Mimmo Jodice, il maestro della sperimentazione

Mimmo Jodice è uno dei nomi più illustri della fotografia italiana contemporanea. Fotografo di avanguardia sin dagli anni Sessanta, è stato molto attivo sul piano della sperimentazione e delle possibilità espressive del linguaggio fotografico...

Tra i grandi maestri della fotografia italiana contemporanea, Jodice si distingue per essere stato un fotografo di avanguardia, aperto a continue sperimentazioni su diversi fronti. Jodice ha anche saputo intepretare con grande intensità il tema del mare, con scatti che proponimao in occasione del lancio della campagna ‘Mare d’autore’

 

MILANO – Tra i grandi maestri della fotografia che meglio hanno saputo ritrarre le bellezze del mare italiano è senz’altro Mimmo Jodice, uno dei nomi più illustri della fotografia italiana contemporanea. In occasione della campagna ‘Mare d’autore’ lanciata oggi da Libreriamo, proponiamo una breve panoramica del suo lavoro. 

 

UN MAESTRO DELLA SPERIMENTAZIONE – Fotografo di avanguardia sin dagli anni Sessanta, è stato molto attivo sul piano della sperimentazione e delle possibilità espressive del linguaggio fotografico. Strenuo sostenitore della fotografia in quanto arte, è stato uno dei protagonisti che si è maggiormente battuto per l’affermazione della fotografia italiana a livello internazionale.

MIMMO JODICE – Mimmo Jodice è nato a Napoli nel 1934. Amante dell’arte, del teatro e della musica classica e jazz, da autodidatta si dedica al disegno e alla pittura. Soltanto agli inizi degli anni Sessanta scopre il mondo della fotografia. Questo mezzo gli consente di mettere a frutto tutto il suo estro creativo, attraverso numerose sperimentazioni. La fotografia creativa è rimasta il soggetto di maggior interesse dell’artista. Dal 1970 al 1994 insegna fotografia all’Accademia di belle arti di Napoli. La sua prima esposizione viene presentata al Palazzo Ducale di Urbino nel 1968 e nel 1970 al Diaframma di Milano un’altra mostra dal titolo “Dentro Cartelle Ermetiche” con un testo di Cesare Zavattini.

FOTOGRAFIA DI SCENARIO – Nel 1980 pubblica “ Vedute di Napoli” attraverso cui avvia una nuova indagine sulla realtà, lavorando alla definizione di uno spazio urbano vuoto ed inquietante di metafisica memoria. La sua fotografia sociale non si colloca nel quadro del reportage tradizionale, in quanto la sua attenzione si rivolge più allo scenario che all’azione stessa. In questo periodo le storie degli uomini escono di scena, lasciando spazio alla città vuota come metafisico contenitore. Gli anni novanta si caratterizzano per un approccio orientato verso uno studio profondo delle impronte del passato sul presente. Il volume Mediterraneo, pubblicato nel 1995 dalla casa editrice Aperture di New York, rappresenta, infatti, frammenti di sculture e di edifici, che appartengono alle origini greche condivise dai paesi del Mediterraneo, esaltati attraverso un bianco e nero nettissimo. 

 

LE FOTOGRAFIE DEL MARE – Tra i lavori realizzati negli anni Novanta ci sono bellissimi scatti che ritraggono il nostro mare, protagonista assoluto di fotografie in bianco e nero di grandissima intensità, in cui rocce isolate sono gli unici lembi di terraferme spersi nella sconfinata distesa delle acque. Nel novembre del 2001 queste fotografie vengono esposte a Milano, nella sede della galleria Lia Rumma, e ancora nel 2002 la sua ricerca sul mare è protagonista di una mostra al Musée da la mer a Cannes, dal titolo ‘Silenzio’.

POETICA E RICONOSCIMENTI – Nel 2003 Jodice è il primo fotografo a ricevere il Premio ‘Antonio Feltrinelli’ dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2006 l’Università Federico II di Napoli gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Architettura. Jodice fotografa in pellicola con un Hasselblad medio formato. La sua opera è caratterizzata da un bianco e nero di gran contrasto. Gran parte del suo lavoro viene svolto in camera oscura, dove ridipinge le immagini scattate rendendo i bianchi accecanti e neri tanto profondi da ingoiare quasi completamente le figure. Oggi Jodice è una figura centrale di riferimento per le nuove generazioni che riconoscono nel suo lavoro una sensibilità ed una capacità unica nel coniugare sapientemente innovazione e raffinatezza classica.

1 agosto 2013

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