Alle Gallerie d'Italia l'incontro fra i due artisti veneziani

“Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce” a Milano

Fino al 5 marzo 2017 alle Gallerie d'Italia Piazza Scala andrà in mostra la grande esposizione "Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce".
"Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce" a Milano

MILANO – Fino al 5 marzo 2017 alle Gallerie d’Italia Piazza Scala andrà in mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”. Esposizione grandiosa, organizzata da Intesa Sanpaolo in partnership con alcune delle maggiori realtà museali europee, come la Gemaldegalerie Alte Meister di Dresda, lo Zamek Kròlewski di Varsavia e il Castello Sforzesco di Milano e che porta per la prima volta in mostra oltre trenta opere dei due autori veneziani: Antonio Canal, detto “il Canaletto”, e suo nipote Bernardo Bellotto. Oltre 100 opere, di cui settanta dipinti, 14 tra disegni e schizzi e altrettante incisioni, attraverso le quali il mondo della Venezia del XVIII secolo torno a vivere.

I VEDUTISTI – Venezia rimane la protagonista indiscussa di questa mostra: la sua atmostfera, l’aria liquida e cristallina, le luci ed i riflessi di specchi, vetri e canali tornano a muoversi attraverso l’accostamento di schizzi preparatori ed opere finite, di vedute del Canaletto, e rifacimenti del nipote Bellotto. Se la veduta fu il massimo tema artistico del Settecento, Venezia ne fu la sua patria indiscussa e i due pittori possono esser definiti a ragione i maestri indiscussi. La mostra diviene quindi una opportunità unica per poterli osservare  l’uno accanto all’altro. L’incontro delle opere apre molti spunti sulla realtà artistica e culturale dell’epoca, molti dei quali sono suggeriti dalla scelta stessa di seguire un’esposizione tematica. Ne emerge la grande mobilità degli artisti e la vivacità del mercato collezionistico che fece a gara per commissionare i dipinti ai due maestri veneziani. Da Venezia a Roma, Firenze, Verona, Torino, Milano ed il resto dell’Europa, con i ritratti provenienti da Londra, Dresda, Varsavia. Qusto mondo cosmopolita ed erudito emerge anche dalla recente riscoperta dell’inventario della biblioteca di Bellotto a Dresda, andata distrutta dal bombardamento prussiano del 1760. Una scoperta che gettata una nuova luce sulla personalità e la viva intellettuale dell’artista.

NON SOLO QUADRI – La rassegna offre dunque l’opportunità di un confronto tra due soluzioni pittoriche: quella del Canaletto, più attenta alla sperimentazione sui procedimenti ottici legati alla composizione e quella del bellotto, meno formale dello zio e più attratto da contrasti e chiariscuri netti, profondi, in cui la luce rivela anfratti dei praticolari quotidiani. La mostra è inoltre arricchita da alcune riporduzioni delle camere oscure sviluppate dal Canaletto e da una sezione multimediale in cui la mostra prende vita attraverso percorsi visivi legati al Vedutismo, a Venezia e ad immagini del Settecento europeo tramite visori ETT (visibile al sito www.ilbookshopdellemeraviglie.it. ).

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