Gustav Klimt, il fascino dell’eros moderno in mostra a Milano

E’ stata inaugurata ieri la mostra dedicata a Klimt, intitolata “Klimt. Alle origini di un mito”, che sarà in esposizione al grande pubblico a Palazzo Reale da oggi fino al 13 luglio...

Apre oggi la mostra ”Klimt. Alle origini di un mito”,  in mostra fino al 13 luglio presso Palazzo Reale a Milano

MILANO – E’ stata inaugurata ieri la mostra dedicata a Klimt, intitolata “Klimt. Alle origini di un mito”, che sarà in esposizione al grande pubblico a Palazzo Reale da oggi fino al 13 luglio.  La mostra si propone di indagare i rapporti familiari e affettivi di Klimt, esplorando gli inizi della sua carriera alla Scuola di Arti Applicate di Vienna e la sua grande passione per il teatro e la musica attraverso l’esposizione di opere provenienti anche da altri importanti musei, tra cui diversi capolavori come ‘Adamo ed Eva’, ‘Salomè’, ‘Girasole’ e ‘Acqua in movimento’.

INAUGURAZIONE  – Con la mostra dedicata a Klimt si apre ufficialmente “La Primavera di Milano”, il primo dei tre palinsesti che conducono all’Expo 2015. La conferenza stampa di ieri è stata introdotta dal direttore del Palazzo Reale di Milano, Domenico Piraina, sono intervenuti l’Assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno; il presidente del Gruppo 24 ORE, Benito Benedini; Iole Siena, presidente Arthemisia Group; Alfred Weidinger, curatore della mostra e Vicedirettore del Museo Belvedere di Vienna e Eva Di Stefano, storica d’arte e collaboratrice della mostra per l’Italia.

MILANO, CAPITALE D’ARTE – Questa collaborazione, ha spiegato Filippo del Corno, conferma il ruolo che la città di Milano e Palazzo Reale hanno nel circuito di dialogo con le capitali dell’arte europee, come Vienna. Particolare importanza sarà data al mondo della scuola, sono previste visite guidate e percorsi didattici volti a favorire un approccio più consapevole dei giovani con il mondo della storia dell’arte. Sarà presentato per la prima volta l’opera “La Famiglia”, ricevuta dal Museo Belvedere di Vienna tramite una donazione privata, che non è mai stata esposta fuori da Vienna, considerata un regalo speciale per l’Italia.

LEGAME TRA KLIMT E L’ITALIA – Sono più di un milione gli italiani che ogni anno visitano il Museo Belvedere di Vienna per ammirare, in particolar modo, le opere di Klimt. Alfred Weidinger, curatore della mostra e Vicedirettore del Museo Belvedere di Vienna, durante la presentazione ha sottolineato il forte legame e l’influenza che ha avuto l’arte italiana nelle opere del grande artista.  Ci racconta, il Vicedirettore, che Klimt fece molti viaggi a Firenze e a Venezia, ed è proprio nella città lagunare che una mattina, entrando a San Marco e ammirando la spettacolare piazza decorata d’oro in mezzo alla foschia che lui ebbe l’ispirazione che poi determinò il suo periodo più famoso, definito “aureo”, suggellando così un legame indissolubile con l’Italia, decisamente ricambiato.

IL MITO DI KLIMT – La capacità di Klimt di volare verso un’epoca nuova, ma senza perdere la memoria fiorita del passato è uno dei motivi che hanno reso Klimt un mito oggi, ci spiega Eva Di Stefano. Questo perfetto connubio tra classico e moderno hanno reso il suo stile inconfondibile soprattutto al nostro sguardo contemporaneo che è abituato a vedere la realtà frammentata e riconosce nell’arte di Klimt questa capacità estremamente moderna di unire stili e caratteri diversi che gli conferiscono un’ecletticità unica. Continua l’esperta sottolineando poi la forza dei suoi temi quali l’eros e l’erotismo che culminano nella forza salvifica dell’abbraccio rappresentato nella famosissima opera “Il Bacio”.

LA MOSTRA  – Venti gli oli di Gustav Klimt che il pubblico potrà ammirare dal 12 marzo al 13 luglio 2014 a Palazzo Reale. Una raccolta straordinaria se si pensa che sono 100 al mondo i dipinti e gli affreschi del maestro di cui si ha notizia e che il Museo Belvedere, in occasione del 150° anniversario della nascita di Klimt, ha esposto un totale di 40 oli nella grande mostra del 2012 che dava conto della formazione, dello sviluppo e dell’apice della carriera artistica del genio austriaco. La riproduzione dell’originale del “Fregio di Beethoven” – esposto nel 1902 a Vienna all’interno del Palazzo della Secessione costruito nel 1897 – occuperà un’intera sala in mostra e “immergerà” il visitatore nell’opera d’arte totale, massima aspirazione degli artisti della Secessione Viennese, sulle note della Nona sinfonia di Beethoven.

PERCORSO ESPOSITIVO – Tutto il percorso espositivo si avvarrà di un allestimento che integra tematiche e opere nel contesto di arte totale proprio della movimento. La mostra si apre con il contesto famigliare: accanto a opere dei fratelli Ernst e Georg, sono esposti anche ritratti giovanili fatti da Gustav a membri della sua famiglia, nonché fotografie originali provenienti dal lascito dell’artista. La seconda parte della mostra è dedicata all’apprendistato dei fratelli Klimt alla Scuola d’Arte Viennese, nell’ambito della quale fondarono, insieme a Franz Matsch, la cosiddetta Künstler‐Compagnie (Compagnia degli Artisti): le opere presenti illustrano pertanto la formazione di Klimt pittore storicista e il suo rapporto con l’arte di Hans Makart. Ampio spazio sarà riservato all’epoca della Künstler‐Compagnie, fino alla morte di Ernst Klimt nel 1891. Grazie soprattutto a bozzetti di grandi dipinti decorativi per teatri e musei, si potrà capire perché i tre artisti s’imposero quali successori di Hans Makart, allontanandosi tuttavia dal suo stile neo‐barocco.

LA SECESSIONE VIENNESE – La crisi klimtiana dopo lo scioglimento della Künstler‐Compagnie è contestualizzata nella crisi dell’arte viennese stessa, che sfocerà nella fondazione della Secessione. Qui una scelta di opere della prima fase della Secessione diventa dunque testimonianza del rifiuto definitivo della tradizione storicistica e del successivo passaggio all’avanguardia internazionale. Due sale saranno dedicate al ritratto e al paesaggio, generi prediletti da Klimt dalla fondazione della Secessione.

IL RAPPORTO CON LE DONNE – Tre importanti ritratti femminili ‐ Signora davanti al caminetto e i due Ritratto femminile ‐ eseguiti da Gustav Klimt tra il 1894 e il 1898, approfondiscono il primo tema, illustrando, al tempo stesso, il particolare rapporto dell’artista col genere femminile. In esposizione anche alcune lettere d’amore scritte a Emilie Flöge, scoperte in tempi recenti, che gettano luce sull’intimità della sua vita amorosa. Altri due dipinti, Fuochi fatui e La famiglia, illustreranno la pittura simbolista di Klimt, sezione che conclude l’esposizione.

12 marzo 2014

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