Il graffito di Jorit dedicato al migrante con la pagella in tasca

Nei pressi di Napoli il writer Jorit ha realizzato un enorme murale raffigurante il giovane migrante che morì in mare con la pagella cucita in tasca
L'ultimo graffito di Jorit rappresenta il migrante con la pagella in tasca

MILANO – A Napoli capita di imbattersi nei grandiosi e giganteschi graffiti di Agoch Jorit, il writer attivo principalmente in questa città, la quale gli deve per esempio il murale rappresentante San Gennaro a Forcella. L’ultima creazione dell’artista si trova a Palma Campania: è dedicato a quel bambino che migrando verso l’Italia morì annegato nelle acque del Mediterraneo; cucita in tasca portava la pagella scolastica.

 È al giovane migrante con la pagella cucita in tasca che è dedicato il bellissimo e toccante murale realizzato dal writer Jorit a Napoli. Sulla facciata di un palazzo di quattro piani a Palma Campania, esattamente tra Via Giacomo D’Antonio e Via Circonvallazione, emerge il murale, commissionato dal sindaco del comune Aniello Donnarumma, anche se il tema è stato scelto dall’artista. Il graffito è diviso in due parti: mentre nella parte inferiore c’è il bimbo con un’espressione malinconica e la pagella; nella parte inferiore, invece, è ritratto Thomas Sankara, il primo presidente del Burkina Faso, soprannominato anche “il Che Guevara africano”, in quanto ribadiva l’importanza delle radici e dell’uguaglianza e dell’umanità. Proprio per questo le due figure convivono nella stessa opera: il bambino di 14 anni che scappava dal Mali alla ricerca di un futuro migliore con la pagella cucita nella tasca dialoga con Sankara in un comune con una forte presenza di immigrati.
Jorit ha dato un nome al bambino, Kukaa, che “in lingua swahili significa restare – dice lo stesso Jorit in un’intervista a Repubblica – per rivendicare il diritto di tutti a restare nella propria terra senza essere sfruttati da altri popoli, il diritto di contribuire allo sviluppo del proprio Paese senza essere schiavi. Sono stato spesso in Africa, per loro è un dramma lasciare affetti e famiglie, vorrebbero restare nel proprio Paese per creare condizioni di vita migliori.”

 

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Gennaro Facciamo Santo il popolo che martire lo e’ da secoli

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Niccolo’ Diego

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