La lettera d’amore di Nabokov alla moglie Vera

MILANO – Tempo prima che Vladimir Nabokov diventasse un mito della letteratura, avvenne uno degli avvenimenti più importanti della sua vita, conobbe infatti la sua futura moglie Vera. Divenne non solo il suo grande amore e moglie per il resto della sua vita, ma fu anche la sua più grande aiutante nel creare le storie fungendo da editore, agente e persino la sua guardia del corpo portando con sé nella borsetta una pistola per proteggere il marito da eventuali assassini. Ciò che a Nabokov colpì di Vera fu il fervido intelletto, la sua indipendenza , il suo senso dell’umorismo e il suo amore per la letteratura. Leggiamo alcuni estratti delle numerose lettere che lo scrittore russo scrisse alla sua amata. (Tratta da Issel Service)

 

“Tutti i corsi d’acqua del mondo hanno atteso fino ad ora la tua immagine riflessa”; “Sono pronto a donarti tutto il mio sangue se devo – non so spiegarlo – ma so che è così”. Ho bisogno di te mia favola eterna, perchè tu sei la sola persona cui io possa parlare dell’ombra delle nuvole, o del suono di un pensiero, o di come passegggiando incontri uno splendido girasole che con tutta la sua faccia di semi mi guarda e mi sorride”

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“Come posso spiegarti, mia gioia, stupenda gioia dorata, quanto posso essere tuo con i miei ricordi, le mie poesie, i miei impeti, i miei vortici interiori? Come posso spiegarti che non posso scrivere una parola senza ascoltare come tu la possa pronunciare; posso solo ricordare le sciocchezze vissute con un rimpianto così acuto per non averlo vissuto insieme a te, anche se il più personale, il più indescrivibile. Non parlo semplicemente di un qualsiasi tramonto dietro l’angolo di una strada. Mi capisci, gioia mia?

So di non riuscire a dirti nulla con le parole e quando siamo al telefono escono in modo così sbagliato. Perché con te bisogna parlare in modo splendido, come si parla ad esempio alle persone che non ci sono più da tempo…in termini di purezza, splendore e precisione spirituale…Puoi essere offesa per un brutto diminutivo perché sei così totalmente risonante come l’acqua del mare, amore mio.

Lo giuro, e gli schizzi di inchiostro non hanno niente a che vedere con questo, lo giuro su tutto ciò che mi è caro, in tutto ciò in cui credo. Giuro di non aver mai amato nessuno come amo te, con tanta tenerezza, al punto delle lacrime, con un tale senso di splendore.”

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