ARTE - Artiamo in viaggio

Le mostre da non perdere questo week end a Padova

Per questo primo week end di ottobre, la nostra rubrica “Artiamo in viaggio” vi propone numerosi appuntamenti d’arte da non perdere a Padova
Le mostre da non perdere questo week end a Padova

MILANO – Pranzi luculliani, pitture paesaggistiche, riflessioni artistiche sulla libertà espressiva e riscoperta di un intimo e profondo rapporto con la natura; questi ed altri i temi alla base delle numerose mostre d’arte che si potranno visitare questo week end a Padova. Per la nostra rubrica settimanale “Artiamo in viaggio” vi proponiamo le mostre da non perdere questo week nella città veneta.

L’ARMONIA DEL VERO. VITA E PAESAGGI TRA TERRE E ACQUE – Fino al 30 novembre Villa Contarini sarà sede di una grande mostra intitolata “L’armonia del vero. Vita e paesaggi tra terre e acque (1842-1932)”. L’esposizione, promossa dalla Regione del Veneto nell’ambito delle iniziative per Expo, è una delle più importanti e nuove sino ad oggi allestite sulla pittura veneta di genere e di paesaggio tra Otto e Novecento. Luisa Turchi ha selezionato tele che descrivono, infatti, la vita popolare, il paesaggio lagunare e agricolo dell’entroterra veneto, quello che ebbe nelle campagne e nelle grandi ville, con i loro lussureggianti giardini, il suo fulcro. Un percorso scandito da sessantacinque magnifici dipinti, noti e meno noti, della metà dell’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento, provenienti da importanti collezioni. Due i filoni principali del racconto espositivo. Il primo ci introduce nell’ambito delle scene di genere a carattere aneddotico che obbediscono ai criteri del “Vero” e della contemporaneità, ritraendo il popolo nelle sue abituali occupazioni giornaliere. Di gusto differente, ma egualmente scene di genere, sono quelle incentrate sul revival settecentesco, che hanno il sapore delle commedie goldoniane, con dame e gentiluomini in costume e in posa, in amabili conversazioni nei salotti borghesi e in piazza San Marco.

MARINO NAGRO. PANTA REI – Il fiume Brenta, la sua rappresentazione pittorica e la sua storia sono al centro della mostra ” πάντα ῥεῖ Panta rei” presso il MAAAP – Museo Archeologico Ambientale delle Acque di Padova. Questa mostra, che raccoglie i dipinti dell’artista padovano Marino Nagro ispirati al paesaggio fluviale e alla campagna circostante il nucleo urbano di Altichiero, dove l’artista ha trascorso la sua infanzia e tuttora risiede. L’esposizione vuole essere un dovuto e voluto omaggio al fiume, compagno di giochi da bambino e nell’adolescenza per il pittore, e luogo deputato alla meditazione e alla riflessione naturalistica per la sua ricerca. Al centro del percorso artistico di Marino Nagro, nell’arco di una carriera più che trentennale, vi è infatti la natura, intesa in senso rinascimentale quale sede di elezione per la creatura umana. Sempre presente è l’attenzione ai temi dell’ecologia e della conservazione dei beni ambientali, che sola ci permette di preservare uno stile di vita più sano e consono alla nostra specie. ” πάντα ῥεῖ Panta rei”, ovvero “tutto scorre” secondo il pensiero del filosofo greco presocratico Eraclito, ben si addice alla poetica di Marino Nagro, al senso del suo fare arte: ovvero un’indagine in continua evoluzione, sempre passibile di mutamenti, che diventa cifra distintiva di un’intera esistenza, ciclo in perenne movimento: come l’acqua, fonte di vita, e come la vita stessa.

FABRIZIO GIUSTI. L’ANTAGONISMO DELL’ANIMAGalleria Govetosa fino al 31 Ottobre 2015 ospita la mostra “L’antagonismo dell’anima” di Fabrizio Giusti. “L’Antagonismo, elemento imprescindibile della nostra quotidianità, nel rapporto tra gli esseri umani, gli animali e in tutto ciò che ci circonda, qualcosa di troppo grande per essere trattato con serietà e rigore, ma di cui non possiamo mai dimenticarne l’esistenza; l’intimità della nostra anima nella quale spesso ci rifugiamo creandoci un luogo, una stanza, dove trovare ciò che stiamo cercando o di cui crediamo avere bisogno.” Fabrizio Giusti, artista bolognese, sin da giovanissimo manifesta un particolare interesse per il disegno che inizia a coltivare sperimentando tutte le possibile tecniche.

JEAN DUBUFFET. IL TEATRO DEL SUOLO – Gli ampi spazi espositivi del nuovo Giardino della biodiversità dell’Orto botanico di Padova accoglieranno fino all’1 novembre la grande mostra “Jean Dubuffet. Il Teatro del Suolo”. L’esposizione riunisce i 324 lavori litografici di Dubuffet e ripropone, a 51 anni dalla sua prima esposizione italiana, l’eccezionale ciclo dei Phénomènes, realizzato tra il 1958 e il 1962. Nel corso degli anni Cinquanta, Dubuffet ha dato vita a una lunghissima sequenza di opere, in seguito ricondotte al tema della celebrazione del suolo, finalizzate a indagare la terra, l’acqua, la vita vegetale e minerale dal punto di vista simbolico, estetico, fenomenologico. Nei Phénomènes, oltre a raccogliere sulla carta le impronte di diverse superfici individuate nell’ambiente che lo circondava, Dubuffet ha fatto ricorso a procedimenti quali la polverizzazione, l’irrigazione e l’emulsione di liquidi sulla pietra litografica, orientandoli verso il raggiungimento di possibili analogie visive con i fenomeni relativi alla natura e alla terra in particolare. L’esito, ancora oggi da ritenersi un unicum assoluto nel campo delle arti, è uno spettacolare “atlante” di immagini a colori e in bianco e nero, apparentemente astratte eppure verosimili; una classificazione puntuale, quanto poetica, di avvenimenti grandi e impercettibili, visibili e invisibili, in cui l’autore sembra osservare e reimmaginare il mondo attraverso gli occhi del geologo, del botanico, dell’agrimensore, dell’artista.

UN’ARTE SENZA TEMPO. LA CUCINA E LE SUE TRADIZIONI NELLE STAMPE ANTICHE DAL XVI AL XIX SECOLO – Ricche tavole imbandite, intime e domestiche rappresentazioni d’interni di cucina, banchetti di corte, scene di costume e di strada con venditori e mercanti legati al mondo del cibo: fruttivendoli, macellai, fornai. La mostra organizzata dalla Bottega delle Arti di Padova all’interno della propria galleria fino al 30 ottobre illustrerà nelle stampe antiche la storia della cucina e delle sue tradizioni in dialogo con il tema di Expo Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L’esposizione intende focalizzarsi sul rilevante ruolo ricoperto dal cibo e dalla sua raffigurazione nelle stampe antiche dal XVI al XIX secolo. Come la pittura, anche l’arte incisoria si rivela sensibile alle tradizioni popolari e alle abitudini culinarie delle terre d’origine dei maestri incisori. La scelta delle opere esposte si basa su un criterio principalmente iconografico: il leitmotiv che collega tra loro le più di duecento stampe è il riferimento al cibo, alla sua preparazione e al mangiare.

MARIA PIA CAMPORESE E CARLA RIGATO. AFFINITÀ ELETTIVE – Ultimo week end per assistere alla mostra di Carla Rigato e Maria Pia Camporese linguaggi pittorici diversi sia nella tecnica che nell’espressione. In Carla Rigato grande vigore emotivo ed espressivo realizzato con getti di colore puro sulla tela. In Pia Camporese segni forti, graffiati e incisi con colori blu, rossi o neri, in grado di coinvolgere chi li osserva in una profonda riflessione. Le unisce il bisogno di libertà espressiva, la continua ricerca e sperimentazione artistica, un inconscio ribelle che fa affiorare profondità altrimenti celate. In mostra opere realizzate con acrilico su tela, tecnica mista, materiale vario di riciclo, sculture in gesso o terracotta.

3 ottobre 2015

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