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“Luoghi del cuore” FAI 2022, la classifica dei 10 tesori dell’arte italiani

A poco più di 2 mesi dal lancio del censimento per decretare i “luoghi del cuore”, sono circa 300.000 i voti arrivati al Fondo per l’Ambiente Italiano. Scopriamo insieme la classifica provvisoria, che vede al primo posto il Museo dei Misteri di Campobasso.

Quali sono i “luoghi del cuore” FAI selezionati dagli utenti quest’anno? A poco più di due mesi dal lancio dell’undicesima edizione, la classifica provvisoria de “I Luoghi del Cuore”, il più grande censimento spontaneo del patrimonio culturale del nostro Paese promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – in collaborazione con Intesa Sanpaolo, riserva come sempre molte sorprese.

Da Nord a Sud, dalle Alpi alle isole, dai castelli alle spiagge, dai parchi storici alle chiese, passando per borghi, vie panoramiche e botteghe storiche, i 300.000 voti on-line e cartacei finora pervenuti portano all’attenzione dell’Italia, attraverso il FAI, oltre 25.000 luoghi unici per storia, arte e natura, che restituiscono l’immagine di un Paese straordinario.

Il censimento del FAI

Anche in questa edizione del censimento “I luoghi del cuore”, si conferma la partecipazione larga e appassionata degli italiani, che vedono in questo progetto uno strumento concreto per valorizzare il proprio territorio, e soprattutto di tanti comitati – 101 già attivi in 15 regioni – con Lombardia e Sicilia ai primi posti, per il momento, per numero di voti raccolti.

Ma, come è noto, fino al termine dell’iniziativa – si potrà votare fino al 15 dicembre 2022 – la classifica è in continua evoluzione, con nuovi comitati che si registrano e mobilitazioni che nascono ogni giorno, e tutto può ancora cambiare in questa competizione virtuosa, che fa bene all’Italia. Andiamo a scoprire le 10 posizioni della classifica provvisoria, che al momento vede al primo posto il Museo dei Misteri di Campobasso.

La classifica provvisoria dei “Luoghi del cuore”

1. Museo dei Misteri a Campobasso

Come anticipato, il primo posto della classifica dei “Luoghi del cuore” è al momento occupato dal Museo dei Misteri di Campobasso. Inaugurato nel 2006, è dedicato alle installazioni, dette “Ingegni”, ideate e realizzate da Paolo Saverio Di Zinno a metà del Settecento e che, da oltre 260 anni, sfilano per le vie della città nel giorno del Corpus Domini.

Negli anni l’Associazione Misteri e Tradizioni di Campobasso, che si occupa della valorizzazione del Museo, ha raccolto inoltre un ricco patrimonio documentario, audiovisivo e demo-etno-antropologico di inestimabile valore: l’archivio conta più di 80.000 fotografie che ritraggono molti campobassani che dalla fine dell’Ottocento a oggi si sono alternati sugli Ingegni del Di Zinno.

Oltre alle foto, si sta ampliando anche la sezione “filmati”, amatoriali e inediti, prodotti a partire dal 1929 fino all’ultima sfilata che si è tenuta lo scorso 19 giugno, dopo due anni di sospensione a causa della pandemia.

Il comitato “Associazione Misteri e Tradizioni di Campobasso” continua nella sua missione di valorizzazione del Museo e ora, dopo la partecipazione al censimento “I Luoghi del Cuore” 2020 che ha consentito al bene di raggiungere il decimo posto nella classifica nazionale, sta raccogliendo ancora voti con l’obiettivo di realizzare alcune migliorie negli spazi espositivi e rendere l’esperienza del visitatore sempre più coinvolgente.

2. Chiesetta di San Pietro dei Samari a Gallipoli (LE)

La Chiesetta di San Pietro si piazza invece al secondo posto nella classifica dei “Luoghi del cuore”.

La chiesetta è situata fuori dalla città, in un’area di campagna a ridosso della Statale 274 per Leuca, nel Parco Regionale Litorale di Punta Pizzo – Isola di Sant’Andrea. Il suo nome deriva dalla vicinanza al Fosso dei Samari, corso d’acqua salentino che scorre in una zona compresa tra le colline dell’entroterra e le dune costiere delle spiagge.

Un’iscrizione che corre sulla cornice dell’avancorpo, aggiunto nel XIX secolo come abitazione del sacerdote, attribuisce la fondazione della chiesa a Ugo di Lusignano, condottiero dei Crociati, ritornato dalla Palestina nel 1148 e sbarcato a Gallipoli. La stessa iscrizione racconta che il condottiero crociato fondò la chiesetta nel luogo in cui San Pietro, reduce dalla Samaria, avrebbe celebrato una Messa.

Caratterizzata da cupole emisferiche databili tra XII e XIII secolo d.C. e formata da due ambienti a pianta quadrata, la Chiesa dei Samari è l’unico esempio nella provincia di Lecce del fenomeno architettonico delle chiese a cupole in asse – che compare in Puglia, derivato da modelli orientali, tra X e XII secolo – caratteristica che la rende tra gli edifici religiosi più significativi dell’area.

Spoglia e priva di decorazioni, è un luogo rimasto per decenni in stato di abbandono, ha già subito dei crolli ed è attualmente inagibile; il Comune, che lo ha acquisito in comodato d’uso ventennale dai proprietari, sta lavorando a un progetto per i primi, urgenti restauri. Proprio per auspicarne il pieno recupero e la valorizzazione il comitato “Amici del Parco naturale Isola S. Andrea – Litorale Punta Pizzo” ne promuove la raccolta voti al censimento del FAI. 

3. Stazione Bayard – La strada di ferro Napoli Portici a Napoli

Terza posizione fra i “Luoghi del cuore” per la Stazione Bayard. Situata nell’attuale corso Garibaldi, accanto alla stazione terminale della Circumvesuviana, fu la prima stazione della prima linea ferroviaria italiana, realizzata durante il Regno delle Due Sicilie per collegare Napoli a Portici.

L’inaugurazione della tratta e della stazione avvenne il 3 ottobre 1839 in presenza di re Ferdinando II e il percorso inaugurale di prova fino al Granatello di Portici fu coperto in 9 minuti e mezzo, un vero record per l’epoca. Nei primi due mesi di esercizio la ferrovia, nonostante avesse un solo binario, registrò un movimento di ben 130 mila viaggiatori.

Ne ebbe uno eccezionale: il 7 settembre 1860 Giuseppe Garibaldi raggiunse, infatti, Napoli da Salerno proprio grazie all’ultimo tratto sulla ferrovia Napoli-Portici. Oggi della stazione non rimane che un rudere in stato di completo abbandono.

Da anni l’A.I.G.E. (Associazione Informazioni Giovani Europa) sta promuovendo un progetto che ne prevede il recupero e l’insediamento del Museo delle Comunicazioni Viarie e di un centro di informazioni turistiche. Allo stato attuale solo una parte del vecchio edificio è stato recuperato ed utilizzato per ospitare uffici comunali e per questo si presenta in un buono stato di conservazione.

Lo stesso non si può dire del vecchio edificio destinato ai viaggiatori, che è ancora in piedi, ma minacciato dagli alberi che ne stanno sgretolando le mura. Per promuovere la raccolta voti al censimento “I Luoghi del Cuore” 2022 diverse realtà, tra le quali l’A.I.G.E. si sono riunite nel “Comitato per il recupero e la valorizzazione della stazione Bayard – La strada di ferro Napoli – Portici”.

4. Villaggio operaio di Crespi d’Adda a Capriate San Gervasio (BG)

Il Villaggio operaio di Crespi d’Adda, che al momento si trova in quarta posizione fra i “Luoghi del cuore” del FAI, è situato sulla punta dell’“Isola Bergamasca”, una penisola dove il fiume Brembo confluisce nel fiume Adda. Proprio per la sua posizione strategica, che permetteva la produzione di energia elettrica tramite lo sfruttamento dell’acqua corrente, due imprenditori tessili e filantropi – Cristoforo Benigno Crespi e suo figlio Silvio Benigno Crespi – fondarono nel 1878 uno dei primi villaggi operai.

Qui abitavano gli operai del cotonificio con le loro famiglie, per i quali vennero realizzati diversi servizi: una chiesa, una scuola, un ospedale, un circolo ricreativo, un teatro, dei bagni pubblici, una piscina, dei negozi e persino dei campi sportivi e un parco. Il cotonificio ha operato fino al 2004 e l’intero villaggio nel 1995 è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO “in quanto esempio eccezionale” delle scelte di “industriali illuminati che andavano incontro alle esigenze dei lavoratori” e per l’integrità della sua struttura.

Il comitato “Associazione Pro Crespi” partecipa al censimento “I Luoghi del Cuore” 2022 con l’obiettivo di continuare a valorizzare il sito e promuovere le necessità di recupero della Chiesa Parrocchiale del Santissimo Nome di Maria – copia della chiesa rinascimentale di Santa Maria di Piazza a Busto Arsizio (VA), città da cui provenivano i Crespi – e della Pineta storica. La Delegazione FAI di Bergamo sostiene la raccolta voti di questo e di tutti i luoghi del territorio.

5. Circolo Combattenti e Reduci a Milano

Quinto luogo del cuore, il Circolo Combattenti e Reduci è un pezzo della vecchia Milano a pochi passi da Chinatown. Insediatosi nel 1919 all’interno dell’antico Dazio di Porta Volta, il Circolo accoglie ogni giorno i suoi ospiti all’ombra di un grande glicine che domina il giardino. Oltre a essere un punto di riferimento per l’intero quartiere, qui si intrecciano generazioni e si mantengono tradizioni attraverso la commemorazione delle ricorrenze storiche, le manifestazioni culturali e le attività artistiche.

All’interno del Casello Daziario e del suo giardino, si ritrovano i soci veterani, che frequentano il circolo da più di quarant’anni, e i ragazzi più giovani alla ricerca di racconti sulla Milano di un tempo. Un luogo segreto ricco di memoria, resistente al cambiamento e alle mode della città, il cui giardino, cuore pulsante del Circolo, rischia di essere distrutto con la realizzazione di un nuovo progetto urbanistico.

6. Castello Ducale a Marigliano (NA)

Il Castello Ducale di Marigliano si piazza al sesto posto fra i “Luoghi del cuore”. Prima fortezza di difesa e controllo del centro abitato, secondo alcune fonti storiche esisteva già nel 1134, quando apparteneva al normanno Roberto di Medania, conte di Acerra. L’edificio è situato lungo uno dei lati del circuito murario normanno e angioino, realizzato in tufo giallo e pietra lavica. Agli angoli sorgono quattro torri cilindriche.

Dal XIII secolo si avvicendarono nel castello alcune tra le principali casate del territorio, dagli Angiò agli Aragona ai Carafa, fino alla cessione nel 1633 alla famiglia dei Mastrilli, che ottenne così il titolo di duchi di Marigliano. Ingenti lavori nell’arco del XVIII secolo diedero al castello l’aspetto attuale, lontano da quello del maniero medievale.

Dopo la morte dell’ultimo proprietario, Giulio Mastrilli, l’edificio, ereditato dalla famiglia della moglie, venne venduto: nel 1935 fu acquistato dalla Provincia napoletana della Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, che tutt’oggi ne è proprietaria. Il castello viene votato perché venga conosciuto al di fuori di Marigliano e possa diventarne un attrattore culturale.

7. Spiaggia della Pillirina, Area Marina Protetta Plemmirio a Siracusa

La Spiaggia della Pillirina, settima fra i “Luoghi del cuore”, si trova nel cuore della Penisola Maddalena a sud di Siracusa. L’area che corrisponde a Punta della Mola viene comunemente detta “della Pillirina” dal nome della vicina grotta, che a sua volta deriva da una leggenda che vede come protagonisti un pescatore, una donna soprannominata Pillirina (termine dialettale per Pellegrina) e il loro amore impossibile.

Oltre ad essere una delle baie più belle di Siracusa, l’area della Pillirina ha un importante background storico: proprio qui nel 415 a.C. gli ateniesi attaccarono per la prima volta la città. L’insenatura è caratterizzata dal mare cristallino – parte dell’Area Marina Protetta del Plemmirio – ma nella zona  circostante ci sono anche tombe risalenti al periodo greco e bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Proprio per preservare l’ecosistema naturale di un’area che ha anche problemi di dissesto idrogeologico legati all’erosione costiera, il comitato “Pillirina”, attivo dal 2010,  promuove per questo luogo l’istituzione di una riserva naturale orientata. La spiaggia è già stata nominata Sito di Interesse Comunitario nell’elenco di Rete Natura 2000, una rete creata dall’Unione Europea per proteggere habitat e specie identificati come prioritari.

8. “Il sentiero degli ulivi”: la Fascia olivata Assisi-Spoleto a Trevi (PG)

L’ottava posizione della classifica dei “Luoghi del cuore” del FAI è occupata dalla principale area olivicola dell’Umbria, che interessa il territorio di sei comuni collocati nella parte centrale della regione: Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto. Il territorio della “Fascia olivata Assisi – Spoleto” rappresenta un esempio di “paesaggio culturale vivente”, ovvero un’opera combinata della natura e dell’uomo.

Dall’antichità fino a oggi, il continuo miglioramento del ciclo produttivo e un ricco patrimonio di saperi e tecniche porta alla realizzazione di un olio di qualità apprezzato a livello mondiale. Il “Sentiero degli Ulivi”, della lunghezza di circa 70 chilometri, realizzato con la collaborazione del CAI, si snoda in questo paesaggio, per la maggior parte intorno a quote di 500-600 metri di altitudine.

Il comitato “Tutti per il Sentiero degli Ulivi” si è costituito riunendo in esso i rappresentanti delle sei amministrazioni comunali toccate dal sentiero, le associazioni ambientaliste locali, il CAI, i produttori di olio, i rappresentanti di alcune aziende agricole e i volontari FAI di Foligno e Spoleto. L’obiettivo della partecipazione al censimento “I Luoghi del Cuore” è quello di intervenire per migliorare la segnaletica e i pannelli informativi oltre alla sistemazione di alcuni punti pericolosi del percorso.

9. Antica Fonderia di campane Achille Mazzola 1403 a Valduggia (VC)

Nona posizione fra i “Luoghi del cuore” per l’Antica Fonderia di campane Achille Mazzola 1403, situata nel borgo medievale di Valduggia (VC), nella bassa Valsesia. La fabbricazione di campane della Fonderia Mazzola è stata effettuata in maniera artigianale dagli inizi del Quattrocento fino a pochi anni fa.

Tutti i passaggi per la preparazione delle campane, compresa la fusione in bronzo, fino alla fine dell’Ottocento venivano realizzati direttamente di fronte alle chiese per le quali venivano prodotte. La prima testimonianza della produzione Mazzola è l’antica campana della Chiesa di Luzzogno nel Verbano Cusio Ossola, su cui è incisa la data 1475 sormontata dal marchio della Fonderia.

I segreti della produzione artigianale hanno continuato a essere tramandati di padre in figlio, fino a Roberto Mazzola, che ha chiuso l’attività nel 2004. Il comitato “Gruppo Raccolta Voti Fonderia Achille Mazzola 1403″ supporta e promuove la candidatura del bene in occasione dell’undicesimo censimento “I Luoghi del Cuore”, con il desiderio di tramandare la memoria di quel passato che ha anche rappresentato la scintilla per l’avvio di un polo industriale metallurgico ancora oggi fiorente nel territorio. 

Inoltre, l’Antica Fonderia di campane rientra nella classifica speciale “I Borghi e i loro luoghi”.

10. Santuario e Chiesa rupestre di San Vittore Martire a Brembate (BG)

Infine, al decimo posto della classifica dedicata ai “Luoghi del cuore” del FAI, troviamo il Santuario e Chiesa rupestre di San Vittore Martire, che si trova a Brembate (BG), un comune della parte occidentale della pianura attraversato dal fiume Brembo. La chiesa si presenta oggi come un complesso su tre livelli sovrapposti: al primo, poco più alto del greto del fiume, si trovano tre grotte residue di una più ampia erosione provocata dall’acqua; al secondo livello in un’ampia grotta è stata ricavata la chiesa rupestre ipogea; al terzo sono state erette la chiesa quattrocentesca e la canonica.

La primitiva chiesa inferiore, a cui si accede mediante una scala esterna, è la più antica, segnalata per la prima volta nel 962. Denominata tradizionalmente “Grotte di San Vittore”, è considerata una rara chiesa rupestre di pianura affrescata. La grotta, ampliata, fu chiusa lungo il lato che dava sul fiume per proteggere l’edificio dalle piene.

Il comitato “Per la valorizzazione del Santuario e della Chiesa Rupestre di San Vittore Martire” è nato dall’incontro di diverse associazioni locali che hanno a cuore il destino del bene: la sua posizione sul fiume rende necessario un continuo controllo dell’umidità.

La partecipazione al censimento “I Luoghi del Cuore” 2022 vuole portare alla luce i tanti bisogni di questo luogo: tra i più urgenti il recupero degli affreschi del XIV secolo della chiesa rupestre e il restauro del ciclo pittorico dell’abside della chiesa superiore di Gian Battista Botticchio, datato 1663. La Delegazione FAI di Bergamo sostiene la raccolta voti di questo e di tutti i luoghi del territorio.

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