Ritrovamento del quadro di Klimt

Colpo di scena, due ladri confessano di aver rubato il quadro di Klimt

Un nuovo colpo di scena segna la rocambolesca vicenda di "Ritratto di Signora" di Klimt, il quadro ritrovato 22 anni dopo la sua scomparsa
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Questa giornata si apre con un nuovo colpo di scena legato al quadro di Klimt, ritrovato il mese scorso a Piacenza, la cui paternità è stata accertata pochi giorni fa dagli esperti. Il quadro, scomparso ben 22 anni, era stato ritrovato il mese scorso in prossimità della Galleria Ricci Oddi, dove era stato rubato il 9 febbraio del 1997.

La confessione dei presunti ladri

Ma ecco che, con grande stupore per tutti, arriva la confessione dei presunti ladri del dipinto, che avrebbero chiamato un giornalista del quotidiano Libertà per raccontare il furto e la restituzione del dipinto di Klimt alla città di Piacenza. «Siamo gli autori del furto del Ritratto di Signora dipinto da Klimt». Alla telefonata è seguita la consegna di una lettera con scritto: «Abbiamo fatto in modo che il quadro ritornasse a Piacenza, un regalo alla nostra città». 

La banda del grimaldello

Venerdì i due autori della lettera, due uomini di 66 anni, sono stati interrogati per cinque ore. Si tratta di due “pesci gatto”,  come in Emilia chiamano i vecchi malavitosi, che facevano parte della cosiddetta “banda del grimaldello”, una piccola organizzazione criminale che tra il 2013 e il 2014 fece razzia in diverse case, gioiellerie e persino ospedali fra Parma, Reggio, Lodi e Cremona. Alla banda del grimaldello sono stati attribuiti ben 67 colpi per un bottino complessivo di grande valore, fra quadri, sculture e gioielli. 

I dubbi sulla confessione

È ancora presto per confermare la confessione dei due presunti ladri. L’avvocato Guido Gulieri si limita a osservare che il ritrovamento del quadro è giunto pochi giorni prima della Sentenza della Suprema Corte che sta per condannare i due uomini per altri furti commessi. Che si tratti di un tentativo di chiedere clemenza in vista della sentenza? Ma d’altra parte, interviene il presidente esecutivo della Banca di Piacenza, Corrado Sforza Fogliani, che ricorda: «Per favorire il ritrovamento del quadro, forse finito in Spagna, nel 2015 il nostro istituto versò una somma». Si ipotizza una cifra intorno ai 35 mila euro, somma che avrebbe forse riattivato i meccanismi del recupero. 

 

 

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