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l'atto vandalico

Louvre, visitatore lancia una torta contro la Gioconda

Autore dell'atto vandalico nei confronti della Gioconda un ragazzo su una sedia a rotelle. Il motivo? Denunciare l'importanza di salvare il pianeta.

Torta in faccia alla Gioconda. E’ questo accaduto al Louvre il 29 maggio, quando uno dei visitatori è riuscito a lanciare una torta contro il quadro, senza tuttavia danneggiarlo, in quanto l’opera è sempre protetta da un vetro. Il giovane autore del gesto è stato portato via dalle forze dell’ordine.

 

Lancio della torta contro la Gioconda

La scena è stata ripresa dagli altri visitatori con i telefonini. Tantissimi i video su Twitter che mostrano quanto accaduto. In alcuni si vede anche un addetto alla sicurezza intento a pulirla. Secondo le ricostruzioni della vicenda, pare che il gesto sia opera di un visitatore avvicinatosi al quadro in sedia a rotelle e con una parrucca e che si tratti di un atto dimostrativo, non con l’intenzione di danneggiare la Gioconda ma di sensibilizzare sulla protezione del Pianeta. Per fortuna il capolavoro di Leonardo da Vinci, grazie alla protezione di una teca di vetro, non è stato danneggiato.

I precedenti

Non è la prima volta che la Gioconda è “sotto attacco”. Nell’agosto 2011 una donna russa aveva lanciato una tazza da tè contro il celebre dipinto di Leonardo da Vinci, anche in quel caso il quadro non aveva riportato danni. Nel 1956 un folle era entrato al Louvre e aveva gettato dell’acido contro il quadro. In un’altra circostanza il vetro di protezione si era infranto a causa della pietra lanciata da un boliviano, danneggiando il dipinto in un angolo.

La Gioconda al Louvre

molti oggi si chiedono ancora come mai la gioconda si trovi al Louvre, in Francia. Fu Leonardo stesso a portare con sé la Gioconda in Francia e che questa fu acquistata, assieme ad altre opere, da Francesco I. Il dipinto si trova in Francia fin dal 1517, come dimostra uno scritto del canonico Antonio de Beatis, segretario del cardinale Luigi d’Aragona, che annotò nel suo diario l’incontro tra Leonardo da Vinci e Luigi d’Aragona. Secondo alcuni fu lo stesso Leonardo a darla a re, per altri fu il suo allievo Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai, a mediare la vendita dopo la morte del pittore toscano.

 

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