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Maurizio Cattelan, le 4 opere che hanno sconvolto il mondo

Per raccontarvi il genio sfrontato di Maurizio Cattelan, noi abbiamo scelto 4 fra le sue opere più dissacranti e provocatorie
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Nella notte fra il 14 e il 15 settembre il “water d’oro”, scultura in oro massiccio di Maurizio Cattelan provocatoriamente offerta in prestito a Donald Trump, è stato rubato da una banda criminale, che si è introdotta segretamente a Blenheim Palace, antica residenza nell’Oxfordshire, per trafugare una fra le opere più celebri di Cattelan.

Ma prima di addentrarci nella cronaca, ripercorriamo insieme le tappe più significative della carriera artistica di Maurizio Cattelan.

Chi è Maurizio Cattelan?

Nato nel 1960 a Padova, Maurizio Cattelan è l’artista italiano più conosciuto al mondo con oltre 120 opere battute all’asta per milioni di dollari. Non solo gli è stata dedicata una personale al Guggenheim di New York, ma è conosciuto al grande pubblico per le sue opere dissacranti sparse in diverse città del globo: da Palermo, Venezia e Milano fino a Londra e New York.

Inizia così il nostro viaggio alla scoperta delle opere più provocatorie di Maurizio Cattelan: da Papa Wojtyła colpito dal meteorite al dito medio eretto davanti all’edificio della Borsa di Milano, fino ai bambini impiccati all’albero e alla leggendaria scultura di Hitler inginocchiato.

La storia di “America”, la toilette in oro massiccio

Esposta per la prima volta nel 2016 al Guggenheim di New York, il destino di “America” si intreccia all’ascesa di Donald Trump, che nello stesso anno diventata Presidente degli Stati Uniti d’America. Alla richiesta della Casa Bianca, che chiedeva in prestito un dipinto di Van Gogh, la curatrice Nancy Spector aveva provocatoriamente offerto l’opera di Cattelan. Secondo il museo, il water d’oro richiamava gli eccessi delle residenze private del Presidente, anche se – bisogna chiarirlo – l’opera non era stata concepita in tal senso e anzi era stata ideata da Cattelan prima della candidatura di Trump alla Casa Bianca.

La Nona ora

Papa Giovanni Paolo II giace riverso su un pavimento rosso sangue, abbattuto dal peso di un’enorme meteorite. Realizzata in occasione della collettiva Apocalypse, La Nona ora è probabilmente il lavoro più conosciuto di Maurizio Cattelan. L’artista rappresenta con sfrontato realismo il passo dell’Apocalisse, in cui è narrata la pioggia di astri che si abbatte sui potenti della terra nei giorni che precedono il Giudizio Universale.

Him

Tra le opere più provocatorie di Cattelan, “Him” è una scultura di cera e resina, che riproduce Hitler con un corpo da bambino, in ginocchio, devotamente immerso nella preghiera e con gli occhi commossi.  Realizzata nel 2011 con il titolo di “Him” e cioè “Lui”, l’innominabile, l’opera ha viaggiato per i musei di mezzo mondo per approdare dieci anni dopo nel Ghetto di Varsavia, luogo dolorosamente evocativo del genocidio degli ebrei, suscitando una furiosa ondata di polemiche.

L.O.V.E forever in Piazza Affari

Una mano tesa nel saluto fascista, ma con tutte le dita mozzate, eccetto il medio. L’opera L.O.V.E., comunemente nota come “Il Dito”, è collocata al centro di Piazza Affari a Milano, di fronte a palazzo Mezzanotte, sede della Borsa milanese. Acronimo di libertà, odio, vendetta ed eternità, L.O.V.E è alta 4 metri e 60 (che diventano 11 complessivi comprendendo il basamento su cui è eretta) ed è realizzata in marmo di Carrara.
Il gesto irriverente dell’opera contrasta ironicamente con lo stile classico e monumentale dell’opera e sembra rivolgersi sia all’architettura del ventennio fascista, esemplificato dalle geometrie di palazzo Mezzanotte, sia al mondo della finanza che esso rappresenta.

Tre bambini impiccati in Piazza XXIV Maggio

L’installazione dei tre bambini impiccati, inaugurata il 5 maggio 2004, suscitò un vero e proprio scandalo. L’opera, commissionata e finanziata dalla fondazione Nicola Trussardi, si caratterizzava per l’estremo realismo: gli occhi spalancati e i piedi scalzi dei bambini sporchi di polvere.  Considerata troppo provocatoria e insopportabile da sostenere, l’installazione durò un giorno solo: nella tarda serata un uomo armato di scala e seghetto si avvicinò alla quercia e riuscì a staccare due dei manichini.

 

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