Il progetto di Giuliano Mauri

Land art lombarda, dopo la passerella di Christo una “cattedrale vegetale” a Lodi

Il parere e il beneplacito di Vittorio Sgarbi: "Un'opera che avvicina l'uomo alla mano di Dio"

MILANO – La Land art conquista la Lombardia. Dopo la passerella di Christo, questa volta lo fa con la “Cattedrale vegetale”, l’ultimo progetto dell’artista lodigiano Giuliano Mauri, scomparso nel 2009. A Lodi lo sulle rive dell’Adda lo “scheletro” dell’opera è già visibile ma prima di ottobre non sarà possibile ammirarla. La complessa opera doveva essere pronta per Expo ma a causa di alcuni problemi logistici – il terreno da bonificare – il debutto è stato rimandato.

 

LA STRUTTURA – Una struttura interamente costruita in materiale vegetale locale, realizzata su un dosso isolato lungo la salita per il Pizzo Arera e circondata da una cortina naturale di alberi. La cattedrale è stata costruita secondo l’antica arte dell’intreccio, che prevede l’uso di legno flessibile, picchetti, chiodi e corde. Tutti materiali utilizzati secondo le libere e articolate manipolazioni creative dei tempi passati, nel rispetto del ciclo naturale e econaturale di nascita, rigoglio e marcescenza. “Mi piaceva immaginare di pormi in relazione con la vicenda naturale, senza recare offesa, senza cercare di prevaricarne il corso” aveva commentato così in  proposito  Giuliano Mori, che è stato il più importante esponente italiano della land art.

LA CATTEDRALE – E’ il simbolo del progetto Monte Arera, un progetto voluto dal Parco delle Orobie Bergamasche, dai Comuni di Oltre il colle, Roncobello e Ardesio. Il progetto si propone di rilanciare e di valorizzare la ricchezza e l’unicità delle specie vegetali alpine che crescono nel Parco e sui crinali delle Orobie Bergamasche. Il critico Vittorio Sgarbi nel frattempo ha dato il suo beneplacito “La passerella è stata un luna park, la Cattedrale è invece un progetto razionale con solide radici, un omaggio dell’uomo a Dio”. Le critiche per adesso riguardano solo i costi: 355mila euro. Soldi che però saranno pagati dalla Regione Lombardia e da sponsor privati

 

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