Le tavole naturalistiche in mostra a Firenze

Jacopo Ligozzi, il pittore naturalistico in mostra a Palazzo Pitti

Pittore, illustratore e fornitore di tavole decorative, Jacopo Ligozzi finalmente riceve tutto il riconoscimento che merita, attraverso la prima mostra monografica mai realizzata in Italia...

Alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze la prima mostra monografica del pittore Jacopo Ligozzi, universalmente conosciuto per le sue bellissime tavole naturalistiche

MILANO – Pittore, illustratore e fornitore di tavole decorative, Jacopo Ligozzi finalmente riceve tutto il riconoscimento che merita, attraverso la prima mostra monografica mai realizzata in Italia, che ne illustra in modo organico la poliedrica attività di pittore all’interno del panorama rinascimentale fiorentino. L’esposizione, in programma fino al 28 settembre 2014, è ospitata presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti e fa parte di Firenze 2014 – Un anno ad Arte.

LA MOSTRA – La mostra raccoglie un numeroso corpus di opere, circa 100, provenienti dal Metropolitan Museum di New York, dal British Museum di Londra, dall’Albertina di Vienna oltre che dal Musée du Louvre e dalla collezione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi  ed è divisa in due principali sezioni tematiche.
La prima sezione è dedicata ai primi tempi di attività presso la corte medicea, dalla quale Jacopo si fece apprezzare fin dal suo arrivo disegnando naturalia e illustrazioni legate al tema delle “allegorie morali” che Jacopo affrontò in molte occasioni, e che costituiscono uno dei punti di maggiore interesse e di approfondimento della sua produzione. Come una preziosa Wunderkammer per immagini, la mostra racchiude una vasta selezione di curiosità naturali dell’epoca, i naturalia appunto, illustrazioni di volatili, pesci e specie botaniche, caratterizzate da vistose colorazioni e dalla cura maniacale dei particolari. La sezione contiene anche una parte dedicata ai ritratti femminili e alle decorazioni per ricamo. La seconda sezione della mostra prende invece in esame la produzione religiosa (pale d’altare soprattutto), alla quale il pittore si dedicò fin dagli anni del servizio presso la corte medicea e che intensificò sempre più, dopo la sua caduta in disgrazia, negli anni Novanta.

Il naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi definì Jacopo Ligozzi ‘un altro Apelle’ per la sua straordinaria capacità di ritrarre piante e animali, «a’ quali non mancha se non il spirito». La formula retorica adottata da Aldrovandi per esprimere la verosimiglianza delle immagini naturalistiche ligozziane affonda le radici in un’ampia tradizione classica a cui l’artista aggiunge il proprio genio.

ACCENNI BIOGRAFICI – Jacopo Ligozzi nasce a Verona nel 1549 circa da una famiglia di ricamatori d’origine milanese, figlio del pittore Giovanni Ermanno, Ligozzi svolse una iniziale attività a Trento, Verona e Venezia, spostandosi poi a Firenze dove nel 1575 è documentata la sua presenza presso la corte granducale di Francesco I e dove rimase stabilmente fino alla morte, nel 1627, impiantandovi una solida bottega. Fu infatti il Granduca di Toscana Francesco I, appassionato studioso di scienze e d’alchimia che dopo essersi fatto costruire il Palazzo degli Uffizi, chiamò Jacopo a Firenze come pittore di animali, fossero essi pesci, insetti, uccelli.

29 maggio 2014

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