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Amore e Psiche, l’amore eterno secondo Canova

Luca Nannipieri, famoso storico dell'arte e volto televisivo, autore del libro "Candore immortale", ci racconta il significato profondo di una delle opere più celebri di Antonio Canova: Amore e Psiche

Amore e Psiche è un gruppo scultoreo di Antonio Canova, realizzato tra il 1787 e il 1793 ed è conservato presso il museo del Louvre, a Parigi. L’opera si ispira alla vicenda narrata da Apuleio, a cui abbiamo dedicato già un articolo, in cui Psiche, mortale dalla bellezza eguale a Venere, diventa sposa di Amore-Cupido senza tuttavia sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell’oscurità della notte. Scoperta su istigazione delle invidiose sorelle la sua identità, è costretta, prima di poter ricongiungersi al suo divino consorte, a effettuare una serie di prove, al termine delle quali otterrà l’immortalità. Altre versioni, differenti da quella di Apuleio, narrano invece la morte della ragazza prima dell’ultima prova, altre ancora narrano che la ragazza abbia fallito l’ultima prova e che abbia quindi dovuto lasciare Amore-Cupido.

Qual è il valore artistico di quest’opera? Lo abbiamo chiesto a Luca Nannipieri, famoso storico dell’arte e volto televisivo, autore del libro pubblicato da poco dalla Rizzoli, dal titolo “Candore immortale“, dedicato al genio di Antonio Canova, al suo rapporto con il condottiero Bonaparte e alla nascita del Louvre di Parigi.

Amore e Psiche

Ma voi avete mai sentito quell’essere sospesi nell’assoluto, in un assoluto carico di desiderio e ebbrezza, nel quale un abbraccio o un bacio, quando si ama, sembra immergere la nostra anima?

Ci sono pochissimi poeti che l’hanno saputo esprimere con parole eterne. Ci sono pochissimi pittori, pochissimi fotografi, pochissimi registi, che l’hanno saputo eternare nell’arte quel momento così magico. Ma c’è un solo scultore, uno solo al mondo, che è riuscito nel marmo, nel gesso, a toccare quel momento, e a dargli quella magia così impalpabile che dura pochi secondi, come lo sono i nostri baci o i nostri abbracci. Questo scultore si chiama Antonio Canova.

Come rendere eterno un sentimento

Non esiste nella storia dell’uomo un’altra scultura come la sua, come “Amore e Psiche”, che abbia saputo rendere eterno, puro, inconsistente eppure potentissimo quel momento: il momento in cui due innamorati si concedono la fecondità più illibata e preziosa: non l’amplesso, non il sudore del sesso, ma un gesto addirittura superiore al generare perché più puro: l’abbraccio. Lui sostiene lei, lei sostiene lui, e insieme formano un cerchio. Guardatelo “Amore e Psiche“. È un cerchio, un cerchio perfetto.

Se provate con un compasso a fare un cerchio su un foglio, viene un cerchio perfetto, ma senza anima. Canova è riuscito in un miracolo che, all’arte, riesce poche volte nella storia: realizzare la perfezione, ma, dentro, metterci tutto il cuore delle nostre vite che batte, batte, batte. Il marmo cristallizza quel battito per toglierlo alla morte. Lui, sì, Antonio Canova, in “Amore e Psiche”, ha sconfitto la morte.

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