Performance per la pace

Il “Terzo Paradiso” a Sarajevo per lanciare un messaggio di pace attraverso la cultura

La performace è stata curata da Manuela Gandini, una delle ambasciatrici del Terzo Paradiso, un’opera concettuale scelta per lanciare un messaggio di pace e fratellanza
Il “Terzo Paradiso” a Sarajevo per lanciare un messaggio di pace attraverso la cultura

MILANO – Quasi 500 studenti, provenienti da diverse città della Bosnia Erzegovina, riuniti all’interno della più grande piazza di Sarajevo, Skenderija, per ricreare il “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto. La performace, durata circa un quarto d’ora , è stata curata da Manuela Gandini, una delle ambasciatrici del Terzo Paradiso, un’opera concettuale scelta per lanciare un messaggio di pace e di fratellanza, da divulgare in tutto il mondo, in una terra spesso martoriata da guerre, violenze e da scontri etnici.

RESISTERE ATTRAVERSO LA CULTURA – Manuela Gandini conosce bene Sarajevo, ci è stata a metà degli anni 90, durante la guerra, lavorando con diversi artisti locali che resistevano alla guerra ed alla violenza attraverso l’arte e la cultura. “Persone che in una condizione così estrema decidono di resistere e reagire alla violenza attraverso le “armi” della cultura, e quindi del dialogo, sono degli esempi di coraggio e di avanguardia rispetto a ciò che di solito avviene in questi casi”.

SIMBOLO DI RINASCITA – Manuela fa parte di un gruppo di oltre 1200 ambasciatori che portano il “Terzo Paradiso” simbolo di rinascita nelle scuole, nelle piazze, nel mondo, ovunque si ritiene sia importante propagarlo. “Visto una situazione di depressione paradossalmente più pesante rispetto a quella che c’era durante la guerra ed il dopoguerra, ho pensato di portare il Terzo Paradiso qui a Sarajevo. Ne ho parlato con diverse persone, in particolare con i rappresentanti dell’ambasciata italiana a Sarajevo e con lo stesso Michelangelo Pistoletto. Ho scelto Sarajevo perché realizzare il Terzo Paradiso qui ritenevo avesse un senso più profondo che farlo in altre parti. A Sarajevo c’è un amore particolare per l’arte italiana. L’ambasciatore, Nicola Minasi, in carica dallo scorso dicembre, ha deciso di sposare da subito il progetto, programmandolo per il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica Italiana”.

IL TERZO PARADISO – La performance artistica ha coinvolto 500 studenti dalle scuole elementari alle università, provenienti da diverse città della Bosnia Erzegovina, che si sono incontrati all’interno della più grande piazza di Sarajevo, Skenderija, costruita in occasione dei giochi olimpici. La performance è durata circa un quarto d’ora, con i ragazzi che non si sono soltanto disposti in ordine per ricreare l’opera, ma ciascuno di loro ha fatto proprio questo messaggio di incontro e fratellanza. “Essi sono i figli della guerra – afferma la Gandini – in quanto non tutti l’hanno vissuta direttamente,  e si sono incontrati tutti in un luogo, per un incontro che a volte non avviene all’interno delle città dove abitano a causa dei programmi diversi che si seguono all’interno dello stesso istituto, a causa della volontà di continuare a tenere divise le diverse etnie”. La performance è iniziata con tutti seduti a terra in silenzio e con la canzone Imagine di John Lennon che è partita in sottofondo. “Ho detto ai ragazzi di non fare nulla, soltanto di connettersi con il cielo, con il sole, con la terra, con le persone che avevano intorno a loro e liberare completamente la mente. Tutti quanti hanno partecipato rispettosi di quello che stavano facendo. Ho sentito la realizzazione di un grande desiderio, quello di trasmettere un grande messaggio di pace attraverso la cultura.

MESSAGGIO DI PACE E SPERANZA – Finita la canzone di John Lennon, è partita la canzone di un noto rapper locale ed abbiamo invitato tutti i  ragazzi a ballare. “E’ stata l’opera delle persone, con i loro visi che non hanno nulla a che fare con la guerra e la violenza. E’ stato uno spettacolo immenso, un momento impagabile che ha coinvolto tutti. Per 9 volte tutti insieme correvamo al centro del cerchio e tornavamo indietro. Alla fine, ho chiesto loro di prendersi tutti per mano ed abbracciarsi per un minuto. Quindi ho detto “giratevi tutti, e portate all’esterno tutta l’energia che avete preso da questa performance”. Tutti hanno portato all’esterno, quello che era accaduto in quei minuti tutti insieme. In una terra dove per ben due volte era iniziata la guerra, stavolta è partito un messaggio di pace e di speranza, da divulgare in tutto il mondo.

L’OPERA – Il Terzo Paradiso è un’opera concettuale ideata da Michelangelo Pistoletto, rappresentante il simbolo dell’infinito rielaborato con l’aggiunta di un grande cerchio centrale. L’opera è un simbolo di riconciliazione fra gli opposti, rappresentati dai due cerchi esterni: il primo paradiso, quello nel quale l’uomo non è neppure una molecola, ed il secondo paradiso, nel quale l’uomo è in armonia con la tecnologia. “Senza trovare una terza via – specifica Manuela Gandini – ovvero il cerchio centrale di dialogo e di unione, non è possibile continuare. Un messaggio che abbiamo voluto riportare a Sarajevo: l’idea che due parti in conflitto, sia a livello individuale sia collettivo, devono sempre trovare una via d’uscita attraverso il dialogo e la reciproca conoscenza “. E’ quello che, aggiungiamo noi, speriamo avvenga il prima possibile nel mondo.

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Photocredits: Velija Hasanbegovic

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