La mostra

Gli arazzi di Raffaello in mostra alla Cappella Sistina per la prima volta dopo 400 anni

In occasione del cinquecentenario della scomparsa del grande maestro, alla Cappella Sistina saranno visibili i preziosi arazzi di Raffaello dal 17 al 23 febbraio
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I preziosi arazzi del maestro urbinate, più due fregi realizzati sui suoi cartoni, saranno visibili per una settimana, dal 17 al 23 febbraio, presso la Cappella Sistina, luogo per cui furono disegnati tra il 1515 e il 1519 su commissione di papa Leone X

Gli arazzi

I 10 arazzi in mostra furono intessuti nella bottega di uno dei più famosi arazzieri del Rinascimento, Pieter van Aelst e raffigurano le Storie dei santi Pietro e Paolo tratte dai Vangeli e dagli Atti degli apostoli. Barche che galleggiano sulle acque del Mar Morto, con i visi stupefatti degli apostoli per la pesca miracolosa; la consegna delle chiavi a Pietro, con il Cristo risorto avvolto in una veste decorata in oro; la guarigione di uno storpio; la conversione di Saulo; il sacrificio di Listra; e la lapidazione di Santo Stefano: il confronto dell’arte di Raffaello con gli affreschi di Michelangelo, terminati pochi anni prima, all’interno dello stesso ambiente sono uno spettacolo più unico che raro.

Parola alla direttrice dei Musei Vaticani

È una grande emozione“, ha commentato la direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta.Ci sono state altre due esposizioni degli arazzi, nel 1983 e nel 2010, ma era dalla fine del Cinquecento che non venivano posizionati tutti contemporaneamente nella Sistina. Si completa così la catechesi visiva della Cappella” raccogliendo “il recente messaggio di Papa Francesco che ha ricordato Raffaello come figura chiave del Rinascimento, che con la sua opera seppe esprimere valori come concordia, libertà e bellezza che conducono a elementi più alti e vanno condivisi“. La stessa emozione che provò Paris de Grassis, il cerimoniere della Cappella Papale, che il 26 dicembre 1519 scrisse, dopo la visione straordinaria, “a giudizio universale non si era mai visto niente di più bello al mondo”.

Barbara Jatta ha poi aggiunto, in un articolo apparso oggi su Ansa.it, anticipando le polemiche sulla opportunità di mostrare delle opere così preziose e fragili: “Siamo consapevoli di quanto gli arazzi siano delicatissimi, ma sono nati e sono stati realizzati per essere arrotolati e spostati. Dai documenti sappiamo, infatti, che vennero usati per molte occasioni nei diversi palazzi della corte pontificia“.

 Gli arazzi in mostra sono di solito conservati nella Pinacoteca Vaticana, dove vengono esposti a rotazione per ragioni di conservazione. Dei cartoni originali con i disegni di Raffaello Sanzio ne sono sopravvissuti solo sette e sono custoditi al Victoria and Albert Museum di Londra.

La nota per il meraviglioso “ricongiungimento”

In una nota del museo si legge: “La rievocazione storica che si presenta il 17 febbraio  offre per un’intera settimana l’eccezionale opportunità di ammirare nella sede per cui furono pensati e voluti da Papa Leone X tutti gli arazzi di Raffaello conservati nelle Collezioni Vaticane: in omaggio al “divino” Raffaello, ma anche quale suggestiva memoria dell’antica consuetudine di adornare la maggiore Cappella Papale durante le solenni cerimonie liturgiche del lontano passato”.

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