scuola
Mancano pochi giorni agli esami di maturità e sulla rete imperversano le ipotesi sul toto-tracce della prima prova scritta. Esercizio ogni anno puntualmente smentito dalle tracce ufficiali. Tuttavia, secondo le previsioni quest’anno riguardano l’analisi del testo...
Mancano pochi giorni agli esami di maturità e sulla rete imperversano le ipotesi sul toto-tracce della prima prova scritta. Esercizio ogni anno puntualmente smentito dalle tracce ufficiali. Tuttavia, secondo le previsioni quest’anno riguardano l’analisi del testo...
C’era una volta nelle scuole italiane la lettura ad alta voce e c’è chi crede ancora in quella fortunata tipologia e tenta di ripristinarla. Dico fortunata perché il fine primario era esclusivamente appassionare, formare il futuro lettore. I programmi scolastici non miravano a raggiungere finalità sulle competenze linguistiche e narratologiche come ai nostri giorni. Finalità funzionali di analisi sottili che molto spesso fanno odiare la lettura ai giovani intesa come un obbligo imposto dall’esterno, trasformandoli a vita in un nemico dei libri e delle librerie. Alludo alla seconda edizione di “Libriamoci” - l’iniziativa di lettura ad alta voce - promossa Read more...
Grazia Deledda e Cesare Pavese i meno votati tra gli autori possibili in prima prova di maturità 2017, tra i temi di attualità pochissimi puntano su crisi economica, scoperte scientifiche o il Nobel a Bob Dylan
Secondo l'indagine di Skuola.net, la maggioranza dei maturandi confessa che non si tirerà indietro se capiterà di poter aiutare un compagno in difficoltà durante gli scritti
Alla vigilia dell’esame 2017, Skuola.net ha chiesto ai ragazzi che tra una settimana saranno sui banchi per sostenere la maturità qual è il loro rapporto con la vecchia arte della copiatura
Resisite la tradizione tra i metodi affrontati dagli studenti per preparasi alla maturità. Il ripasso sui libri viene preferito rispetto ad internet
Pochi laureati assunti in Italia? Titoli di studio non coincidono con acquisizione valide competenze
Sono stati resi noti i risultati del Rapporto Ocse 2015, una mappa dei sistemi educativi dei 34 Paesi che ne fanno parte. Dalle rilevazioni, un dato appare preoccupante nel nostro Paese: il basso numero dei laureati perché c’è un divario tra preparazione accademica ed esigenze del mondo del lavoro. Infatti, nel 2014 in Italia soltanto il 62% dei laureati tra i 25 e i 34 anni aveva un’occupazione, una percentuale uguale solo a quella della Grecia. Solo il 42% dei diplomati si iscrive all’università, mentre la percentuale odierna dei giovani laureati si aggira sul 34% (contro il 50% della media Read more...
Il caso più noto, che ha scatenato più polemiche è l’istituto comprensivo “Garofani” di Rozzano il cui dirigente – per rispetto degli studenti non cristiani – ha vietato le celebrazioni religiose di Natale, sostituendole con un concerto di inverno che si svolgerà il 21 gennaio. Episodi più o meno simili si sono verificati nel resto della penisola: alle elementari Fermi di Bobbiate (Varese), di Sassari è stata proibita la benedizione delle prossime feste natalizie. Ma è veramente questa la via per un effettivo multiculturalismo, cioè rinunciare al proprio culto religioso – simbolo culturale della propria identità per rispettare il credo Read more...
L’Italia è il fanalino di coda nell’istruzione universitaria e media superiore dei Paesi EU. Lo rivela l’indagine Eurostat 2013 che ha reso noti i risultati sullo stato dell’istruzione universitaria nei 28 paesi membri. Dai dati si comprende che il nostro Paese si colloca al penultimo posto – primo della Grecia - per numero di laureati. Infatti, solo il 23,9% degli italiani tra i 30 e i 34 anni possiede un titolo accademico, contro la media europea che si attesta sul 37,9%(Germania 33,1%, Francia 44%, Regno Unito 47,6%). Una posizione al di sotto delle aspettative fissate dall’Unione Europea per il 2020, Read more...