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Intervista a Eugenio Re Rebaudengo. Il futuro del mercato dell’arte

Ha lanciato ARTUNER con una selezione di opere di Luigi Ghirri, considerato oggi tra i maggiori e influenti fotografi italiani. È stato subito un successo, rimbalzato direttamente dalla stampa londinese...

Giovane, intraprendente, gira il mondo con sua madre Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, fondatrice dell’omonima fondazione torinese che il prossimo anno celebra 20 anni di attività. Eugenio Re Rebaudengo ha scelto di trasferirsi a Londra quattro anni fa per studiare management e fondare l’originale piattaforma online ARTUNER. Parole chiave: esclusività, qualità, disponibilità. Un team di giovanissimi, a soli 26 anni Eugenio è il più “vecchio” del gruppo

LONDRA- Ha lanciato ARTUNER con una selezione di opere di Luigi Ghirri, considerato oggi tra i maggiori e influenti fotografi italiani. È stato subito un successo, rimbalzato direttamente dalla stampa londinese del calibro del Financial Times. Si tratta di una nuova piattaforma online di vendita di opere d’arte contemporanea supportata da articoli, approfondimenti. Dal virtuale, ARTUNER sta prendendo sempre più piede nel reale. In vista, mostre pop-up in concomitanza con fiere d’arte come Frieze a Londra e Artissima a Torino.

Sei stato circondato da opere e dal mondo dell’arte fin da bambino. Mi racconti qualche aneddoto? Cosa ti ha spinto ora a creare ARTUNER?

Crescere in una famiglia di collezionisti è stato un privilegio che mi ha fortemente influenzato. Mia madre ha iniziato a collezionare arte contemporanea quando avevo 4 anni e sono cresciuto avendo a cena artisti, curatori e collezionisti. Negli ultimi 4,5 anni, soprattutto da quando mi sono trasferito a Londra, mi sono poi davvero dedicato all’arte contemporanea a tempo pieno. Un paio di anni fa durante il mio master in economia alla LSE (The London School of Economics and Political Science ndr) è nata l’idea che si sarebbe trasformata in ARTUNER. Dovevamo sviluppare una start-up e ho proposto di creare una piattaforma web che potesse avvicinare al mondo del collezionismo un pubblico sempre più vasto e internazionale.

In poche battute: pro e contro di essere figlio d’arte nel mondo dell’arte.

Sicuramente è stato un vantaggio per me. Ho assimilato tantissime conoscenze sugli artisti e sulle loro opere. E ovviamente anche a livello di network ho avuto la possibilità negli anni d’instaurare rapporti di amicizia con artisti, curatori e collezionisti. D’altra parte questo comporta grandi responsabilità che mi spingono a selezionare con molta cura tutti i progetti nei quali sono coinvolto.

Qual è la definizione più appropriata per ARTUNER? Una galleria d’arte digitale, una piattaforma per collezionisti, un luogo d’approfondimento?

ARTUNER coniuga tutti questi aspetti. È una piattaforma che permette innanzitutto la visualizzazione di una selezione di opere d’arte di qualità e la loro vendita diretta e sicura. Inoltre fornisce al possibile collezionista una serie di articoli di approfondimento curati da esperti del settore. Ma la cosa fondamentale è la capacita di proporre in esclusiva opere realizzate per le nostre presentazioni da importanti artisti internazionali. Al di là dell’aspetto commerciale, mi sembra che vi sia anche un’attenzione verso la parte editoriale. Come dicevo è fondamentale per ARTUNER che il pubblico in generale possa acquisire un livello di conoscenza tale da sapere con precisione cosa vorrebbe collezionare. Il nostro intento primario è quello di offrire al collezionista gli strumenti adeguati per poter garantire anche ai meno esperti un acquisto sicuro e consapevole.

La tua mission è quella che ARTUNER diventi un punto di riferimento per le nuove tendenze dell’arte contemporanea?

Senza dubbio vogliamo essere un punto di riferimento per chi è interessato a collezionare arte contemporanea, soprattutto con un focus sui giovani artisti internazionali. Passo le mie giornate a visitare studi di artista in tutto il mondo e gli artisti più promettenti li portiamo online su ARTUNER per i nostri collezionisti.

Pensi di allargare il campo in futuro all’antico e al moderno?

Per ora siamo specializzati prettamente nell’arte contemporanea e credo sia importante specializzarsi in una nicchia in modo da poter essere estremamente competenti nel mostro campo. Il mio background e la mia passione per gli artisti emergenti mi hanno fatto propendere per un focus particolare per l’arte contemporanea più giovane. Detto questo, non è esclusa la possibilità di sviluppare progetti che includano un dialogo con artisti storici. 

Le opere sul sito sono in vendita. Ormai molti collezionisti comprano alle aste a distanza, ma si tratta per lo più di opere conosciute, catalogate. Hai incontrato qualche reticenza da parte dei collezionisti nell’acquistare online le opere che presentate?

Al momento non abbiamo mai riscontrato problemi. Questo perché ci rendiamo sempre molto disponibili a soddisfare ogni esigenza del possibile acquirente, per esempio anche nel caso volesse visionare fisicamente l’opera diamo ogni riferimento e informazione necessaria per poterlo fare. Stiamo iniziando inoltre a sviluppare pop-up fisici, che ci permettono di organizzare mostre e collaborazioni in relazione a eventi specifici del mondo dell’arte.

Qual è il vostro acquirente ideale e quale quello reale?

Per adesso le persone che si rivolgono a noi sono da una parte collezionisti esperti che conoscono la qualità di quello che proponiamo; dall’altra anche aspiranti collezionisti che stanno muovendo i primi passi in questo mondo e che nutrono in noi una fiducia tale da affidarsi ai nostri servizi. Il nostro acquirente ideale è un collezionista interessato a tutto il nostro programma e che crede a quello che proponiamo anche offrendo, perché no, spunti e suggerimenti. Stiamo facendo il possibile per rendere questo “ideale” reale.

Hai deciso di lanciare il sito con un focus su Luigi Ghirri di cui si sta riscoprendo il lavoro.

In Italia l’incredibile lavoro di Luigi Ghirri ha raggiunto fama e notorietà soltanto dopo la sua morte. Oggi è considerato uno dei più grandi fotografi degli ultimi decenni anche a livello internazionale. La scelta di lanciare la piattaforma con un’accurata selezione dei suoi lavori si è rivelata vincente, vista la garanzia di qualità che questo nome comporta nel settore.
Come selezioni i curatori/critici che introducono le opere e organizzano le mostre temporanee sul sito? Innanzitutto la scelta parte dal rapporto di stima che nutro personalmente per le attività da loro svolte in passato. Anche se stiamo iniziando a curare internamente le nostre mostre, continuiamo sempre a collaborare con importanti curatori esperti e affermati. D’altra parte, se ci stiamo dedicando a un particolare progetto, cerchiamo di individuare esperti anche puntando su giovani curatori.

Hai scelto di avere gli headquarters a Londra. Una scelta strategica? La stampa inglese ha accolto con favore la tua iniziativa.

Vivo a Londra da ormai quattro anni, da quando mi sono trasferito qui per il mio Master in Management. Ho deciso di rimanere perché sempre più mi rendo conto dell’incredibile offerta culturale che questa città propone e delle opportunità per far crescere la mia attività. In Europa poi è sicuramente la città più dinamica nel campo dell’arte contemporanea.

Un team fatto di giovani….

La mia squadra è composta da giovani provenienti da svariate parti del mondo. A 26 anni sono il più vecchio del team. Freschezza e internazionalità sono dal mio punto di vista due presupposti chiave per il successo di un’attività come ARTUNER.
D’altra parte però ci affianchiamo ad una serie di collaboratori esterni di grande esperienza.

Quali sono le tue prossime tappe nel tour dell’arte? Provo a indovinare: Expo Chicago, Vienna Art Week, Frieze, Artissima, Art Basel Miami … Mi puoi anticipare il programma?

ARTUNER è un progetto in continua evoluzione. Nell’ultimo periodo stiamo organizzando mostre in spazi fisici che completano l’aspetto online. Durante Frieze presenteremo un’esposizione di Gabriele De Santis, uno dei più promettenti giovani artisti italiani, all’Istituto di Cultura Italiano, nel cuore di Londra, a Belgrave Square. Inoltre, sono particolarmente entusiasta per la nostra mostra in concomitanza con Artissima a Torino a inizio Novembre; presenteremo una mostra che unisce i lavori di tre artisti – Sebastian Lloyd Rees, Max Ruf e Adriano Costa – in uno spazio industriale in prossimità della fiera. Subito dopo, in collaborazione con Bloomberg New Contemporaries, una delle più importanti organizzazioni inglesi che lavora a sostegno dei giovani artisti emergenti, ARTUNER lancerà a breve una mostra virtuale che presenterà una selezione di opere dei partecipanti al programma negli anni passati. La mostra sarà curata dal direttore stesso della BNC, Kirsty Ogg. Oltre a continuare i nostri progetti digitali, in primavera abbiamo in programma altre grosse collaborazioni internazionali a Berlino e Parigi.

Daniele Perra

19 settembre 2014


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