La lettera aperta di una studentessa italiana sulla strage di Nizza

MILANO – Marta Baggiani, studentessa italiana di 26 anni, all’indomani dei tragici fatti di Nizza ha scritto una lettera aperta che sta facendo il giro del web. Una persona del mondo che ha studiato e vissuto all’estero. Il suo testo che finisce per essere un fantastico discorso di difesa della libertà in un mondo in cui la sicurezza dei singoli cittadini è stata violata e dove ancora non si è trovata una strategia efficacie per rispondere adeguatamente. Leggiamo insieme la lettera riportata da gonews.it

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“Mamma, morirò in un attacco terroristico. Ve lo dico perché è molto probabile che ciò accada. Faccio parte di quella parte privilegiata di giovani over 20 che hanno avuto la possibilità di studiare e girare un po’ il mondo. E non l’hanno fatto per poi chiudersi in casa.

Certo, fossi nata ad Aleppo o a Kabul, adesso non staremmo qui a parlare di questa cosa, visto che difficilmente, e senza troppo clamore, sarei arrivata a questa età. Ma faccio parte di questa parte di mondo che fino a ieri poco faceva caso ai terroristi che facevano centinaia di morti al giorno in Medio Oriente. Poi il problema si è spostato più in qua. Per questo morirò in questa guerra, forse. I vostri genitori, o più probabilmente i vostri nonni, sono morti in altre guerre, più facilmente identificabili come tali, ma non per questo meno atroci.

Oggi io mi sento di combattere una guerra: una lotta contro la paura, contro l’ignoranza, contro chi ci vuole spaventati e manipolabili. A tutti loro dico: NOI NON ABBIAMO PAURA. Ci siamo fatti in 4 per aprire le nostre menti, sui libri ma soprattutto in giro per il mondo, dove abbiamo raccolto il fiore della tolleranza e piantato il seme dell’amicizia, quella che non guarda alla religione e al colore della pelle. Non avremo paura di prendere i nostri aerei per vedere se quei semi crescono. Non avremo paura di continuare a viaggiare, vedere, toccare, sorridere, amare oltre ogni confine. Lo faremo per la nostra causa. La nostra lotta è senza bombe, ma noi non abbiamo paura. E se cadremo vorrà dire che, come i nostri bisnonni non troppi anni fa, avremo combattuto per il valore più bello che c’è: la nostra libertà. Questa è la nostra resistenza”.

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