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Rete muscon

Rete muscon, la conferenza annuale dei principali centri culturali internazionali

Dopo due anni di incontri online, la conferenza della rete muscon - Museum Network Conferences - si è riunita in Triennale Milano. Fra i temi toccati, le ultime frontiere dell’arte digitale, l’emergenza ambientale e la ricerca di centralità per le aree rurali.

La rete muscon – Museum Network Conferences – si è riunita per la prima volta in presenza dopo i due anni di pandemia che hanno costretto ad incontri a distanza. Gli incontri, che si sono tenuti in Triennale Milano, hanno interessato le giornate fra il 12 e il 15 ottobre, e hanno toccato vari temi, fra cui la crisi ambientale, la nuova centralità delle aree rurali, l’importanza delle riletture, le nuove frontiere della tecnologia. 

La rete muscon – Museum Network Conferences

La rete muscon, nata nel 1996 per iniziativa del Vitra Design Museum di Weil am Rhein, riunisce alcuni fra i più importanti musei di design, architettura e arte. L’edizione di quest’anno ha ospitato oltre 90 partecipanti in rappresentanza di 53 istituzioni da tutto il mondo, fra cui Hong Kong Design Institute, Tate Modern, Monnaie de Paris, Victoria and Albert Museum, National Museum of Singapore, Museum Boijmans Van Beuningen, Fondation LUMA, Barbican Centre.

I temi trattati quest’anno e l’interesse degli incontri

La conferenza è stata aperta dalla Direttrice Generale di Triennale Milano Carla Morogallo e dal Direttore del Museo del Design Italiano Marco Sammicheli. Il programma si è strutturato in tre giornate di incontri in cui sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni partner della rete, momenti di vista alle mostre della 23ª Esposizione Internazionale, all’installazione permanete di Casa Lana, ai progetti e alle opere realizzati durante le Triennali storiche in Parco Sempione.

Le ultime frontiere dell’arte digitale e del sound design, l’emergenza ambientale e le sfide della sostenibilità, le riletture contemporanee di abiti e tessuti tradizionali, la ricerca di una nuova centralità per le aree rurali europee con il contributo di artisti e progettisti. Sono questi soltanto alcuni dei temi affrontati in questi giorni in Triennale dai direttori e curatori dei principali musei di arte, design e architettura internazionali, coinvolti nell’incontro annuale della rete muscon, e che nel prossimo futuro saranno al centro di grandi mostre in giro per il mondo. 

A proposito dell’importanza di queste giornate di incontri, il Presidente di Triennale Milano Stefano Boeri ha dichiarato:

“Queste giornate di presentazioni, incontri e scambi sono state uno straordinario arricchimento per noi e per tutti i partecipanti. In questo momento storico così complesso, è importante più che mai creare ponti, spazi e opportunità di condivisione e networking. E la conferenza del muscon rappresenta un osservatorio privilegiato sulle tendenze culturali nei diversi paesi.”

Boeri non è stato l’unico a commentare la conferenza annuale della rete muscon. Lo ha fatto anche Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, che ha affermato:

“Dopo due edizioni virtuali, i partecipanti a questa edizione del muscon hanno dimostrato un grandissimo entusiasmo, un forte interesse per le proposte che sono state presentate, tra cui quelle di Triennale. Siamo certi che da qui nasceranno nuove opportunità e collaborazioni.”

L’emergenza ambientale e il connubio fra analogico e digitale

Ed ecco cosa è emerso, più compiutamente, dagli incontri della rete muscon, come evidenzato sul sito web di Triennale Milano:

“L’emergenza ambientale è ancora ben presente nelle menti dei curatori, che si tratti di interrogarsi sulla transizione da un sistema economico basato sui combustibili a una nuova bio-economia – lo vediamo nella mostra At the coalface. Design in a post-carbon age in corso al CID Grand-Hornu, in Belgio, che indaga i nuovi usi del carbone e il futuro delle miniere – o di ricercare, e presentare al pubblico, una serie di alternative bio-based ai materiali plastici (come fa da tempo, per esempio, il LUMA di Arles, impegnato anche nella valorizzazione in chiave ecologica di materie prime locali sottoutilizzate come le alghe della Camargue)”.

“Anche dal punto di vista degli allestimenti, analogico e digitale sembrano convivere in maniera più che pacifica. Se molti dei progetti espositivi di cui si è parlato a muscon 2022 prevedono la presenza di installazioni immersive, sempre molto apprezzate dai visitatori, le origini della cultura materiale continuano a essere di ispirazione per il presente. Gli oggetti della collezione personale dell’artista Ai Weiwei, grande appassionato di artefatti cinesi antichi, saranno per esempio il punto di partenza di una riflessione sul valore delle cose e delle esperienze in una mostra in programma al Design Museum di Londra nella primavera del 2023”.

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