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atto vandalico

Ecologisti lanciano liquido nero su un quadro di Klimt a Vienna

Attivisti ambientalisti hanno spruzzato del liquido nero su un'opera del pittore austriaco Gustav Klimt "Morte e Vita" esposto al Leopold Museum di Vienna.

Altra manifestazione “ecologista” nei confronti di un’opera d’arte: stavolta mira dell’attacco è stato l’opera del pittore austriaco Gustav Klimt “Morte e Vita” esposto al Leopold Museum di Vienna. Attivisti ambientalisti hanno spruzzato del liquido nero su questo capolavoro di Gustav Klimt conservato presso il museo viennese.

L’episodio

“I restauratori stanno lavorando per determinare se il dipinto protetto da un vetro sia stato danneggiato”, ha dichiarato Klaus Pokorny, il portavoce del museo, mentre il gruppo “Letzte Generation” (ultima generazione) ha rivendicato l’azione su Twitter. “La bellezza della vita da un lato, l’attesa della morte dall’altro. È così che Gustav Klimt dipinse ‘Morte e vita’ oltre 100 anni fa. Oggi stiamo scivolando in una catastrofe di proporzioni inimmaginabili perché ci rifiutiamo di riconoscere la minaccia mortale”, hanno detto gli attivisti. Uno di loro si è incollato al quadro. Il gruppo ha fatto sapere che la vernice utilizzata non è tossica ed è facilmente rimovibile. Il dipinto e la cornice non sarebbero stati danneggiati.

I precedenti

Tutto ciò è avvenuto a poco tempo di distanza da altri atti vandalici di “matrice ambientalista”, finora sempre ai danni di un’opera di Vincent Van Gogh. Nel primo caso, furono “I Girasoli” di Vincent Van Gogh ad essere vittima di una protesta ecologista dalle tinte forti, eclatanti. Protagoniste due ragazze che, entrate indisturbate alla National Gallery, si sono piazzate dinanzi all’opera, vi hanno lanciato una zuppa commestibile, per poi incollarsi con le mani al muro. Mentre solo pochi giorni fa un altro quadro del pittore fiammingo,  “Il seminatore” esposto a Palazzo Bonaparte, era stato imbrattato con passato di verdura.

“Morte e Vita” di Gustav Klimt

Morte e vita è un’opera di Klimt, artista di punta dell’importante movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell ‘800 e il primo decennio del ‘900, nato in Francia, che prende il nome di Art Nouveau. L’idea fondante su cui si basa il dipinto è l’allegoria del ciclo vitale. La tela è suddivisa in due parti speculari e in dialogo tra loro, le quali formano un ciclo unico. Nella parte destra, in cui prevalgono colori vivaci, ci sono le rappresentazioni della vita, dell’amore, dell’amicizia e della maternità rese attraverso un aggrovigliamento di corpi, esseri umani di qualsiasi età e sesso; infatti, tra le tante figure, si notano una donna con un bambino in braccio, un’altra donna, notevolmente più anziana e infine una coppia di innamorati che si abbaracciano.

Mentre invece, nella parte sinistra, è rappresentata la figura della norte, identificata dal macabro Thanatos, che presenta un lungo manto in cui i motivi predominanti sono croci e cerchi, ed è intento a vegliare sull’umanità alla destra della tela, mentre sembra che stia quasi per colpire uno dei soggetti che compongono il groviglio di corpi.

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