Absorbed by light, persi nella luce degli smartphone

L’opera "Absorbed by light" rappresenta la nostra connessione stretta con la realtà digitale, dandoci la possibilità di immedesimarci
Absorbed by light: persi nella luce degli smartphone

MILANO – Il Festival delle luci di Amsterdam è un’occasione per riflettere sul mondo attuale: l’opera di Gali May Lucas ci colpisce per la sua vicinanza alla nostra quotidianità, rappresentando il nostro legame simbiotico con la tecnologia.

Luci, arte e tecnologia

È ormai la VII edizione del Festival delle luci di Amsterdam, circostanza in cui artisti da tutto il mondo espongono le loro opere a tema luci. È particolarmente interessante l’opera di Gali May Lucas, artista inglese, in collaborazione con la scultrice Karoline Hinz, in quanto offre uno spunto sulla contemporaneità in cui viviamo: il nostro rapporto con la tecnologia. L’installazione Absorbed by light è un complesso scultoreo di colore bianco che riproduce tre persone sedute sulla stessa panchina, ma tra le quali non esiste alcuna relazione, perché ogni sforzo è destinato ai loro cellulari.


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Da dove proviene l’ispirazione?

L’ispirazione è stata suggerita, come afferma la stessa artista, dalla vita quotidiana: trascorriamo le nostre giornate passando da un post all’altro, trascurando i nostri affetti e preferendo le persone virtuali a quelle reali, dunque scegliendo la luce dei cellulari a quella naturale. La forza dell’istallazione risiede nel fatto che tutti possono rivedersi e identificarsi con i soggetti delle statue: proviamo immediatamente empatia nei loro confronti.

 


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Se avete l’occasione di fare un viaggio a Amsterdam, fino al 20 Gennaio 2019 sarà possibile ammirare l’opera di Gali May Lucas di fronte all’Hermitage, illuminata dalle  17 alle 23 tutti i giorni.

 


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Via boredpanda
Image credits karolinehinz

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