Sei qui: Home » Arte » Estate, 5 mostre da non perdere in Italia
Cosa vedere

Estate, 5 mostre da non perdere in Italia

Dopo la grande ripartenza in primavera, l’arte non si ferma di certo con l’arrivo dell’estate, anzi. Ecco 5 mostre da visitare assolutamente

Con l’arrivo dell’estate arrivano anche le vacanze e i viaggi. Quale migliore occasione allora per visitare una città d’arte e una nuova mostra? Con la grande ripartenza primaverile, l’arte sta pian piano riprendendo il ritmo di sempre, pur rispettando i criteri di sicurezza sanitaria. In questo articolo vogliamo proporvi 5 nuove mostre da non perdere assolutamente quest’estate.

Damien Hirst. Archaeology Now – Roma

La prima delle 5 mostre è quella di Damien Hirst. A cura di Anna Coliva e Mario Codognato, la mostra presenta oltre 80 opere dalla serie Treasures from the Wreck of the Unbelievable sono esposte in tutte le sale del museo affiancando i capolavori antichi e comprendono sculture sia monumentali che di piccole dimensioni, realizzate in materiali come bronzo, marmo di Carrara e malachite. Anche i dipinti di Hirst Colour Space, in Italia per la prima volta, sono allestiti all’interno della collezione permanente, mentre la sua scultura colossale, Hydra and Kali, è nello spazio esterno del Giardino Segreto dell’Uccelliera. Le opere di Hirst sono presentate nella Galleria Borghese, un museo con una superba collezione di capolavori della statuaria romana classica.

Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche – Roma

Pensata per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio, l’eccezionale mostra immersiva è dedicata alla riscoperta della pittura antica, sepolta nelle “grotte” delle rovine dimenticate dell’immenso palazzo imperiale di Nerone. Il progetto, curato da Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio, promosso da Parco archeologico del Colosseo e prodotto da Electa, intende narrare l’eccezionale storia della riscoperta della pittura antica sepolta nelle “grotte” dell’originaria Domus Aurea di Nerone. Una storia che comincia intorno al 1480, quando alcuni pittori, tra i primi Pinturicchio, Filippino Lippi e Signorelli, si calano nelle cavità del colle Oppio – definite appunto grotte – per recarsi, a lume di torce, ad ammirare le decorazioni pittoriche di antichi ambienti romani.

 

Mentre la vita ci respira – SoPolpoVit’EreticoLe – Bergamo

la mostra del celebre artista brasiliano Ernesto Neto (Rio De Janeiro, 1964) ospitata nel Palazzo della Ragione di Bergamo. L’esposizione è la prima di un nuovo ciclo triennale curato da Lorenzo Giusti per la suggestiva Sala delle Capriate, sede estiva della GAMeC per il quarto anno consecutivo. Le installazioni multisensoriali di Neto pervadono lo spazio, immergendo il visitatore in ambienti carichi di suggestione, all’interno dei quali i materiali, le essenze e le forme assumono significati molteplici. Tutto, nell’opera di Neto, concorre alla creazione di nuovi universi di senso, concepiti come strumenti per curare le ferite della società contemporanea.

Una infinita bellezza. Il Paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea – Torino

Tra le 5 mostre da proporvi c’è Una infinita bellezza. Il Paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea – ospitata nell’imponente Citroniera Juvarriana della Reggia di Venaria, un tempo ricovero delle piante di agrumi dei Giardini – intende appunto documentare tale attenzione e passione presentando oltre 200 opere tra dipinti, fotografie, video e installazioni. La rassegna nasce grazie ad un accordo tra il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e la Fondazione Torino Musei, in base al quale circa 100 opere della GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino diventano il nucleo centrale di questo evento espositivo dedicato al tema Green. Il percorso è rigorosamente storico-artistico, con un fil rouge cronologico-geografico che intreccia Spazio e Tempo, valorizzando il contesto piemontese.

Il canto della terra. Un Poema fotografico – Todi

Da oltre vent’anni il fotografo svizzero Richard de Tscharner percorre il mondo alla ricerca di terre lontane dalla civiltà umana, in Africa, nelle Americhe, in Asia, trovando anche il tempo di concentrare il suo obiettivo su luoghi difficilmente accessibili nella sua Europa natale, soprattutto nelle Alpi. Talvolta il suo sguardo spazia in larghezza e profondità, talvolta si focalizza sul dettaglio. Nel progetto il “Canto della Terra” l’artista contrappone questi due punti di vista in modo poetico. Richard de Tscharner paragona il suo approccio artistico a quello tipico della musica e per questo avrebbe potuto intitolare la sua mostra “Un Poema Sinfonico”, ispirato da Gustav Mahler.

 

© Riproduzione Riservata