ARTE - “Antonio Canova. All’origine del mito”

L’iter artistico di Antonio Canova tra mito e classicismo. Come nasce un’opera d’arte

Non solo i famosi e raffinati marmi noti a tutti, ma anche pezzi meno conosciuti, dipinti a tempera e materiali preparatori. La mostra “Antonio Canova. All’origine del mito” pone la sua attenzione non esclusivamente su Canova come scultore...

La bellezza dell’antica statuaria greca e i temi della mitologia classica fatti rivivere nella mostra “Antonio Canova. All’origine del mito”, dedicata al massimo esponente del Neoclassicismo italiano. Dal 12 giugno all’11 ottobre al Centro Saint-Bénin di Aosta.

 

MILANO – Non solo i famosi e raffinati marmi noti a tutti, ma anche pezzi meno conosciuti, dipinti a tempera e materiali preparatori. La mostra “Antonio Canova. All’origine del mito” pone la sua attenzione non esclusivamente su Canova come scultore, ma permette di scrutare e conoscere il percorso artistico che c’è stato dietro i suoi celebri capolavori. La rassegna realizzata al Centro Saint-Bénin di Aosta costituisce una significativa collaborazione tra la Fondazione Canova e la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta.
L’esposizione, curata da Mario Guderzo, direttore del Museo Gipsoteca di Possagno (Treviso), paese natale di Canova, e dallo studioso Giancarlo Cunial, rappresenta un’occasione unica per ammirare, per la prima volta in Valle d’Aosta, un nucleo consistente di gessi dell’artista, alcuni dei quali sono pezzi unici poiché non esistono più gli originali in marmo, andati perduti.

 

DAL PROGETTO DI ARTE ALLA SUA REALIZZAZIONE – La mostra di Aosta presenta al pubblico una selezione di oltre sessanta opere: preziosi gessi, alcuni marmi, acqueforti, dipinti a tempera e olii provenienti dalla Fondazione Canova, che documentano “l’origine del mito” – come giustamente recita il sottotitolo della mostra – dallo schizzo iniziale al bozzetto in terracotta, alla statua in argilla fino al modello in gesso su cui venivano fissati i chiodini (chiamati “repère”), grazie ai quali era possibile trasferire nel marmo le esatte proporzioni dell’opera. Tra le opere esposte ricordiamo l’elegante scultura in gesso Danzatrice con le mani sui fianchi (1812) e il busto in marmo Francesco I d’Austria (1804).

 

IL NUOVO FIDIA – Massimo esponente del Neoclassicismo, e per questa ragione, soprannominato “il nuovo Fidia”, Canova già da giovanissimo riuscì ad influenzare l’arte del suo tempo. Il suo successo è reso immortale da capolavori come “Amore e psiche”, “Perseo trionfante” o le “Tre Grazie” e, in ambito pittorico, da opere come “L’autoritratto”. La bellezza dei suoi lavori spinse Napoleone a designarlo come suo ritrattista ufficiale e per lui produsse la “Statua di Napoleone” e anche il celeberrimo ritratto di Paolina Bonaparte sdraiata su un triclino romano. La sua fama crebbe vistosamente mentre era in vita e ancora oggi non si è esaurita.

7 giugno 2015

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