ARTE - Tre serate di giugno dedicate a Chagall

”Una notte a colori”, l’arte di Chagall da ammirare sotto le stelle romane

Dopo l’enorme successo riscosso a Milano con la mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985”, 140 lavori dell’artista russo approdano a Roma in occasione dell’iniziativa “Una notte a colori”. Per la prima volta in Italia...

All’interno della mostra “Chagall. Love and Life”, Roma propone ai suoi visitatori la possibilità di immergersi nel mondo onirico dell’artista russo fino alle 23.00 per tre serate di giugno.

 

MILANODopo l’enorme successo riscosso a Milano con la mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985”, 140 lavori dell’artista russo approdano a Roma in occasione dell’iniziativa “Una notte a colori”. Per la prima volta in Italia si avrà l’opportunità di ammirare disegni, olii, gouache, litografie  acqueforti e acquerelli che raccontano la vita pittorica, sempre inscindibilmente legata a quella privata, di Chagall. Tre le serate, il 10, il 17 e il 24 giugno in cui ci si potrà recare nel meraviglioso complesso rinascimentale del Chiostro del Bramante per immergersi nel mondo del poeta dell’arte.

 

UN’INIZIATIVA DIVERSA – I tre mercoledì con ingresso ridotto in mostra dalle 19.00 alle 23.00  rappresentano un momento alternativo all’interno dell’itinerario classico della mostra “Chagall. Love and Life”, curata da Ronit Sorek e prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l’Israel Museum, che ha inaugurato il 16 marzo a Roma e aperta fino al 26 luglio 2015. Attraverso l’esposizione si racconta la poetica del pittore, influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944, e si ripercorre la sua arte che fu commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee – dall’originaria cultura ebraica a quella russa, incontrollato con la pittura francese delle avanguardie.

 
LE SEZIONI DELLA MOSTRA – Sono 8 le sezioni tematiche che disegnano una mappa artistica e spirituale complessa e caleidoscopica che sta a fondamento del profilo apolide dell’artista; l’originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti dall’assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduità). Ma l’opera di Chagall è anche altro, perché la sua meraviglia di fronte alla natura, il suo stupore di fronte alle creature viventi conferisce quell’arcaicità quasi medievale alla sua poetica novecentesca. La mostra raccoglie in particolare lavori grafici e ripercorre i temi fondamentali della produzione di Chagall: dalle radici nella nativa Vitebsk in Bielorussia all’incontro con l’amata moglie Bella Rosenfeld. Un’intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia con temi che esercitarono sempre un grande fascino su di lui e che rivelano un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle Scritture come il ciclo d’incontri storici tra l’uomo e Dio, interpretazione dell’Antico Testamento.
 
UN ARTISTA POLIEDRICO – La poliedricità di un’artista come Chagall è comprovata dall’interesse che egli mostrò per i più disparati ambiti artistici ai quali si avvicinò come la pittura, la scultura, il mosaico, la scenografia, la scrittura e l’incisione: quest’ultima è ampiamente approfondita nel percorso espositivo che mostra le peculiarità delle opere eseguite con le diverse tecniche litografiche e di incisione. Artista grande conoscitore dell’anima “ritraeva le debolezze umane, senza emettere giudizi”, Chagall celebra l’amore come dono divino e ritrae la famiglia, gli amici e se stesso dimostrando di essere un maestro della linea e della superficie oltre che un eccellente colorista.
 
REGNO DEI SENSI – L’ambiente espositivo pone una particolare attenzione alla scenografia delle sale e una forte considerazione della comunicazione ai visitatori dei contenuti durante il percorso di mostra. In una sala la proiezione di quattro opere che prendono forma e si completano sulla parete permette al visitatore di osservare le fasi di composizione di un’opera di Chagall, come se il quadro stesse materializzandosi proprio in quel momento. Un sottofondo sonoro rende multisensoriale l’intera esperienza percettiva. Inoltre, affinché tutti possano entrare a pieno nel mondo di questo grande del Novecento, ci si potrà immergere in un quadro dell’artista e comporre con dei magneti mobili su uno sfondo “classico” di un’opera di Chagall il “proprio Chagall”, all’interno della quale poi immortalarsi con uno scatto fotografico. E per “immedesimarsi” nella sua appassionante poetica, nell’ultima sala vi è la proiezione a parete di una delle sue opere più importanti La passeggiata (di cui in mostra è presente una gouache del 1919) che invita il visitatore a immergersi nell’atmosfera del dipinto e a immortalare il proprio viso al posto di quello degli amanti, per portare con se un ricordo personale della visita alla mostra e del grande amore di Marc e Bella, dei quali proprio quest’anno cade il centenario del matrimonio.

 

10 giugno 2015

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