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La mostra

Realismo Magico, la nuova mostra apre a Milano

Da martedì 19 ottobre al Palazzo Reale di Milano apre la mostra “Realismo Magico” con opere da Felice Casorati a Giorgio De Chirico

Apre il 19 ottobre al Palazzo Reale di Milano la mostra “Realismo Magico” a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli. Promosso e prodotto dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE si tratta un progetto espositivo che vanta una precisa ricostruzione filologica e storiografica del fenomeno del Realismo Magico con più di ottanta capolavori.

La corrente del Realismo Magico

Una modalità espressiva che, depurata dalle tensioni del futurismo e dell’espressionismo, lavora su una nuova resa dell’immagine che si presenta agli occhi dell’osservatore come ‘algida, tersa, spesso indagata nei più minuti dettagli, talmente realistica da rivelarsi inevitabilmente inquietante e straniante’ (G. Belli e V. Terraroli). Fu un fenomeno di portata transnazionale che, con acutezza critica e intelligente intuizione, il critico d’arte monacense Franz Roh, in un suo celebre saggio dedicato alla pittura contemporanea tedesca e pubblicato nel 1925, definì Realismo Magico.

“Precisione realistica di contorni, solidità di materia ben poggiata sul suolo; e intorno come un’atmosfera di magia che faccia sentire, traverso un’inquietudine intensa, quasi un’altra dimensione in cui la vita nostra si proietta…”

(Massimo Bontempelli, 1928)

Il percorso

Il percorso cronologico-filologico ruota intorno a capolavori italiani di questa specifica temperie, a loro volta messi in relazione con alcune opere della Neue Sachlickheit, la cosiddetta “Nuova oggettività” tedesca. I confronti saranno anche con i caratteri del Novecento Italiano di Margherita Sarfatti, dai quali il Realismo Magico si distingue, ma con il quale condivide alcune personalità artistiche come Achille Funi, Mario Sironi, Ubaldo Oppi. Vengono esposte le opere di Felice Casorati e le prime invenzioni metafisiche di Giorgio de Chirico, ma anche le proposte di Carlo Carrà e Gino Severini.

La realtà artistica italiana, ben connotata e ricca di suggestioni e spunti, infatti, non risulta isolata, trovando significativi contrappunti e analogie, pur nella diversità degli obiettivi e delle matrici culturali di partenza, con la Neue Sachlickheit (Nuova Oggettività ) tedesca, a sua volta divisa tra aree più classiche e vicine alla sensibilità italiana (i pittori di Monaco, come Heinrich Maria Davringhausen e Christian Schad) e aree più radicali e rivoluzionarie (gli artisti berlinesi), ma anche con i realismi che emergono in Olanda così come in Unione Sovietica, negli Stati Uniti come in Francia, in una generale riconquista dell’arte come mimesis della realtà , ma inevitabilmente attraversata dalle inquietudini esistenziali e ideali del Novecento.

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La mostra

Uno sguardo nuovo sul Movimento, una nuova chiave di lettura che, a trent’anni di distanza dall’ultima mostra milanese sul tema curata da Maurizio Fagiolo dell’Arco nel 1986, Palazzo Reale torna a offrire al pubblico un’occasione unica per fare il punto su un periodo storico-artistico che ha subito per molto tempo una damnatio memoriae. Gradualmente riscoperto grazie a Emilio Bertonati, al quale la mostra in oggetto intende rendere omaggio e adeguato riconoscimento, per la sua intuizione e intelligenza critica che è stata creata a una collezione privata emblematica di capolavori del Realismo Magico, che questa mostra valorizza in maniera particolare, presentandola integralmente per la prima volta al pubblico milanese insieme ad altre opere provenienti da importanti collezioni e da Musei.

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