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Le mostre italiane da visitare questa primavera

Proprio come sosteneva il maestro Renato Mambor “Io dico che l’arte serve a pulire lo sguardo"
Le mostre italiane da visitare questa primavera

MILANO –  Primavera è tempo di pulizie, anche per gli occhi. Proprio come sosteneva il maestro Renato Mambor “Io dico che l’arte serve a pulire lo sguardo. I sensi sono offuscati dalle abitudini e tutto ciò che si fa e si pensa diventa immagine, stereotipo, filtro davanti agli occhi. L’arte insinua un cuneo in questo meccanismo spersonalizzante e ha il potere di ribaltarlo, in definitiva è un piccolo sforzo per muovere il pensiero”. E sono davvero numerose le mostre di rilievo che possono aiutarci a riscoprire la bellezza. Vediamo insieme alcuni degli appuntamenti davvero imperdibili.

I MACCHIAIOLI. LE COLLEZIONI SVELATE – La mostra I Macchiaioli. Le collezioni svelate apre al Chiostro del Bramante di Roma dal 16 marzo e ha il pregio di presentare al pubblico per la prima volta importanti dipinti dei Macchiaioli e non solo, collocandoli nel contesto delle antiche collezioni che in origine li ospitarono. Le opere che appartenevano a grandi collezioni del passato – come quella di Cristiano Banti, Diego Martelli, Rinaldo Carnielo, Edoardo Bruno, Gustavo Sforni, Mario Galli, Enrico Checcucci, Camillo Giussani, Mario Borgiotti – oggi sono confluite per lo più in collezioni private e rappresentano un nucleo inedito del più importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo. In mostra oltre 110 opere che rappresentano la punta di diamante di ricchissime raccolte di grandi mecenati dell’epoca, personaggi di straordinario interesse, accomunati dalla passione per la pittura, imprenditori e uomini d’affari innamorati della bellezza, senza i quali oggi non avremmo potuto ammirare questi capolavori.

TOULOUSE-LAUTREC – A Roma, al Museo Ara Pacis, i capolavori imperdibili di Henri de Toulouse-Lautrec. In mostra una selezione di opere conservate al Museo di Belle Arti di Budapest. Fino all’8 maggio 2016 i lavori dell’artista francese rimarranno nella capitale. L’esposizione sul pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento ripercorre la vita dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni. La rassegna consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata in Ungheriaseo di Belle Arti di Budapest, uno dei più importanti in Europa. Manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine per un full immersion nella Parigi della Belle Époque.

UMBERTO BOCCIONI – IL CENTENARIO – Nella ricorrenza del primo centenario della morte di Umberto Boccioni (1882-1916), dal 25 marzo al Palazzo Reale di Milano, una mostra di studio ne evidenzia, alla luce anche di nuovi documenti, il percorso artistico e la levatura internazionale con particolare riguardo per la sua attività milanese, attraverso soprattutto la valorizzazione delle numerose opere conservate nei musei cittadini.  “Genio e memoria” presenta circa 300 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d’epoca, libri, riviste e documenti ed è sostenuta da prestiti e collaborazioni di importanti istituzioni museali e collezioni private italiane e straniere. Il percorso, sviluppato in ordine cronologico, fonda la sua struttura sull’eccezionale corpus di 61 disegni boccioniani del Castello Sforzesco e su una serie di scritti e documenti inediti riferiti all’artista riscoperti di recente presso la Biblioteca Civica di Verona.

IL SIMBOLISMO – La mostraIl Simbolismo. Dalla Belle Époque alla Grande Guerra”  rimarrà a Palazzo Reale fino al 5 giugno 2016. La retrospettiva propone il confronto di oltre 150 opere tra dipinti, sculture e eccezionali oggetti d’arte decorativa provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private, rievocando l’ideale aspirazione del Simbolismo a raggiungere un effetto unitario per creare un’arte totale. Da Fernand Khnopff a Luigi Bonazza, seguace italiano di Klimt, passando per Leo Putz, Giorgio Kienerk e Giulio Aristide Sartorio. Un viaggio alla scoperta di capolavori più o meno noti ma ad ogni modo indimenticabili.

JOAN MIRO’ – Il Mudec di Milano si prepara ad ospitare dal 25 marzo la mostra dedicata al pittore spagnolo Mirò. “La forza della materia” retrospettiva intende porre l’attenzione su questo ultimo aspetto, mostrando attraverso un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981, l’importanza che l’artista ha sempre conferito alla materia, non solo come strumento utile ad apprendere nuove tecniche ma anche e soprattutto come entità fine a se stessa. Attraverso la sperimentazione di materiali eterodossi e procedure innovative, l’artista mira a infrangere le regole così da potersi spingersi fino alle fonti più pure dell’arte. Miró sperimenta l’esigenza di una fusione tra pittura e poesia, sottomettendo la sua opera a un processo di semplificazione della realtà che rimanda all’arte primitiva, al tempo stesso punto di riferimento per l’impostazione di un nuovo vocabolario di simboli e strumento utile a raggiungere una nuova percezione della cultura materiale.

VAN GOGH ALIVE – Un’esperienza unica per vivere la bellezza delle opere del pittore olandese. E’ questo l’obiettivo di Van Gogh Alive, la mostra multimediale che unisce la straordinaria arte del pittore olandese alla innovativa tecnologia video Sensory4. Il risultato è un’esperienza full immersion, un nuovo modo di conoscere e vivere l’Arte. Un’emozione che gli amanti dell’arte potranno provare a partire dal prossimo 26 marzo fino al 26 giugno 2016 a Torino. Van Gogh Alive – The Experience trascende il tempo e lo spazio: il visitatore è invitato ad accompagnare Van Gogh in un viaggio attraverso i Paesi Bassi, Arles, Saint Rémy e Auvers-sur-Oise, dove ha creato molti dei suoi capolavori senza tempo. Attraverso uno scenario evocativo, la mostra racchiude oltre 3.000 immagini ispiratrici, trasformando ogni superficie in arte: pareti, colonne, soffitti, e persino i pavimenti. Non ci saranno tele ma oltre 3mila immagini che trasformano ogni superficie in arte. Pareti, colonne, soffitti e pavimenti diventano così “supporti” per i dipinti che accompagnano il visitatore in un viaggio incredibile alla scoperta del mondo di Van Gogh.

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