acqua alta a venezia

Acqua alta a Venezia, inzuppati due Mirò da un milione di euro

Il guasto alla toilette causato dall’acqua alta ha inondato Palazzo Zaguri a Venezia, inzuppando due opere di Mirò appoggiate al pavimento
Acqua alta a Venezia, inzuppati due Mirò da un milione di euro

MILANO – Il maltempo da record dei giorni scorsi ha creato danni in molte città italiane, ma è forse a Venezia dove si sono visti gli effetti più eclatanti e dannosi. Il picco di marea notturna di ieri sera ha causato un guasto a una toilette del bagno di Palazzo Zaguri, dove è in allestimento la mostra «Da Kandisky a Botero, tutti in un filo», e a farne le spese sono stati due arazzi di Joan Mirò del valore complessivo di un milione di euro.

Il danno

A scoprire il danno sono stati il proprietario e i custodi della mostra, che hanno effettuato un sopralluogo serale temendo i possibili effetti della marea notturna. «Eravamo preoccupati per il picco di marea notturna annunciato attorno alle una di notte – spiegano in un comunicato -. Quando siamo arrivati abbiamo percepito un acre odore di fognatura e colava acqua dagli scalini al piano terra come un ruscelletto di montagna. La fuoriuscita è avvenuta dalle toilette. Avevamo lasciato il palazzo alle 17 del pomeriggio di ieri e non sappiamo per quante ore l’acqua ha allagato i pavimenti del secondo piano». Due arazzi di Joan Mirò erano ancora imballati e appoggiati al pavimento, in attesa di essere appesi nelle sale della mostra. L’infelice collocazione in prossimità della toilette ha fatto sì che fossero immediatamente danneggiati dalla fuoriuscita d’acqua fognaria, che li ha inzuppati quasi per metà.

Il restauro d’urgenza

Subito una catena umana notturna ha cercato di asciugare il piano dall’allagamento e portare in salvo i due arazzi, che sono stati trasferiti d’urgenza all’arazzeria Scassa di Asti, realizzatrice di tutti gli arazzi esposti su commissione dei grandi artisti del Novecento. Occorrerà un rapido restauro prima che gli effetti devastanti della salsedine e dell’umidità possano intaccare l’opera dell’artista spagnolo. «Speriamo di poterli salvare ed esporre. Non potevamo immaginare un danno simile» dicono gli organizzatori.

Via Corriere

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