Fondo Nazionale per la Cultura

“Fondo Nazionale per salvare la cultura”, la proposta di Pierluigi Battista

Il giornalista del Corriere della Sera propone un Fondo Nazionale, un piano di salvezza culturale nazionale per proteggere teatri, musei, librerie, siti archeologici, orchestre
"Fondo Nazionale per salvare la cultura", la proposta di Pierluigi Battista

Non solo orgoglio, ma polmone dell’Italia, da salvaguardare attraverso un Fondo Nazionale. E’ questa la cultura del nostro Paese secondo il giornalista Pierluigi Battista, il quale in un articolo sul Corriere della Sera lancia una proposta. Un Fondo Nazionale per la Cultura, o Prestito nazionale per la Cultura, o Cultura Bond. Un piano per salvare il matrimonio culturale italiano.

L’appello di Battista

Il giornalista si rivolge ai risparmiatori italiani affinché contribuiscano “a salvare dal disastro, o addirittura dalla morte, quel patrimonio immenso fatto di teatri di prosa e sale cinematografiche, teatri dell’Opera, musei, gallerie, siti archeologici, auditorium, balletti, orchestre, librerie, biblioteche, Conservatori, scuole d’arte e di fotografia, laboratori artistici e artigianali che oggi coinvolge direttamente ben più di mezzo milione di italiani.”

Il Fondo Nazionale per la cultura

Un’allarme di cui si può prendere atto approfittando di questi giorni in cui si è costretti in casa. Un Fondo Nazionale che si affianchi alle politiche del governo, alle defiscalizzazioni auspicabili, alle misure di assistenza e di finanziamento pubblico che dovranno essere cospicue e generose. Necessarie “se non si vuole assistere alla morte per asfissia della cultura italiana”. Un modo per permettere a tutti coloro che lavorano nella filiera culturale di ricominciare, finita la clausura, grazie a questo Fondo Nazionale.

Cultura polmone del Paese

Secondo Pierluigi Battista “anche la cultura ha bisogno d’aria, perché le sue mille istituzioni, grandi e piccole, centrali o periferiche, pubbliche o private sono il polmone di un Paese”. Un Fondo Nazionale o con cui i risparmiatori, chi vuole investire pur senza grandi prospettive di ritorni immediati, possono partecipare a un piano di salvezza culturale nazionale. Come un prestito, da gestire con gli strumenti che sono propri delle banche e del mondo finanziario. Un Fondo Nazionale “amministrato da un ente che metta insieme pubblico e privato e che proceda con criteri di distribuzione dei fondi da assegnare a ogni singola istituzione culturale”. Tutto all’insegna dell’equità e della trasparenza. Un appello che accogliamo volentieri, per dare ossigeno alla cultura italiana.

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