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Banksy torna a Parigi con 7 nuovi graffiti

Sette nuovi graffiti dello street artist Banksy sono apparsi a Parigi. Il direttore della rivista d’arte francese Artistikrezo aveva avuti notizia di un viaggio dell’artista in Francia
Banksy Parigi

MILANO – Sette nuovi graffiti dello street artist Banksy sono apparsi a Parigi. Il direttore della rivista d’arte francese Artistikrezo aveva avuti notizia di un viaggio dell’artista in Francia, ed è stato il primo a dare notizia sulla sua pubblicazione dei nuovi lavori. Naturalmente è sempre incerta l’attribuzione di un murale a Banksy perché non si conosce la vera identità dell’artista, che lavora sempre in anonimato, ma gli esperti sono concordi nell’attribuirgli la paternità dei nuovi disegni apparsi nelle strade parigine.

 

Banksy a fianco dei migranti

Uno dei sette graffiti è apparso non a caso il 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, accanto ad un ex centro per migranti chiuso a fine marzo. Questo murale rappresenta una ragazzina che copre una svastica, già presente, con dello spray rosa. Non è la prima volta che Banksy manifesta la sua solidarietà ai rifugiati: un suo graffito era apparso anche nella tendopoli di Calais, cittadina francese affacciata sullo stretto della Manica dove moltissimi migranti si accampano in attesa di un passaggio per l’Inghilterra. Qui Banksy aveva rappresentato Steve Jobs, il fondatore della Apple figlio di rifugiati siriani in America, proprio come un uomo che scappa dalla sua casa con un fagotto in spalla.

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Gli altri graffiti

Un altro murale è una rivisitazione del dipinto del 1801 di Jacques-Louis David rappresentante Napoleone che valica le Alpi, in cui il condottiero è avvolto dal suo stesso mantello fino a sembrare una donna velata. Altri rappresentano ratti, un animale che Banksy spesso inserisce nei suoi graffiti. Un altro ancora rappresenta un uomo con una sega nascosta dietro la schiena che offre un osso a un cane a cui ha tagliato una zampa. Tutte le opere sono una chiara allegoria del governo francese e dell’Europa, che a parole dicono di voler aiutare i migranti, ma che nei fatti li abbandonano a sé stessi dopo aver depredato le loro terre nei decenni passati.

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Immagini via Instagram

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