Donald Trump Presidente degli Stati Uni, le reazioni degli scrittori

Trump Presidente degli Stati Uniti, il pensiero degli scrittori

Mentre gioiscono tutti coloro che hanno votato il tycoon, tra i quali figurano Myke Tyson e Clint Eastwood, molti faticano ad accettare il verdetto delle urne
Trump Presidente degli Stati Uniti, il pensiero degli scrittori

MILANO – Donald Trump è il 45° Presidente degli Stati Uniti. Pur avendo preso oltre 200mila voti in meno di Hilary Clinton, il candidato repubblicano ha vinto, secondo quanto prevede la legge elettorale americana. Mentre gioiscono tutti coloro che hanno votato il tycoon, tra i quali figurano l’ex pugile Myke Tyson e il regista Clint Eastwood, molti altri stanno facendo fatica ad accettare il verdetto delle urne: migliaia di persone sono scese in piazza in svariate città, affermando che Trump non è il loro Presidente. Altri hanno preferito il silenzio, come Stephen King. Iò re dell’horror, che aveva speso tante parole a favore di Hilary Clinton, su Twitter ha scritto che per l’immediato futuro non dirà più niente, né consigli di libri, né interventi politici. Non pubblicherà neppure foto di cani.

DAL PIANTO ALLO SGOMENTO – Varie sono state le reazioni alla notizia nel mondo delle lettere. La Rowling ha scritto in diversi tweet il suo dispiacere per la sconfitta di Hilary. A una ragazza americana che le ha scritto di occuparsi degli affari del suo paese, l’autrice di Harry Potter ha risposto: “Se hai fiducia della scelta che hai fatto, perché ti importa di quello che dico io?”. Dopo il discorso di Hilary, secondo molti il discorso più difficile della vita della candidata democratica, la Rowling con un tweet ha poi espresso il suo bisogno di piangere.

UN CAMPANELLO D’ALLARME – Il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana ha comparato le dinamiche che hanno portato alla vittoria di Trump a quelle della Brexit: “Campanello d’allarme per l’Europa che nessuno ha voluto ascoltare”. Sempre sul Corriere della Sera, Beppe Severgnini ha invece rivendicato il diritto di criticare Trump, nonostante sia stato ora eletto Presidente, “non è possibile che il candidato aggressivo, sessista, razzista e bugiardo sia diventato, in ventiquattro ore, il Presidente ideale. Chi cerca di venderci questa favoletta ci sta imbrogliando e/o si sta illudendo. Un po’ di dignità, che diamine”.

TRA L’ANSIA E LA PAURA – Su Repubblica, invece, lo scrittore e direttore della testata Mario Calabresi ha sottolineato il fatto che “abbiamo sottovalutato la ferita di chi vede tradito il patto tra generazioni, di chi somma la paura degli stranieri all’ansia per la globalizzazione, al rifiuto della società multietnica”. Non ci resta che fermarci e riflettere, ha aggiunto Calabresi, “come fa la scrittrice Elizabeth Strout, sul vizio dei giornali di confondere gli auspici con la realtà, ma ora ci tocca provare a capire quale sarà il mondo che ci aspetta”. Anche Roberto Saviano invita alla riflessione. “L’evento più drammatico per l’America dalla scoperta di Colombo”, ha detto l’autore di Gomorra, che si stupisce per il risultato ma spinge tutti a cercare di capire le ragioni di questa vittoria di Trump. Nel suo “Buongiorno“, Gramellini si è concentrato sulle ragioni dell’insuccesso della Clinton, colpevole di aver cercato di vincere seguendo il modello maschile: “Chiunque pensi che sarà il femminile a salvare il mondo si augura che la sconfitta di Hillary spinga finalmente le donne a fare politica comportandosi da femmine e non più da donne travestite da uomini. Non è facile, lo sappiamo. Si chiami Merkel o Lagarde, ma anche Boschi o Raggi, per arrivare al potere una donna deve aderire a un modello maschile che la ingabbia. Deve apparire secchiona, quindi antipatica. Rassicurante e controllata, quindi prevedibile”.

 

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