Mostre da non perdersi

“I colori della vita”, oltre 80 capolavori di Van Gogh in mostra a Padova

Dai musei di tutto il mondo arrivano a Padova oltre 80 capolavori di Van Gogh, fra cui il celebre autoritratto
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Dal 10 Ottobre 2020 all’11 Aprile 2021 approda a Padova, al Centro Altinate San Gaetano, una grande mostra dedicata a Van Gogh, dal titolo “I colori della vita“, a cura di Marco Goldin. 

Van Gogh. I colori della vita“, intende ripercorrere l’intero cammino della sua attività, concentrandosi sui principali punti di snodo di quel cammino. I luoghi che lo hanno visto diventare il pittore che tutti conosciamo, grazie proprio a quei luoghi medesimi, al fascino che hanno esercitato su di lui, alla loro storia che si è incisa nella sua storia. Verrà precisamente analizzato il rapporto tra l’esterno della natura, e talvolta delle città, e l’interno dell’uomo e del pittore. Per comprendere il motivo per cui sia stata così rapida l’evoluzione dell’artista e perché sia stata necessitata e indotta dall’aver vissuto in determinati posti, prima in Belgio e Olanda e poi in Francia.

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Vincent van Gogh, Il seminatore, 1888. Otterlo, Kröller-Müller Museum

La mostra è curata da Marco Goldin che, a partire dal 2002, ha contribuito in modo determinante ad approfondire in Italia la figura e l’opera di Vincent van Gogh. Principalmente con diverse, ampie esposizioni ma anche con alcuni spettacoli teatrali dedicati alla vita e al lavoro dell’artista olandese. Sempre grazie a una ramificata collaborazione con i musei di tutto il mondo, tale da consentire di far giungere in Italia molte tra le opere significative di Van Gogh.

Chi sono i protagonisti delle opere in mostra

I quadri, e anche i disegni, rappresenteranno proprio questo percorso, in una sorta di itinerario che terrà insieme l’esigenza del vedere fisico e quella dello sprofondamento interiore. Il Brabante sarà quindi il luogo di elezione di tutta la prima fase della mostra, con specifica attenzione sì ai paesaggi ma molto anche alle figure che hanno caratterizzato questa parte inaugurale della vita artistica: dunque i contadini e i tessitori a Nuenen, ma prima ancora i contadini a Etten e nei dintorni dell’Aia, gli anziani nell’ospizio dell’Aia, le figure famigliari. Assieme all’affermarsi di una natura che poco per volta, e in anticipo su quanto avverrà in Provenza, comincia ad assumere un ruolo determinante nel farci riconoscere l’immagine del pittore in quella stessa natura.

Vincent van Gogh, Il buon Samaritano (da Delacroix), 1890. Otterlo, Kröller-Müller Museum

Il paesaggio e i ritratti

Così la seconda parte dell’esposizione, da Parigi a Auvers-sur-Oise, avrà al suo centro il paesaggio, quell’afflato misterioso che ha fatto diventare l’aria, la luce e soprattutto il colore il segno dell’uomo Van Gogh sulla terra. Il segno che si è incarnato negli autoritratti e che troviamo soprattutto nel più celebre autoritratto di Van Gogh, quello con il cappello di feltro, prestito eccezionale del Van Gogh Museum, quale segno di riconoscimento nei confronti del lavoro che Linea d’ombra ha svolto sul pittore in tanti anni.

Vincent van Gogh, Ritratto di Joseph-Michel Ginoux, 1888. Otterlo, Kröller-Müller Museum

Così come dovrà trovare testimonianza nelle figure che hanno accompagnato la vita di Van Gogh, dai Roulin ai Ginoux. In questo modo Arles si intreccerà con loro, così come Saint-Rémy e Auvers saranno principalmente natura. L’ambizione della mostra – forte di un centinaio di opere tra dipinti e disegni e che si fa grazie alla decisiva collaborazione del Van Gogh Museum e del Kröller- Müller Museum oltre che di molti altri musei nel mondo, sia americani sia europei – sarà quella di accompagnare il visitatore a incontrare Vincent a ogni svolta della sua strada, senza escluderne alcuna.

Vincent van Gogh, Paesaggio con covoni e luna nascente, 1889. Otterlo, Kröller-Müller Museum

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