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Giornate Fai di primavera

Giornate del FAI, 5 luoghi da visitare in Lombardia

Il 15 e il 16 maggio tornano le giornate Fai di primavera. Ben 300 luoghi in tutta Italia apriranno le porte ai visitatori. Ecco cosa vedere in Lombardia

Questo weekend tornano, dopo la cancellazione lo scorso anno a causa del Covid, le Giornate FAI di Primavera. Evento promosso dal Fondo Ambiente Italiano per celebrare e sostenere il patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese. Ben 300 luoghi in tutta Italia apriranno le porte ai visitatori. Quest’anno il contributo richiesto ai visitatori dei luoghi del FAI è di un minimo di 3 euro. In questo articolo vi proponiamo 5 luoghi da visitare in Lombardia il 15 e il 16 maggio.

Il Fai

Nato dall’idea di quattro amici – Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli che decisero nel 1975 di fondare il Fondo Ambiente Italiano, sul modello del National Trust inglese, seguendo il consiglio di Elena Croce. Avevano in mente un unico scopo: quello di far conoscere e proteggere le straordinarie bellezze di cui l’Italia è ricca, i monumenti, i paesaggi, le opere d’arte, i siti archeologici. Oggi sono 64 i Beni salvati dal FAI, visitati nel 2018 da 850.000 persone; oltre 7.500 i nostri volontari in tutte le regioni d’Italia; 27 le edizioni delle Giornate FAI di Primavera che hanno dato modo a oltre 11 milioni di persone di scoprire luoghi normalmente chiusi al pubblico.

Giornate FAI, 5 luoghi da visitare in Lombardia

Villa Necchi Campiglio

Appartata nel cuore di un signorile e tranquillo quartiere del centro milanese, Villa Necchi Campiglio venne progettata nei primi anni ’30 dall’architetto Piero Portaluppi su incarico delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gina. L’edificio, inserito in un incantevole giardino corredato da campo da tennis ed è scandito da ampi volumi lineari; mentre il piano terra fungeva da prestigiosa zona di rappresentanza, con il magnifico spazio verandato sul verde, quello superiore era adibito a zona notte. Dal novembre 2017 la villa si è arricchita della Collezione Guido Sforni, 21 opere su carta di grandi artisti del Novecento. Dal 2001 la dimora è stata affidata al Fai dalle sorelle Necchi.

Villa Mirabello

La Maggiolina è una zona residenziale di Milano appartenente al Municipio 2. Deve il proprio nome ad un’antica cascina, oggi scomparsa, collocata lungo il Seveso. Villa Mirabello, una villa-cascina suburbana risalente al Quattrocento. La dimora, allora cascina, fu acquistata dalla famiglia Mirabello nel XV secolo e nel 1445 entrò in possesso di Pigello Portinari, un nobile fiorentino che vi fece costruire un complesso a metà tra un casino di caccia e una villa di delizia. Dal 1920 è sede della Casa di lavoro e patronato per i ciechi di guerra di Lombardia, che nel maggio 2011 si è trasformata nella Fondazione VILLA MIRABELLO Onlus.

Palazzo Luzzago Cantoni

Palazzo Cantoni Marca già Luzzago è una dimora privata che sorge nel centro storico di Brescia. Fu edificato da un ramo della casata dei Luzzago che, alla fine del Seicento, venne ad abitare in Breda Bolda, antico nome che aveva l’attuale via Monti, che nel toponimo ricorda la presenza in quest’area, adiacente a quelle che erano le mura cittadine, di campi e aree verdi. Il palazzo, progettato a inizio ‘700, ha subito alcune modifiche nel corso dei secoli. Il progetto originario presentava un corpo di fabbrica che chiudeva il cortile sul lato meridionale, probabilmente adibito ad ambiente di servizio, successivamente demolito. Attualmente l’edificio presenta due corpi di fabbrica con porticati di ordine tuscanico.

Palazzo Rubini

Palazzo Rubini fu la dimora di Giovan Battista Rubini, tenore di fama internazionale nato a Romano di Lombardia nel 1794. Il palazzo sorge nella vecchia Contrada della Rocca, a pochi passi dalla Rocca Viscontea. Un piccolo ma elegante giardino all’italiana ne segnala l’ingresso, arretrato rispetto alla strada (attuale via Comelli Rubini). Trattasi di un edificio a due piani fuori terra, sviluppato attorno a una corte centrale e ampliato a più riprese nei decenni a seguire. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1854, la moglie Adelaide Comelli fonda tre istituti benefici, tra cui il Ginnasio, che avrà sede ai piani superiori dell’edificio per più di un secolo. Nel 1872 il palazzo viene convertito in museo per lascito testamentario della moglie.

 

Villa Fogazzaro Roi

Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi sorge nel piccolo centro storico del borgo di Oria. Il borgo è caratterizzato da un piccolo imbarcadero, un portico che dà accesso al pontile e una pittoresca piazzetta a forma di anfiteatro con due scalinate laterali da cui si può godere la vista del lago. Un’appartata e intima dimora della borghesia ottocentesca; arredi, quadri e oggetti di squisito gusto rievocano, ancora intatti, le atmosfere di Piccolo Mondo Antico, il capolavoro di Antonio Fogazzaro. Per preservare la memoria di Fogazzaro e della sua opera letteraria, Giuseppe Roi, pronipote dello scrittore e ultimo proprietario, nel 2009 ha lasciato con un legato testamentario la Villa al FAI affinché potesse aprirla al pubblico.

Photo Credit: FAI

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