Rossella Farinotti, ”L’arte è il riflesso della nostra società”

Rossella Farinotti è critica d'arte e curatrice indipendente, collaboratrice della rivista ''Arte'' di Cairo editore, ed anche attiva blogger per il suo LabRouge. Il suo vivo impegno nel mondo dell'arte...

La curatrice Rossella Farinotti ci parla del suo lavoro e della sua passione, progetti e desideri in costante evoluzione

 

MILANO – Rossella Farinotti è critica d’arte e curatrice indipendente, collaboratrice della rivista “Arte” di Cairo editore, ed anche attiva blogger per il suo LabRouge. Il suo vivo impegno nel mondo dell’arte ci ha portato ad intervistarla e ne è emerso il quadro di una giovane donna che guarda all’arte con positività, passione e tenacia. Il suo ultimo progetto è stato “LAST YOUNG. Under 35 in Italia”, una mostra che ha raccolto le opere di questi “ultimi giovani” Artisti. In tempi di crisi economica e culturale infatti, è fondamentale promuovere e sostenere la “giovane arte italiana contemporanea”, che non solo vive una criticità interna propria, ma è diventata un satellite secondario delle grandi potenze economiche internazionali che dettano le linee guida delle nuove forme di espressione e del mercato.

Come nasce l’interesse per il mondo dell’arte?
L’interesse vero e proprio per il mondo dell’arte nasce probabilmente dalle prime mostre che mi portava a vedere mia madre fin da bambina. Viaggiare per andare nei musei è stato sicuramente importante per questo lavoro che poi è nato da sé. Poi dopo l’Università, dove ho studiato Beni Culturali, mi sono iscritta alla specializzazione all’Accademia di Brera, con indirizzo sull’arte contemporanea. Ed è qui che ho scoperto un mondo nuovo, quello del contemporaneo appunto, e delle gallerie. E da qui è iniziata la passione dell’arte nel lavoro.  
 
L’arte… preferisci di più “criticarla” o “curarla”?
E’ la prima volta che mi viene fatta questa domanda. Non male! Sono due cose un po’ diverse in effetti. Diciamo che il curarla è un passo successivo. Mi piace criticarla, nel senso che mi piace guardare l’arte, assorbirla – nel modo in cui viene – e dunque dare dei giudizi, o semplicemente capire se mi piace o no. Se ne vale la pena, oppure no. E poi, se una cosa ti piace tanto da portarla avanti allora lì avviene la parte della curatela. Lavorando, negli ultimi tre anni, con giovani artisti, allora devi avere la molla per creare qualcosa di nuovo, un progetto di una mostra appunto, e portarlo avanti. Tra le due ‘azioni’ non so, forse preferisco ‘guardarla’ l’arte… 
 
Qual è la situazione dell’arte oggi? Ci sono tantissimi giovani artisti che vorrebbero emergere? Ritieni che il tuo impegno sia questo?
Uno dei miei impegni, in piccolo s’intende – poiché il mondo dell’arte è vario e vasto – è sicuramente portare avanti un discorso e degli artisti che, per stima e talento, penso valgano molto. Ma è uno dei miei impegni. Non smetterò mai, anzi vorrei sempre di più incrementare, la parte delle mostre più classiche, quelle sui cui scrivo.
La situazione dell’arte oggi è molto complessa. Come del resto da sempre. E’ notorio che ciò che accade in arte sia un riflesso, da sempre, di ciò che accade nella società. Dunque in questo momento non può essere florido e meraviglioso. Però dipende sempre dal punto di vista in cui lo analizziamo: il mondo dell’arte di quegli artisti già al vertice, a livello diciamo mondiale, quello va bene, funziona.
Il mondo dell’arte dei giovani, degli emergenti, quelli giovani, ma già noti per un percorso fatto e perché hanno già un minimo di mercato, beh questo è duro. E’ sicuramente vivo, perché gli artisti – più dei galleristi o dei collezionisti che ahimè hanno paura di rischiare – bravi ci sono, e lavorano. Ma, avendo poco appoggio ed essendo in un magma vasto, con tanta concorrenza, tendono a fare da sé … e a fidarsi magari di nuove realtà sperimentali – che vanno bene se fatte con uno scopo creativo e non commerciale – che non vanno bene. L’equilibrio è sottile nel mondo dell’arte. Se si sbaglia un passo si può tornare indietro. E non va bene tutto.
Con altri due curatori stiamo portando avanti un progetto inaugurato lo scorso ottobre dal titolo “LAST YOUNG. Under 35 in Italia”. Abbiamo selezionato, dopo circa un anno di lavoro e ricerca, circa 40 giovani artisti tra pittori, scultori, videoartisti e anche un paio di fotografi, che hanno bisogno di un salto, un passo, per giungere al livello per essere sicuri di andare avanti. Questo è un segnale: aver paura di restare in quel limbo.
 
Parliamo di LabRouge.. che cos’è? E perché nasce?

LabRouge è il mio blog. E’ nato circa due anni fa da una semplice reazione: avevo iniziato a scrivere assiduamente di cinema – è il mio secondo ‘mestiere’ diciamo, perché porto avanti da 4 anni il primo dizionario del cinema uscito in Italia, che creò mio padre – per il sito Mymovies.it  e anche per la rivista Arte, con cui collaboro circa una volta al mese. Ogni volta, soprattutto per le mostre, devo seguire un tema che mi viene chiesto. Dunque ho deciso di aprire il blog per scrivere di ciò che volevo io, senza indicazioni dagli altri. E funziona. Lo porto avanti da sola, dunque tramite quei mezzi tipo facebook o twitter, oppure quando vado in giro per fiere e mostre allora, se scrivo di un determinato artista o galleria, segnalo sempre …. per questo in questi anni sta crescendo il numero degli utenti e, mi piace molto questo fatto, sono in giro per il mondo. Ovunque vado parlo di LabRouge. E mi piace, perché è una cosa realizzata interamente da me. 
 
Cosa si può fare oggi per incentivare l’arte?
Oggi si può fare quello che tutti stiamo già facendo: mostre, fiere (magari più accurate e fatte da persone che di arte ne sanno), incontri. E vedere tante mostre. E, chi può, comprare lavori dei giovani artisti. Certo, non tutti possono fare arte, ma tutti possono fruirla. E’ una delle poche cose che ci rimane per andare avanti con qualche ideale non solo legato all’economia o al potere, dunque credo che dobbiamo tenere duro e incentivare la creatività vivace che ancora c’è. 

BIOGRAFIA – Rossella Farinotti è laureata in Scienze dei Beni culturali indirizzo cinema presso l’Università degli Studi di Milano e diplomata in Organizzazione e Comunicazione per l’arte contemporanea all’Accademia di Brera. Durante il biennio a Brera  collabora come assistente di galleria presso Project b contemporary art a Milano e per le fiere a Basilea. Collabora per lo start up della galleria Otto Zoo, di via Vigevano a Milano. Dopo un soggiorno di 3 mesi a Berlino, è assistente del critico e curatore Marco Meneguzzo, seguendo la curatela di mostre (da Mario Schifano, Emilio Isgrò, gli Anni ottanta, Scultura Italiana XXI secolo …) e la redazione di testi critici e cataloghi. Dal 2010 al 2012 è assistente dell’assessore alla cultura di Milano, seguendo in particolare l’organizzazione e il coordinamento di mostre d’arte contemporanea (L.O.V.E. di Maurizio Cattelan in piazza Affari a Milano, Shirin Neshat, Mimmo Paladino, ecc…) e cinema, in particolare incontri con registi e attori presso la Terrazza Martini. Oggi è critica e curatrice indipendente. Co-autrice del dizionario del Cinema il Farinotti. Collabora al sito Mymovies e alla rivista Arte di Cairo editore. Ha aperto un blog di arte contemporanea, cinema e cultura in generale dal titolo Labrouge.

 

31 febbraio 2014

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti