Dal sogno surrealista alla guerra

Leonora Carrington e Max Ernst, un amore surreale

La tormentata relazione fra i due pittori surrealisti segnò entrambi profondamente per tutta la loro vita

MILANO – La tormentata relazione fra Max Ernst e Leonora Carrington segnò entrambi profondamente. Pittori e surrealisti si amarono intensamente per anni ma la vita e la guerra resero difficile se non impossibile il loro amore.

L’INCONTRO – Nel 1936, Leonora scoprì i lavori di Ernst al Salone surrealista internazionale di Londra. Subito attratta dal genio surrealista, lo conobbe un anno dopo a una festa tenutasi a Londra. “Mi sono innamorata dei dipinti di Max prima di innamorarmi di lui” disse poi lei. Gli artisti tornarono insieme a Parigi ed Ernst per lei lasciò la moglie. Nel 1938, da Parigi si stabilirono a Saint Martin d’Ardèche nel sud della Francia. La coppia collaborava e si sosteneva reciprocamente vivendo un’idilliaca vita agreste.

Max Ernst, Leonora Carrington and Paul Eluard by Lee Miller

 

LA GUERRA –  Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Ernst, in quanto tedesco, venne arrestato dalle autorità francesi. Internato in un campo di reclusione, dipingeva attendendo le visite della sua amata. Grazie all’intercessione di Paul Eluard, e altri amici, tra cui il giornalista americano Varian Fry, il pittore venne rilasciato qualche settimana più tardi. Pochi mesi dopo, però, l’uomo, sospettato di essere in contatto con i nemici, fu nuovamente imprigionato. L’equilibrio psichico della pittrice iniziò a risentire delle tristi vicende. Max riuscì a lasciare il campo mentre nel frattempo la ragazza si era rifugiata in Spagna, nella speranza di ottenere un visto per entrambi.

Leonora Carrington, Ritratto di Max Ernst (1939; collezione privata)
Leonora Carrington, Ritratto di Max Ernst (1939; collezione privata)

L’INTERNAMENTO – In Spagna, continuando a soffrire di attacchi di ansia fu rinchiusa nella clinica psichiatrica di Santander, gestita dal medico filonazista Luis Morales. Fu un periodo terribile per la Carrington. La giovane subì pesanti trattamenti a base di cardiazol, un farmaco che somministrato in dosi massicce causa convulsioni. Uscì dalla clinica grazie al padre che però voleva farla ricoverare in una struttura in Sudafrica. Leonora giunse a Lisbona per imbarcarsi ma riuscì a rifugiarsi nell’ambasciata messicana. L’amico e diplomatico messicano Renato Leduc riuscì ad aiutarla ed evitarle un nuovo ricovero.

SEPARATI MA VICINI – Nel frattempo anche Max Ernst arrivò a Marsiglia. Proprio qui conobbe la collezionista americana Peggy Guggenheim che propose a Max di scappare negli Stati Uniti. I due iniziarono una relazione ma Max amava ancora Leonora. “La Carrington fu l’unica donna che Max abbia mai amato” dirà la famosa collezionista. A Lisbona, Max e Leonora si incontrano di nuovo senza tornare insieme. La passione era frenata dalle esigenze contingenti e dai gravi traumi subiti.

Max Ernst, Leonora nella luce della mattina (1940; collezione privata)
Max Ernst, Leonora nella luce della mattina (1940; collezione privata)

L’AMERICA – Leonora accettò il “finto” matrimonio con Leduc per sfuggire al controllo della famiglia e lasciare l’Europa. A New York, continuò inizialmente a frequentare Max, ma solo come un amico, la stessa Peggy era a conoscenza del fatto che il suo compagno era ancora legato all’ex. Ad ogni modo, Leonora pochi mesi dopo l’arrivo negli Stati Uniti si separò da Leduc. La pittrice si trasferì in Messico, dove rimase per il resto della sua vita senza più rivedere il suo Max.

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