Peggy Guggenheim, la collezionista che rivoluzionò la storia dell’arte del ‘900

Oggi si ricorda la morte di Marguerite Guggenheim, meglio conosciuta come Peggy, una tra le più grandi collezioniste d’arte statunitense
Peggy Guggenheim, la collezionista che rivoluzionò la storia dell’arte del ‘900

MILANO – Un amore per l’arte che nasce in tenera età. Peggy ha solo vent’anni, nel 1918, quando inizia a lavorare alla Sunswine Turn, una piccola libreria di New York. E’ proprio qui che la futura collezionista inizia ad entrare in contatto con esponenti dei circoli artistici e intellettuali della città. Poi, tre anni dopo, quando si trasferisce a Parigi, inizia la sua avventura nel mondo e stringe amicizie che poi la accompagneranno per tutta la vita: Constantin Brancusi, Djuna Barnes, Marcel Duchamp.

 

Collezionista all’avanguardia

Nel gennaio 1938, dopo un divorzio e la morte del suo secondo amante, Peggy Guggenheim si trasferisce a Londra dove inaugura, insieme con Jean Cocteau, la galleria Guggenheim Jeune: si tratta della prima di una serie di collezioni che faranno sì che ella diventi una delle più forti sostenitrici dell’avanguardia europea. A Londra, infatti, espongono, quando ancora non sono famosi, Yves Tanguy e Vasilij Kandinskij, mentre tra i nomi più celebri si ricordano Jean Arp, Henry Moore, Antoine Pevsner, Alexander Calder, Henri Laurens, Pablo Picasso, Raymond Duchamp-Villon, Georges Braque, Max Ernst e Kurt Schwitters.

 

La donna che scoprì Dalì e Pollock

Appassionatasi all’arte grazie a Marcel Duchamp e a Samuel Beckett, Peggy decide, nel 1939, di trasformare la sua collezione di Londra in un museo vero e proprio: a dispetto della Seconda Guerra Mondiale, acquista numerose opere di artisti come Piet Mondrian, Francis Picabia, Fernand Lèger, Salvador Dalì e Georges Braque. Tornata a New York con il progredire della guerra (mentre l’esercito tedesco marcia verso Parigi, dove Peggy si era sposata nel 1941 con Max Ernst, pittore surrealista), inaugura nella Grande Mela la galleria chiamata Art of this century: nelle collezioni compare il nome, allora sconosciuto, di Jackson Pollock. È grazie alla Guggenheim che egli, così come altri artisti statunitensi, può entrare in contatto con l’avanguardia europea e, nello specifico, con il Surrealismo.

La Biennale di Venezia

Dopo aver divorziato da Ernst nel 1943, Peggy Guggenheim alla fine della guerra torna a Venezia, dove nel 1948 la sua collezione viene accolta alla Biennale. Poco dopo compra, sul Canal Grande, Palazzo Venier dei Leoni, sede in cui sposta la sua collezione in maniera definitiva: nel 1949, infatti, apre ufficialmente al pubblico la Collezione Peggy Guggenheim. Il 4 novembre del 1966 le opere d’arte devono fare i conti con l’eccezionale acqua alta che colpisce Venezia: si salvano per essere state tutte impacchettate, in vista di una spedizione a Stoccolma per un’esposizione. Pochi anni più tardi, la collezione di Peggy viene ospitata dal museo di famiglia, il Guggenheim di New York.

La morte e le donazioni

Dopo aver deciso di donare alla Fondazione Solomon Guggenheim la sua intera collezione e Palazzo Venier dei Leoni, Peggy muore a Camposampiero, in provincia di Padova, all’età di 81 anni il 23 dicembre 1979. Le sue ceneri sono collocate a Palazzo Venier dei Leoni, in quello stesso angolo di giardino in cui la donna era solita seppellire i suoi numerosi cani. Nel 2008 Venezia le dedica la mostra intitolata ‘Poi arrivò Peggy’, in occasione del sessantesimo anniversario dalla data di arrivo sulla laguna della collezionista americana.

 

 

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