misure di contenimento del virus, adottate da vari paesi nel mondo, e le forze dell’ordine impegnate nella supervisione della salute pubblica negli spazi cittadini sono – ahimé –condizioni emergenziali e dunque ideali per mettere a segno gesti criminali come quelli che hanno portato all’attuale furto di Van Gogh».

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