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l'appello

Dario Franceschini, “Proteste per le chiusure? Non si capisce gravità situazione”

Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini è intervenuto sul tema delle chiusure di cinema e teatri lanciando un appello di coesione al mondo della cultura.
“Chi governa deve assumersi delle responsabilità, soprattutto in una situazione di emergenza”. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini è intervenuto sul tema delle chiusure di cinema e teatri lanciando un appello al mondo della cultura. In un videomessaggio Franceschini ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla chiusura di cinema e teatri e bloccato i musei.
 

Tutelare i più deboli e fare coesione

“Ho ricevuto molti appelli e attacchi. C’è molta preoccupazione. Sono franco: penso non si sia percepita la gravità della crisi, non si è capito a che punto siamo. La curva dei positivi è impressionante”. Il ministro ha chiarito che la scelta non è dettata da un criterio gerarchico di importanza tra le diverse attività. “Bisogna ridurre la mobilità. Mi impegno affinché la chiusura sia la più breve possibile. Aggiungo il mio impegno a tutelare i lavoratori dello spettacolo, soprattutto i meno conosciuti”.  Secondo il ministro, ognuno deve fare il suo per ricostruire un ” clima di coesione sociale”.

Il messaggio alle tv

“In un momento così difficile il ruolo delle emittenti televisive può essere determinante per sostenere il mondo della cultura e dello spettacolo, già duramente colpito dalla prima fase della pandemia”. Così esordisce Dario Franceschini nella lettera inviata ai vertici dei principali network televisivi pubblici e privati per chiedere maggior spazio nei palinsesti a teatro, musica, danza e cinema. Di seguito la missiva.
 
“La televisione può esercitare la propria vocazione di fondamentale industria culturale del Paese, contribuendo a mantenere vivo il legame del pubblico con quello straordinario insieme di talenti e professionalità che incarna la musica, la prosa, l’opera, la danza, il cinema e molte altre forme espressive e creative.

“L’emergenza sanitaria che stiamo attraversando ha imposto scelte dolorose, che suscitano comprensibilmente amarezza e frustrazione, dopo che la riapertura di questi mesi ha dimostrato quanto sia preziosa, coinvolgente e insostituibile la partecipazione dal vivo a spettacoli e manifestazioni culturali. Nel ricordare con fiducia che quegli spazi di condivisione torneremo a viverli, dobbiamo però ora affrontare il presente e responsabilmente impegnarci per contenere il contagio ed evitare ulteriori rischi per la salute, il sistema sanitario e la vita di ciascuno di noi.

Allo stesso tempo  la cultura è il tessuto connettivo di una società, genera benessere e rete di comunità, ed è essenziale che pubblico e operatori possano continuare ad animarla e produrla in questo tempo attraversato da inquietudine e smarrimento. Non dobbiamo spegnere la domanda di contenuti culturali. Per questo – scrive Franceschini – rivolgo un appello, affinché le emittenti diano ampio spazio a teatro, musica, danza e cinema, non solo attingendo dal giacimento delle repliche, ma anche immaginando e sperimentando nuove produzioni e nuove iniziative.

Tutto questo “affinché la cultura possa continuare a raggiungere più persone possibili”.

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