Arte e cultura

Il Folies Bergère, il teatro della Belle Epoque di Parigi compie 150 anni

Il teatro varietà Folies Bergère di Parigi compie 150 anni, da Manet, Proust, Lautrec e Chaplin ecco i grandi nomi che lo hanno frequentato

MILANO – Frequentato da Marcel ProustManet, Toulouse LautrecRodin, Charlie Chaplin, Stan Laurel (Stanlio di “Stanlio e Ollio“), Fernandel (Don Camillo de “Don Camillo e l’onorevole Peppone“) e il famoso scrittore George Simenon, il Folies Bergère di Parigi, uno dei music-hall più famosi di tutti i tempi, compie oggi 150 anni. Ora avventuriamoci quindi anche noi nelle sale di questo storico teatro di varietà e scopriamo perché affascinò così tanto i nomi dell’arte, della letteratura e dello spettacolo più noti di sempre.

La Parigi dei varietà in stile Belle Époque

L’atmosfera di Parigi è unica: romantica, sognante. Si respirano a pieni polmoni l’arte, la storia e la cultura. La capitale francese, però, è famosa anche per un altra cosa, che spesso passa in secondo piano ma che in realtà ha molto a che vedere con le storie personali degli artisti e con le loro opere: lo spettacolo. Infatti la Ville Lumiere non è solo arte, storia e cultura, ma anche cabaret, varietà, balletti, piume di struzzo e lustrini rigorosamente in stile Belle Époque che, guarda a caso, con la cultura, l’arte e la storia cadono a pennello. E proprio a questo proposito, ecco che oggi compie 150 anni uno dei teatri di varietà più famosi ed importanti al mondo: il Folies Bergère, ancora meta prediletta da turisti che vogliono scoprire un pezzo di vita parigina. Situato in rue Richer al 32, all’interno del IX arrondissement, questo teatro, progettato dal noto architetto Plumeret ed ispirato all’Alhambra Music Hall di Londra, vede la sua inaugurazione esattamente il 2 maggio 1869 con il nome Folies Trevise, dal nome della strada vicina. Da quel momento in poi diventerà un locale famosissimo che tra spettacoli di varietà, operette, canzoni popolari e balletti porterà a sé, come falene attratte dalla luce, artisti e personaggi noti dell’800 e del ‘900.

English: Facade of Folies Bergère; Français: Façade des Folies Bergère; Date: 2011; Source: Folies Bergère; Author: HRNet
Français: Théâtre des Folies Bergère, Paris IXème arrondissement, France. Hall d’entrée.
Date: 22 February 2015, 15:13:40; Source: Own work; Author: Wayne77

Da Manet, a Chaplin, a Proust, gli habitué del Folies 

Ormai è cosa risaputa: gli artisti francesi dell’800 (e non solo) sono attratti dalla vita che pullula e caratterizza i luoghi più vivi, talvolta “spensierati” e festaioli, della città, dai teatri più “impegnati” a quelli di varietà e svago, ai bar, ai locali dove poter ridere, bere, fumare, giocare d’azzardo e prendere ispirazione per quale dipinto, in compagnia con amici, molto spesso colleghi. Ne abbiamo esempi eccezionali in quadri come “Bal au moulin de la Galette” di Pierre Auguste Renoir, oppure “Café-Concert” di Edgar Degas e ancora “Il circo” di Georges Seurat, solo per citarne alcuni; tutti che rappresentano momenti di festa e di svago, chi in raffinate sale da concerto, chi invece in feste più popolane. Ma il Folies Bergère non lascia dubbi: era il luogo perfetto dove trascorre del tempo assistendo a spettacoli di varietà, balletti e show che stuzzicavano la vena artistica di veri e propri habitué del posto come Auguste Rodin, Édouard ManetHenri de Toulouse-Lautrec; Manet gli dedicò l’ultimo quadro che dipinse prima di morire, intitolato “Il bar delle Folies-Bergère“, mentre Toulouse-Lautrec rappresenterà in un numero di volte spropositato la ballerina più famosa del Folies, la bella Loie Fuller, che con le sue danze e i suoi veli seppe letteralmente catturare l’anima del pittore. Ma anche Marcel Proust era un cliente fisso del posto, tanto da inserirlo persino come ambientazione in un capitolo de “Alla ricerca del tempo perduto“. Ma non solo pittori e scrittori, tra cui anche George Simenon, varcarono le porte di questo teatro; ebbene sì passarono proprio sul palco, calcando magistralmente le scene, delle vere e proprie star del cinema come: Charlie Chaplin, Stan Laurel (Stanlio di “Stanlio e Ollio“), Fernandel (Don Camillo de “Don Camillo e l’onorevole Peppone“) come a ribadire che Parigi era, ed è ancora, meta prediletta e auspicata dalle maggiori personalità di tutti i tempi.

Édouard Manet “Il bar delle Folies-Bergère”
Henri de Toulouse-Lautrec “Loie Fuller”

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